L’INPS ha diffuso un nuovo quadro statistico sui flussi di uscita dal lavoro, offrendo una fotografia aggiornata delle pensioni con decorrenza nel 2024 e nel 2025. I dati, rilevati al 2 gennaio 2026, permettono di comprendere come si è mosso il sistema previdenziale italiano negli ultimi due anni e quali differenze emergono tra un periodo e l’altro. L’analisi riguarda le principali gestioni amministrate dall’Istituto e include tutte le principali tipologie di trattamenti, compresi gli assegni sociali.
Pensioni: il quadro generale degli ultimi due anni
Nel 2024 il numero complessivo di pensioni avviate è stato pari a 901.152. Si tratta di un dato significativo, che riflette un anno caratterizzato da un forte ricambio generazionale nel mondo del lavoro.
L’importo medio mensile al momento della decorrenza si è attestato a 1.218 euro, una cifra che rappresenta la media tra trattamenti di natura molto diversa.
Nel 2025, invece, le pensioni concesse sono diminuite, fermandosi a 831.285. Il calo è evidente e supera le 69 mila unità rispetto all’anno precedente. Nonostante questo ridimensionamento numerico, l’importo medio mensile risulta leggermente più alto, raggiungendo quota 1.229 euro. Questo incremento, seppur contenuto, segnala una variazione nella composizione dei nuovi trattamenti liquidati.
Entrambi i dati includono pensione di vecchiaia, anticipate, di invalidità, ai superstiti e assegni sociali, offrendo, quindi, una visione completa dell’andamento del sistema.
Pensioni di vecchiaia e pensioni anticipate a confronto
Entrando nel dettaglio delle categorie, nel 2024 le pensioni di vecchiaia hanno raggiunto quota 276.603. Un numero elevato, che conferma il ruolo centrale di questa forma di uscita dal lavoro. Le pensioni anticipate, nello stesso anno, sono state 225.046, mostrando un forte utilizzo degli strumenti che consentono il pensionamento prima dell’età ordinaria.
Nel 2025 entrambe le tipologie registrano una contrazione. Le pensioni di vecchiaia scendono a 267.332, mentre quelle anticipate si riducono a 202.708. Il confronto tra i due anni mette in evidenza una diminuzione più marcata per le pensioni anticipate, segnale di un possibile rallentamento nell’accesso a questi canali.
Questa differenza contribuisce a spiegare il calo complessivo dei nuovi trattamenti e suggerisce un cambiamento nella dinamica delle uscite dal lavoro.
Pensioni di invalidità e ai superstiti: numeri in calo
Anche le pensioni di invalidità mostrano una flessione tra i due anni osservati. Nel 2024 ne sono state liquidate 62.400, mentre nel 2025 il numero scende a 53.601. La riduzione è significativa e incide sul totale complessivo dei nuovi assegni previdenziali.
Discorso simile per le pensioni ai superstiti (c.d. pensione reversibilità). Nel 2024 i trattamenti concessi sono stati 238.832, mentre nel 2025 il dato si ferma a 210.863. Anche in questo caso il calo è netto e contribuisce in modo rilevante alla diminuzione generale delle pensioni avviate.
Il confronto tra i due anni evidenzia quindi una contrazione diffusa, che interessa tutte le principali categorie, senza eccezioni.
Pensioni: cosa emerge dal confronto tra i due anni
L’analisi comparata tra pensioni 2024 e pensioni 2025 restituisce un quadro chiaro: meno nuovi trattamenti, ma importi medi leggermente più elevati. Questo andamento suggerisce un cambiamento nella composizione delle prestazioni, con un peso maggiore di assegni mediamente più alti.
Il 2024 si distingue per un numero più consistente di nuove pensioni, mentre il 2025 appare come un anno di rallentamento, pur mantenendo una stabilità sul fronte degli importi. Le pensioni di vecchiaia restano la componente principale, seguite da quelle anticipate e dai trattamenti ai superstiti.
Nel complesso, i dati INPS mostrano un sistema previdenziale dove il numero delle pensioni può variare sensibilmente da un anno all’altro, mentre il valore medio tende a crescere gradualmente.
Riassumendo
- INPS analizza l’andamento delle pensioni nel 2024 e 2025 con dati aggiornati a gennaio 2026.
- Nel 2024 avviate più pensioni rispetto al 2025, ma con importo medio leggermente inferiore.
- Nel 2025 diminuiscono le pensioni totali, mentre cresce di poco l’assegno medio mensile.
- Pensioni di vecchiaia restano prevalenti, ma calano sia nel 2024 che nel 2025.
- Forte riduzione delle pensioni anticipate, di invalidità e ai superstiti nel 2025.
- Il confronto mostra meno pensioni complessive ma valori medi più elevati nel 2025.