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La BCE non ha alzato i tassi, ma l’effetto Hormuz anticipa una stretta più dura del previsto

La BCE non ha alzato i tassi di interesse ieri, ma l'inflazione in Europa rischia di accelerare nuovamente a causa dell'"effetto Hormuz".
24 Luglio 2026
Effetto Hormuz sull'inflazione in Europa
Effetto Hormuz sull'inflazione in Europa © Investireoggi.it

La Banca Centrale Europea (BCE) ha deciso ieri di lasciare i tassi di interesse invariati nell’Eurozona, ma la governatrice Christine Lagarde ha avvertito in conferenza stampa che “l’effetto Hormuz si farà sentire nei prossimi mesi” sull’inflazione in Europa. Come a mettere le mani avanti su un’assai probabile nuova stretta monetaria a settembre. Lo scenario si è incupito nel giro di poche sedute: il Brent è tornato sopra 100 dollari al barile dai 71 di inizio mese, sotto i livelli precedenti alla guerra tra Stati Uniti e Iran. Il gas europeo è risalito a 63 euro per Mega-wattora, il dato più alto da tre anni e mezzo.

Era arrivato a scendere a 40 euro meno di un mese fa.

Inflazione in Europa in ripresa

Ci sono tutti gli ingredienti per una ripresa dell’inflazione in Europa. Nell’unione monetaria, era scesa al 2,8% a giugno dopo il picco del 3,2% di maggio. Ma le condizioni geopolitiche sono tornate a peggiorare con la fine della tregua tra Washington e Teheran. Hormuz è di nuovo chiuso al traffico navale. Le petroliere non passano e il mercato globale è nuovamente a corto di energia. Lo stesso mercato obbligazionario segnala che la stretta sui tassi BCE potrà essere più dura delle previsioni recenti:

Bund a 2 anni
Bund a 2 anni © Licenza Creative Commons

Previsioni sui tassi al rialzo

Il rendimento del Bund a 2 anni, che segue l’andamento dei tassi sui depositi BCE (e dello stesso Euribor a 3 mesi), saliva ieri al 2,87%, un livello che non si vedeva da un paio di anni. A fine febbraio, era al 2%. Questo significa che gli investitori scontano un aumento dei tassi di 50-75 punti base (0,50-0,75%) rispetto al livello attuale. Ricordiamo che a giugno la BCE li aveva già alzati dello 0,25% al 2,25%. Nei momenti più bui della crisi di Hormuz fino alla tregua, non si era andati oltre una previsione finale al 2,75%. E d’altra parte, più tempo passa senza che la situazione si sblocchi e più il caro energia rischia di contagiare il resto del paniere con rincari a catena.

E Francoforte non trova sollievo neppure attraverso il cambio. L’euro stava sopra a 1,18 contro il dollaro prima della guerra, mentre ieri scendeva nuovamente sotto 1,14. La debolezza non aiuta la BCE, che teme di importare inflazione in Europa. Contrariamente alle previsioni dei mesi scorsi, con l’arrivo alla guida della Federal Reserve di Kevin Warsh le aspettative del mercato sui tassi americani si sono fatte paradossalmente più “hawkish”. Adesso, sconta un costo del denaro a +0,50% rispetto ad oggi entro dicembre. Tra inflazione alta, piena occupazione, caos dazi e caro energia, la stretta appare ormai non più rinviabile persino negli Stati Uniti.

Curva dei rendimenti più piatta

Questo dato pesa particolarmente sulla BCE, che non può permettersi di lasciare i tassi invariati con quelli americani attesi ora in rialzo. Rischierebbe di “surriscaldare” l’inflazione in Europa attraverso il collasso del cambio, il quale amplificherebbe gli effetti rialzisti dei prezzi del  petrolio. Nel frattempo, la curva dei rendimenti si è appiattita nel Vecchio Continente. Sul mercato “benchmark” tedesco lo spread 10/2 anni si è dimezzato da 65 a 33 punti. E’ il segnale che l’obbligazionario sconta la stretta e, per il momento, non teme effetti a sull’inflazione a lungo termine.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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