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Rendimenti giapponesi da record tra rischio inflazione e aumento del deficit

I rendimenti giapponesi sono saliti a livelli record sul tratto ultra-lungo della curva, scontando inflazione e deficit in aumento.
19 Maggio 2026
Rendimenti giapponesi da record
Rendimenti giapponesi da record © Licenza Creative Commons

Boom per i rendimenti giapponesi dopo che la premier Sanae Takaichi ha annunciato che il ministro delle Finanze, Satsuki Katayama, ha iniziato a lavorare su un budget extra, eventualità che era stata esclusa nelle scorse settimane. L’obiettivo del governo consiste nel calmierare il prezzo del carburante e le bollette, così da frenare il costo della vita impattato dalla crisi geopolitica nel Golfo Persico. Il bond a 10 anni offre ora il 2,80%, il massimo da ottobre 1996. E il trentennale è arrivato fino al record storico del 4,20%.

Rendimento del bond a 10 anni
Rendimento del bond a 10 anni © Licenza Creative Commons

Rendimenti giapponesi sostenuti da Pil e inflazione

Alcuni dati macroeconomici hanno sostenuto il rialzo dei rendimenti giapponesi.

Il Pil nel primo trimestre è salito del 2,1% su base annua, meglio delle attese dell’1,7% e in forte accelerazione dallo 0,8% del trimestre precedente. Su base congiunturale, la crescita ha mostrato un’accelerazione dal +0,2% al +0,5%. E’ evidente che gli stimoli varati dal governo nell’autunno scorso stiano funzionando. Perlomeno, l’economia nipponica era proiettata verso tassi di crescita robusti prima della guerra in Iran, sostenuta da un pacchetto fiscale di 21.000 miliardi di yen (circa 113 miliardi di euro).

Crescita del Pil in Giappone
Crescita del Pil in Giappone © Licenza Creative Commons

Il dato sulla crescita superiore alle attese crea un ambiente favorevole al rialzo dei tassi di interesse a giugno. Ad oggi restano fissati allo 0,75%, a fronte di un’inflazione in rapida crescita. In attesa del dato sull’inflazione di aprile, i prezzi alla produzione nel mese scorso sono aumentati del 2,3% mensile, mai così tanto dall’aprile del 2014. E i prezzi all’ingresso sono lievitati del 4,9%, ai massimi da maggio 2023 e in forte rialzo dal +2,9% di marzo.

Prezzi alla produzione in Giappone
Prezzi alla produzione in Giappone © Licenza Creative Commons

Verso aumento del debito

Come se non bastasse, dicevamo che il governo intende varare un nuovo piano di stimolo fiscale atteso nell’ordine dei 5-10.000 miliardi di yen (27-54 miliardi di euro). Questo, quando già il debito pubblico supera il 230% del Pil. E’ naturale che i rendimenti giapponesi salgano. Ci sarà un’offerta abbondante di bond sovrani nei prossimi mesi, a fronte di un’inflazione in crescita insieme al rischio sovrano. La scadenza a 2 anni offre l’1,44%, quasi il doppio degli attuali tassi di interesse. Significa che la Banca del Giappone è molto dietro la curva e dovrà recuperare nei prossimi mesi.

Tensioni sullo yen

Anche perché la forte divergenza monetaria con le altre banche centrali sta creando tensioni sul mercato valutario. Ad aprile, l’istituto è dovuto intervenire per sostenere lo yen vendendo dollari. Una mossa di corto respiro, che non risolve alla radice il problema. Tant’è che il cambio con la divisa americana, dopo essere sceso da oltre 160 a meno di 157, adesso si è riportato sopra 159. Lo yen debole contribuisce ad alimentare l’inflazione, aumentando il costo delle importazioni.

Ma il contrasto tra politica monetaria, fiscale e del cambio sta diventando sempre più lapalissiano. Il governo fa deficit, la banca centrale lo monetizza acquistando bond, che equivale ad iniettare liquidità sul mercato (“stampare moneta”) e lo yen collassa.

Cambio tra dollaro e yen
Cambio tra dollaro e yen © Licenza Creative Commons

Fine di un’era per rendimenti giapponesi

Il boom dei rendimenti giapponesi è qualcosa di straordinario per la finanza globale. Il bond a 10 anni offriva ancora l’1,50% un anno fa, l’1% due anni fa e lo 0,40% tre anni fa. Adesso, si sta dirigendo verso la soglia del 3%. Per decenni il debito emesso da Tokyo non veniva neppure preso in considerazione all’estero, tanto era avido di rendimento. Gli stessi investitori domestici erano costretti a rivolgersi agli asset stranieri per cercare di mettere a frutto i capitali. Questa lunga era è volta al termine. Non senza conseguenze per lo stato, che sarà costretto a sostenere costi crescenti per indebitarsi, né tantomeno per il resto del mondo, che per lungo tempo aveva dato per scontato l’afflusso di capitali nipponici.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

 

 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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