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Pensioni: ultimi mesi di stipendio più alti grazie al bonus contributivo

Come funziona il bonus Giorgetti, cosa si può fare e da quando parte il surplus sullo stipendio come incentivo a posticipare la pensione.
26 Marzo 2026
pensione stipendio
Foto © Licenze Creative Commons

L’opinione pubblica, nelle ultime settimane, si è concentrata su temi diversi rispetto alla previdenza sociale. Referendum e guerra in Iran hanno monopolizzato l’attenzione, ma le pensioni restano un argomento centrale. Con i requisiti destinati a crescere dal 2027, molti contribuenti si interrogano sul da farsi, soprattutto coloro che sono prossimi al pensionamento. A nessuno fa piacere perdere mesi di pensione a causa degli adeguamenti legati all’aspettativa di vita.

Eppure, oggi esiste anche una prospettiva opposta: c’è chi sceglie volontariamente di posticipare la pensione per ottenere uno stipendio più alto negli ultimi anni di lavoro. Non solo una rinuncia, dunque, ma anche un’opportunità.

Pensioni: ultimi mesi di stipendio più alti grazie al bonus contributivo

Rimandare il pensionamento può essere vissuto come un sacrificio, soprattutto da chi contava di uscire dal lavoro a 67 anni o con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi per le donne) e si trova invece costretto a prolungare l’attività lavorativa. Tuttavia, esiste anche chi trae vantaggio da questa scelta grazie al cosiddetto bonus Giorgetti.

Si tratta, tecnicamente, dell’incentivo al posticipo del pensionamento, una misura che consente ai lavoratori dipendenti di ottenere uno sgravio contributivo sulla quota di contributi a loro carico. In pratica, chi decide di continuare a lavorare pur avendo già maturato i requisiti per la pensione anticipata può rinunciare al versamento della propria quota contributiva, trasformandola in un aumento dello stipendio netto.

I contributi restano comunque accreditati per la parte a carico del datore di lavoro, mentre la quota del lavoratore – pari al 9,19% dell’aliquota complessiva del 33% – viene erogata direttamente in busta paga.

Il risultato è un incremento immediato dello stipendio netto mensile.

Lo stipendio più alto, i contributi e le finestre, tutto sul Bonus Giorgetti

Un aumento dello stipendio è sempre un vantaggio concreto, anche se comporta una riduzione dei contributi accantonati per la pensione futura. Infatti, scegliendo questa opzione, si rinuncia alla quota contributiva personale, mantenendo solo quella versata dal datore di lavoro.

A rendere la misura ancora più interessante è il fatto che l’importo aggiuntivo percepito è esentasse. Infatti non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini IRPEF, aumentando così il beneficio netto per il lavoratore.

È importante sottolineare che l’accesso al bonus non è automatico. Una volta maturati i requisiti – 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini o 41 anni e 10 mesi per le donne – è necessario presentare una specifica domanda.

Inoltre, l’incremento dello stipendio decorre solo dopo la cosiddetta finestra mobile: nel settore privato, pari a 3 mesi, mentre nel settore pubblico può variare.

In definitiva, il bonus rappresenta una scelta strategica. Ovvero: rinviare la pensione non solo per necessità, ma per ottenere un vantaggio economico immediato. Trasformando così un obbligo in un’opportunità.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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