La nuova rottamazione quinquies rappresenta la principali misura di definizione agevolata delle cartelle esattoriali prevista dalla legge di bilancio 2026. La norma consente ai contribuenti di regolarizzare debiti fiscali e contributivi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione in un ampio arco temporale.
La scadenza per l’invio della domanda è fissata al 30 aprile 2026, salvo eventuali proroghe legislative. Nonostante il termine sia ancora distante, la presentazione anticipata dell’istanza può produrre effetti immediati favorevoli per il debitore. Per questo motivo molti esperti consigliano di non attendere gli ultimi giorni per aderire alla procedura.
La misura riguarda i carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2023, permettendo di estinguere il debito pagando l’importo dovuto senza altre componenti accessorie previste nella cartella.
Tuttavia l’adesione non avviene automaticamente: è necessario presentare una specifica richiesta all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Rottamazione quinquies: chi può aderire e quali debiti rientrano
La rottamazione quinquies nasce con la Legge di bilancio 2026 (L. n. 207/2025), indicazione ipotetica di riferimento normativo) e riguarda i ruoli trasmessi all’agente della riscossione in oltre vent’anni di attività.
Per accedere al beneficio, come detto, è necessario presentare domanda entro il 30 aprile 2026. La richiesta va inoltrata direttamente all’Agenzia delle Entrate-Riscossione attraverso i canali messi a disposizione dall’ente.
Una volta inviata l’istanza, il contribuente non riceve immediatamente l’accoglimento. L’amministrazione finanziaria ha tempo fino al 30 giugno 2026 per comunicare l’esito della domanda, indicando l’eventuale ammissione alla procedura oppure il rigetto.
Nel caso di accettazione, l’ente invierà anche il prospetto con l’importo da versare e il piano dei pagamenti.
Modalità di pagamento e calendario delle rate
La procedura consente di scegliere tra pagamento in un’unica soluzione oppure tramite rateizzazione.
La scelta deve essere indicata già al momento della presentazione della domanda.
Chi opta per il versamento in un’unica soluzione dovrà effettuare il pagamento entro il 31 luglio 2026. La normativa permette anche un piano rateale molto lungo, con un massimo di 54 rate bimestrali. Il calendario dei versamenti prevede:
- 1ª rata: 31 luglio 2026
- 2ª rata: 30 settembre 2026
- 3ª rata: 30 novembre 2026.
A partire dal 2027 le rate successive seguiranno un calendario fisso con scadenza il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni anno.
Il piano prosegue fino alla 51ª rata, mentre le ultime tre scadenze sono previste nel 2035:
- 52ª rata: 31 gennaio 2035
- 53ª rata: 31 marzo 2035
- 54ª rata: 31 maggio 2035.
Sulle somme rateizzate è previsto un interesse del 3% annuo, applicato a partire dal 1° agosto 2026.
Il decreto Maltempo ha concesso proroga di tre mesi per la rottamazione quinquies, ma solo per i soggetti interessati dal provvedimento stesso.
Effetti immediati della presentazione della domanda
Uno degli aspetti più interessanti della procedura riguarda gli effetti che scattano già con la semplice presentazione della domanda. Secondo quanto previsto dalla normativa e chiarito anche nelle FAQ dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, l’invio della richiesta produce alcune conseguenze favorevoli per il contribuente. In particolare, per i debiti che rientrano nella definizione agevolata:
- non vengono avviate nuove procedure cautelari o esecutive;
- eventuali procedure esecutive già iniziate non proseguono, a meno che non si sia già svolto il primo incanto con esito positivo.
Questo significa che l’avvio della pratica consente di bloccare temporaneamente molte attività di recupero del credito.
Restano, tuttavia, validi eventuali fermi amministrativi o ipoteche già iscritti prima della presentazione dell’istanza. Tali misure non vengono automaticamente cancellate con la domanda, ma restano efficaci fino al completamento della procedura.
Un altro vantaggio riguarda la posizione del contribuente nei confronti della Pubblica Amministrazione. Per i debiti inclusi nella definizione agevolata, infatti, il soggetto non viene considerato inadempiente ai fini: dei rimborsi fiscali; dei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione; del rilascio del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva).
Rottamazione quinquies: perché conviene non aspettare
La rottamazione quinquies offre, quindi, la possibilità di gestire debiti fiscali accumulati in oltre vent’anni con un piano di pagamento molto lungo. Tuttavia il vero vantaggio riguarda gli effetti immediati legati alla presentazione dell’istanza. Inviare la domanda in anticipo consente, infatti, di beneficiare subito della sospensione delle nuove azioni esecutive e di evitare il proseguimento di alcune procedure già avviate.
Inoltre la richiesta permette di migliorare temporaneamente la posizione del contribuente nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, evitando il blocco di rimborsi o pagamenti e facilitando il rilascio del DURC.
Per queste ragioni, pur avendo tempo fino al 30 aprile 2026, molti contribuenti scelgono di attivarsi subito. Presentare rapidamente l’istanza di rottamazione quinquies permette infatti di ottenere fin da subito una maggiore tutela e di pianificare con anticipo il pagamento delle somme dovute.
Riassumendo
- Rottamazione quinquies: sanatoria cartelle prevista dalla legge di bilancio 2026.
- Riguarda debiti affidati all’Agenzia Entrate Riscossione dal 2000 al 30 giugno 2023.
- Domanda obbligatoria entro il 30 aprile 2026 con risposta entro il 30 giugno.
- Pagamento possibile in unica soluzione o fino a 54 rate bimestrali.
- Sulle rate si applicano interessi del 3% annuo dal 1° agosto 2026.
- La domanda blocca nuove azioni esecutive e tutela rimborsi PA e rilascio DURC.