Le occasioni per investire non stanno mancando, anche se non tutte sono adatte al risparmiatore-tipo. Stanno per arrivare le nuove obbligazioni di Valentino (ISIN: XS3423983249), la maison di moda fondata dallo stilista recentemente scomparso. Un’ottima opportunità per via di condizioni, come vedremo, di tutto interesse. Peccato solo la barriera all’ingresso: taglio minimo di 100.000 euro, incrementabile con multipli di 1.000 euro. L’importo sarà di 450 milioni di euro e finalizzato a rifinanziare un debito bancario in scadenza.
Obbligazioni con taglio minimo 100.000 euro
Cosa c’è da sapere di questo bond? In primis, che sarà sprovvisto di rating. Di fatto, come assumere un dipendente senza una lettera di referenze del vecchio datore di lavoro. Le agenzie internazionali assegnano giudizi esterni, che fungono da parametro di riferimento per capire la portata del rischio di un investimento. E’ bene che lo si sappia quando si ha a che fare con il debito altrui.
Secondo: le obbligazioni con taglio minimo di 100.000 euro arriveranno a scadenza nel 2033, per cui presentano una durata di 7 anni. Non è tanto, ma neppure poco. Ma non sono “bullet”, nel senso che il capitale non sarà rimborsato in un’unica soluzione, bensì ammortizzato già dopo 2 anni. La durata effettiva, quindi, risulterà essere ben inferiore ai 7 anni teorici, poiché il capitale inizierà a rientrare dopo il primo biennio. Ciò presenta vantaggi e svantaggi. Tra i primi, la possibilità di reinvestire la liquidità senza attendere a lungo. Tra i secondi, la durata dell’investimento inferiore a quella che sarebbe nel caso di un bond con rimborso integrale alla scadenza. La conseguenza è che l’obbligazionista si trova costretto a reinvestire possibilmente a condizioni peggiori sul mercato.
Cedola variabile legata ai tassi
E la cedola? Sarà variabile: fisso garantito del 3% più Euribor a 6 mesi. Questo bond espone nei fatti al rischio di tassi: se scendono, la cedola si abbassa; se salgono, la cedola s’innalza. In genere, esiste una stretta correlazione tra interessi e inflazione. Non è detto, a rigore, che convenga ricevere cedole nominali più alte, se il loro incremento sia più che compensato dalla perdita del potere di acquisto.
Le previsioni del mercato sono per un Euribor a 6 mesi in media stabile tra il 2,70% attuale e il 2,95% nei prossimi 7 anni. Questo implicherebbe una cedola annua media lorda del 5,70-5,90% e netta in area 4,35%. Considerate che il BTp a 7 anni offre attualmente un rendimento netto del 3,25%. Attenzione: cedola e rendimento nel caso delle obbligazioni Valentino non trovano corrispondenza, neppure nel caso di emissione alla pari, per il discorso sul rimborso rateale del capitale.
Attenti alla liquidità del bond
Diciamo che, se il mercato avesse ragione, il titolo offrirebbe cedole relativamente elevate, anche se bisogna considerare il rischio insito nell’assenza di rating. Come detto, però, trattasi di obbligazioni con taglio minimo di 100.000 euro, per cui inaccessibili ai piccoli investitori. Anche chi disponesse di tali somme, non troverebbe prudente concentrare l’investimento su un unico asset e nello specifico su un titolo potenzialmente poco liquido.
Ecco un altro rischio di emissioni come questa: gli scarsi importi collocati sul mercato rendono difficili le negoziazioni sul secondario, con la conseguenza che rivendere subito e ai prezzi dati potrebbe diventare difficoltoso.
giuseppe.timpone@investireoggi.it



