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Oggi: 26 Lug, 2026

Il TFR ai fondi pensione: si possono portare anche i versamenti degli anni passati al nuovo fondo?

Si possono spostare al fondo pensione integrativo tutti i versamenti del TFR precedenti e cosa cambia in base alla dimensione aziendale.
26 Luglio 2026
TFR fondi pensione
Foto © Investireoggi

Senza dubbio, la novità del momento è l’obbligo, per i neoassunti, di scegliere entro 60 giorni dall’assunzione la destinazione del TFR a un fondo pensione complementare oppure di lasciarlo nelle forme previste dalla normativa.

Si tratta di un obbligo che, almeno per ora, riguarda esclusivamente i nuovi assunti, ma che riapre il dibattito sulla convenienza di lasciare il TFR in azienda oppure destinarlo a un fondo pensione scelto dal lavoratore.

Una riflessione che interessa anche i dipendenti assunti da tempo, che hanno già maturato anni di TFR lasciato in azienda o confluito nel Fondo Tesoreria INPS e che oggi stanno valutando l’adesione a un fondo pensione complementare.

La domanda che molti si pongono è se sia possibile trasferire anche il TFR maturato negli anni precedenti nel nuovo fondo pensione. La risposta dipende da diversi fattori.

Il TFR ai fondi pensione: si possono portare anche i versamenti degli anni passati al nuovo fondo?

La novità prevede che chi è alla prima assunzione debba comunicare al datore di lavoro, entro 60 giorni, la destinazione del proprio TFR.

In caso contrario, trascorso tale termine, la scelta non sarà più rimessa al lavoratore, ma seguirà le modalità previste dalla normativa, con la possibilità che il TFR venga destinato al fondo individuato secondo i meccanismi stabiliti, anche attraverso la contrattazione collettiva.

Il neoassunto può quindi scegliere un fondo pensione oppure optare per il mantenimento del TFR nelle forme previste dalla legge.

Per i lavoratori già assunti non cambia nulla. Ciò non significa, però, che non possano decidere di destinare il TFR maturando a un fondo pensione complementare.

Molti si chiedono, tuttavia, se sia possibile trasferire anche il TFR già maturato, così da evitare che una parte delle somme resti nella gestione precedente e un’altra confluisca nel nuovo fondo.

L’operazione è possibile, ma solo in presenza di specifiche condizioni.

la dimensione dell’azienda conta

Il TFR pregresso, ossia quello maturato prima dell’adesione a un fondo pensione complementare, può essere trasferito, ma soltanto con il consenso del datore di lavoro.

Inoltre, il trasferimento è possibile esclusivamente se il TFR è rimasto materialmente accantonato presso l’azienda.

Diverso è il caso delle somme già versate al Fondo Tesoreria INPS.

Su questo punto l’Istituto è intervenuto con il messaggio n. 413 del 4 febbraio 2020, chiarendo che tali quote non possono essere trasferite successivamente a un fondo pensione complementare.

Le somme confluite nel Fondo Tesoreria sono infatti considerate, sotto questo profilo, indisponibili, salvo le ipotesi di anticipazione del TFR previste dalla normativa vigente.

Va ricordato che, nelle aziende con almeno 50 dipendenti, il TFR non rimane accantonato presso il datore di lavoro, ma viene obbligatoriamente versato al Fondo Tesoreria INPS.

Di conseguenza, si determina una differenza rispetto ai lavoratori occupati nelle aziende con meno di 50 dipendenti. I quali possono concordare con il proprio datore di lavoro il trasferimento del TFR già maturato al nuovo fondo pensione complementare prescelto. Possibilità che invece non è prevista quando le somme sono già confluite nella Tesoreria dell’INPS.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.