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Nuove banconote euro, ma il vero cambiamento è invisibile: così il denaro sta lasciando il portafogli

La BCE ha presentato le nuove banconote in euro con l'intento di rinnovare la veste grafica in modo sempre più inclusivo.
26 Luglio 2026
Nuove banconote in euro
Nuove banconote in euro © Investireoggi.it

Personaggi del passato del calibro di Maria Callas, Ludwing von Beethoven, Marie Curie, Miguel de Cervantes, Leonardo Da Vinci e Bertha von Suttner. In alternativa, picchio muraiolo, martin pescatore, gruccione, cicogna bianca, avocetta e sula bassana. Sono questi i bozzetti presentati dalla Banca Centrale Europea per le nuove banconote in euro. I cittadini avranno tempo fino al 21 settembre prossimo per esprimere la loro opinione grazie al sondaggio online, sebbene le risposte non saranno vincolanti. Il Consiglio direttivo sceglierà sulla base di criteri propri e dopodiché ci vorrà un po’ di tempo per l’implementazione grafica. L’immissione in circolazione non sarà questione di mesi, insomma.

Nuove banconote da 5 a 200 euro
Nuove banconote da 5 a 200 euro © Licenza Creative Commons

Nuove banconote in euro nel nome dell’inclusività

Secondo il progetto appena svelato, da qui a qualche anno il personaggio più raffigurato con le nuove banconote sarebbe il poeta spagnolo del XVI secolo. Sempre che vinca, ovviamente, il primo bozzetto. Comparirebbe sui tagli da 50 euro, che sono i più diffusi con 15,5 miliardi di pezzi in circolazione nell’Eurozona, la metà del totale. Il nostro genio toscano sarebbe sui tagli da 100 euro, che a giugno erano 4,35 miliardi in tutto. Avrebbe probabilmente meritato di meglio, ma nulla si può pretendere da un’unione monetaria senz’anima. I personaggi preselezionati hanno una caratteristica comune: non sono divisivi. Un ingrediente ancora più fondamentale per trovare un denominatore tra 21 stati con profonde differenze socio-culturali, linguistiche e anche politiche.

La ratio di questo cambiamento è duplice: svecchiare la veste grafica per avvicinarla ulteriormente ai cittadini e rendere sempre più difficile la contraffazione.

Il primo obiettivo è all’insegna dell’inclusività. Per questo sono stati ridotte ai minimi termini le ragioni di possibili conflitti, puntando sul possibile ripiego della fauna. Tanti uccelli al posto dei suddetti personaggi pubblici. Perché c’è il rischio che neppure questi stiano bene al pubblico o agli stessi banchieri centrali. Gelosie nazionali e recriminazioni storico-culturali incrociate potrebbero far optare alla fine su volatili e paesaggi fluviali.

Lotta al contante, ma liquidità triplicata

Tutto ciò la dice lunga sulla natura delle istituzioni comunitarie. Ma c’è un altro paradosso in questa storia: la BCE disegna nuove banconote in euro, mentre da anni persegue esplicitamente l’obiettivo di eliminarle dalla circolazione. La lotta al contante, che si è fatta ideologica e che solo di recente con le tensioni geopolitiche sta subendo un ripensamento, provoca da tempo il declino di biglietti e monetine dai nostri portafogli. Si paga sempre più con carta o app nel nome della sicurezza, della comodità, ma anche dell’ideologia digitale.

Le banconote in circolazione al debutto dell’euro nel gennaio 2002 valevano circa 221,5 miliardi, corrispondenti a più dei 380 miliardi di oggi con l’inflazione. Il loro ammontare a giugno era salito a 1.629 miliardi: +330% in termini reali. Ma c’è da dire che in quasi un quarto di secolo il numero degli stati aderenti è quasi raddoppiato e con esso il Pil nominale. Resta il fatto che i biglietti in circolazione siano saliti dal 3% a più del 10% del Pil stesso. Contraddizione con il declino dei pagamenti in contanti? Non proprio. Il fatto è che le banconote fungono anche da riserva di valore, sono liquidità di emergenza e spesso tenuta all’infuori dell’Eurozona.

E dalla crisi finanziaria del 2008, la domanda per questa funzione è aumentata.

Moneta unica autorevole senz’anima

Non ci saranno le nuove banconote da 500 euro. La loro stampa è cessata da anni. Erano arrivate ad oltre un terzo del valore complessivo a fine 2011, mentre oggi incidono per poco più del 6%, ma valendo pur sempre oltre 100 miliardi in assoluto. Chi le possiede, può sempre utilizzarle per pagare o portarle in banca. Ma una volta entrate in filiale, non usciranno più da lì, venendo ritirate dalla circolazione. Ragioni di sicurezza, spiegano da Francoforte. La vicenda ha seminato qualche dubbio sulla credibilità di un sistema monetario in cui l’emittente stesso getta discredito sul suo taglio più diffuso.

Il rinnovo della veste grafica può essere interessante fino a un certo punto. La domanda è un’altra: l’euro è capace di generare tra i cittadini quel senso di appartenenza ad una comunità come quando c’erano le monete nazionali? O forse si limita a fungere da mezzo di pagamento, pur ispirando maggiore fiducia rispetto a lire, pesetas, dracme e franchi per via della solidità alla loro base? Non c’è dubbio, numeri alla mano, che oggi la moneta unica sia più stabile sui mercati dei cambi e si deprezzi molto più lentamente per effetto di tassi d’inflazione più bassi. Risulta credibile, autorevole, ma forse non amata. Perché è di tutti e di nessuno. E anche l’insipiente progetto grafico sulle nuove banconote in euro lo conferma.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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