L’ennesimo attacco sui social del presidente americano Donald Trump alla premier Giorgia Meloni (“serve un ordine restrittivo”) conferma l’instabilità di un uomo, che guida l’unica superpotenza mondiale. E sconcerta a maggior ragione, essendo arrivato senza motivo alla vigilia dell’importante vertice NATO in Turchia, chiamato a fare ordine circa l’obiettivo di aumentare le spese militari al 5% del Pil. La Casa Bianca ha rimesso nel mirino tutti gli alleati europei, accusati di fare poco per la sicurezza comune. Il pressing, in questo caso, appare chiaro per massimizzare il risultato.
Spese NATO al 5%
Il vertice è già difficile di suo; se poi consideriamo che il principale azionista è anche il più grande detrattore dell’Alleanza Atlantica, capiamo la gravità della situazione. Trump ottenne un anno fa in Belgio dagli alleati NATO l’impegno ad aumentare le spese militari fino al 5% del Pil entro il 2035.
L’Italia ha già portato questa voce del bilancio al 2,8%, compresi i parametri allargati a “sicurezza e difesa”. Parliamoci con franchezza: si tratta quasi totalmente di escamotage contabili, ossia di spese spostate da un rigo all’altro del bilancio statale.
Quale fu la ratio della richiesta dell’anno scorso? Gli Stati Uniti pagano per tutti, mentre gli europei devono iniziare a finanziarsi da soli la loro sicurezza. Concetto sbagliato? No, anzi giustissimo. La NATO non è una vera alleanza alla pari tra stati. Senza Washington, sarebbe una sigla priva di alcuna credibilità. Gli americani spendono e mantengono numerose e costose basi sul nostro continente. Ciò tiene alla larga i malintenzionati sin dai tempi dell’Urss. E’ giusto che, a distanza di 37 anni dalla caduta del Muro, l’Europa inizi a pensare a sé stessa.
USA non spendono per noi
Dove sta l’errore analitico di Trump? Il target del 5% non è frutto di alcun calcolo razionale. Sembra ancora peggio del tetto al deficit del 3% fissato dall’UE. I parametri hanno un senso quando posseggono una qualche valenza economica. Ma gli Stati Uniti stanno chiedendo agli alleati semplicemente di spendere molto più di prima nella loro difesa, non meglio di prima. Sarebbe stato corretto e persino inconfutabile stilare una lista di obiettivi da raggiungere, indipendentemente dal loro impatto sui conti pubblici. Ad esempio, i 27 stati comunitari potrebbero ridurre le sovrapposizioni di spesa perseguendo obiettivi comuni e ottenendo persino risparmi rispetto alla situazione attuale.
Molto probabile che gli alleati della NATO sarebbero in grado di provvedere nel tempo alla loro sicurezza destinando alle spese militari anche molto meno del 5%. Altro errore (voluto) di Trump è di far pensare agli americani che se noi europei spenderemo di più, per loro ci saranno risparmi. Falso. Gli Stati Uniti non stanno spendendo per noi. Fatta eccezione per le basi americane, il cui costo annuo è di pochi miliardi di dollari su un bilancio complessivo di 1.000 miliardi, il Pentagono spande e spende a beneficio del sistema militare e industriale americano e sul territorio americano.
Opinione pubblica ostile
Cosa può accadere in Turchia? Gli europei temono l’instabilità e l’imprevedibilità di Trump, che forse egli stesso accentua per mettere paura. Faranno di tutto per assecondarne ogni desiderio, ma dovranno mettere in conto la matematica: spese militari al 5% del Pil imporranno o il ricorso alle coperture finanziarie (più tasse e/o minori servizi) o al debito pubblico. In entrambi i casi, le opinioni pubbliche rischiano di esplodere con la saldatura del solito pacifismo anti-NATO un tanto al chilo e le ragioni di chi teme che a pagare per questa svolta saranno i contribuenti.
Trump rischia di indebolire il sostegno alla più grande alleanza militare degli ultimi secoli per ragioni incomprensibili. Intestardirsi su un target numerico è qualcosa di assolutamente sconclusionato. Senza, peraltro, che ciò porterà alcun beneficio agli Stati Uniti. Certo, c’è da dire che nella logica commerciale che guida sempre le decisioni del tycoon, gli europei aumenterebbero le spese NATO al 5% importando tecnologie avanzate e armi proprio dagli States.
Spese NATO al 5% target insensato
Ma questo apparente beneficio immediato e spendibile per l’opinione pubblica americana accentuerà le resistenze dei cittadini europei. Indebitarsi o fare austerità senza neppure ottenere effetti visibili in termini di produzione bellica e crescita economica, non farà che rendere l’obiettivo stesso ancora meno popolare. Il bullismo verbale di Trump farà sì che al vertice NATO nessun alleato oserà contraddirlo più di tanto, che è il vero obiettivo di questi attacchi oltre ogni decenza. Ed è così che le classi dirigenti europee stanno perdendo credibilità dinnanzi ai loro stessi cittadini. Non si tratta di fare il controcanto al principale alleato, bensì di gestire il delicato dossier con rigore e lungimiranza, anziché mossi solo dal desiderio di placare le ire di un personaggio rivelatosi privo di riconoscenza per chicchessia.
giuseppe.timpone@investireoggi.it