Alle ore 13.00 di oggi si conclude il collocamento del BTp Valore con scadenza 10 marzo 2032 (ISIN: IT0005696320). Anche questa sesta emissione (settima, se includiamo il BTp Più) si è rivelata un successo di ordini. Alcuni dati ci portano ad affermare che avremo altre emissioni retail tra quest’anno e il prossimo, in considerazione dei titoli di stato nei portafogli delle famiglie e in scadenza nel breve e medio termine.
BTp in scadenza liberano liquidità
Come sapete, gli italiani hanno incrementato notevolmente le detenzioni di BTp negli ultimi anni. Un improvviso ritorno di fiamma, che si spiega più che altro per la necessità di non lasciare i risparmi infruttiferi sui conti bancari.
Il rialzo dell’inflazione e dei tassi di interesse ha spinto molti risparmiatori ad approfittare dei rendimenti più alti per tornare ad investire dopo anni di rendimenti azzerati o persino negativi per le medio-brevi scadenze.
La liquidità a disposizione delle famiglie non è illimitata, ma emerge dai resoconti bancari che essa resti elevata: 1.870 miliardi tra conti correnti e deposito a gennaio. Già questo dato fa capire le capacità di assorbimento di ulteriori aste rivolte al canale retail. E non è tutto. Gli investimenti degli anni scorsi vanno puntualmente rinnovati. E abbiamo trovato che tra quest’anno il tutto il 2027 ci sono BTp in scadenza per 25 miliardi di euro, emessi a loro tempo in favore dei piccoli investitori.
Emissioni retail da rimborsare nel 2026-’27
Ecco le emissioni a cui facciamo riferimento:
- BTp Italia 21 maggio 2026 (ISIN: IT0005332835) per 5,3 miliardi di euro, di cui 4,05 mld sottoscritti dal canale retail
- BTp Valore giugno 2027 (ISIN: IT0005547408) per 18,19 miliardi di euro, interamente sottoscritti dal canale retail
- BTp Italia ottobre 2027 (ISIN: IT0005388175) per 6,75 miliardi di euro, di cui 3 miliardi sottoscritti dal canale retail
Per quanto sul mercato secondario molta parte di questi bond siano passati di mano dal retail agli istituzionali e viceversa, grosso modo abbiamo BTp in scadenza e sottoscritti dai primi per 25 miliardi di euro.
Il tutto in meno di un anno e mezzo. Nei portafogli delle famiglie si libererà spazio per fare posto ad altre emissioni. E se è vero che l’attuale bassa inflazione rende poco appetibili i BTp Italia, d’altra parte le tensioni geopolitiche invitano a cautelarsi. Vedremo nei prossimi mesi quale sarà stato l’impatto di questa guerra in corso tra USA/Israele e Iran.
Opportunità anche da emissioni ordinarie
Non è tutto. Ci saranno in scadenza nei prossimi mesi BTp ordinari ed emessi nel 2022-2023, quando i rendimenti iniziarono ad essere appetibili e le famiglie tornarono ad investire sul nostro debito pubblico. Ad esempio, il BTp settembre 2026 con cedola 3,85% (ISIN: IT0005556011), che fece il suo debutto nell’estate del 2023 e che oggi vale 15,5 miliardi. O i 19,6 miliardi del BTp dicembre 2027 con cedola 2,65% (ISIN: IT0005500068), emesso nell’estate del 2022. Sono esempi di scadenze presumibilmente in mano proprio al canale retail e che tra pochi mesi inizieranno a rimpinguare la liquidità nei portafogli.
La condizione affinché nuove emissioni retail siano assorbite è che la preferenza delle famiglie a favore dei titoli di stato non muti.
E’ verosimile che accada in uno scenario di avversione al rischio e di rendimenti allettanti, pur meno di qualche anno fa. E se il peggio dovesse accadere tra reflazione e guerre, per il Tesoro si prospetterebbe il migliore scenario possibile per propinare nuovi bond al posto dei BTp in scadenza.
giuseppe.timpone@investireoggi.it