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Oggi: 14 Feb, 2026

Truffa Spid che sfrutta l’Agenzia Entrate: un clic sul link e le credenziali finiscono ai truffatori

Una nuova truffa Spid sfrutta false email dell’Agenzia delle Entrate per rubare credenziali digitali tramite siti clone e accessi contraffatti
3 settimane fa
3 minuti di lettura
truffa spid
Foto © Investireoggi

L’amministrazione finanziaria avvisa: si sta diffondendo una nuova truffa Spid che sfrutta in modo fraudolento il nome e l’immagine dell’Agenzia delle Entrate. Si tratta di un raggiro digitale costruito con grande attenzione ai dettagli, pensato per ingannare anche utenti esperti e ottenere informazioni sensibili legate all’identità digitale. Il fenomeno rientra nel più ampio problema del phishing, ma presenta caratteristiche specifiche che lo rendono particolarmente insidioso.

Come funziona la truffa Spid che usa il nome dell’Agenzia delle Entrate

La truffa Spid, che si aggiunge a truffa rimborsi e criptovalute, truffa tessera sanitaria, e altri tentativi di inganno, prende avvio attraverso un messaggio di posta elettronica dall’aspetto ufficiale.

La comunicazione appare credibile perché riporta loghi, colori e riferimenti che ricordano quelli utilizzati dall’Amministrazione finanziaria. All’interno dell’email è inserito un collegamento ipertestuale che invita a effettuare una presunta verifica o un accesso riservato.

Cliccando sul link, il destinatario viene indirizzato verso un sito internet creato appositamente dai truffatori. A un primo sguardo la pagina può sembrare autentica, poiché riproduce la grafica del portale istituzionale. In realtà si tratta di una copia costruita per trarre in inganno. Il sito mostra una schermata di accesso all’area riservata con un falso modulo di autenticazione tramite Spid.

Questo meccanismo rappresenta il cuore della truffa Spid, poiché induce l’utente a credere di trovarsi su una piattaforma ufficiale quando, in realtà, ogni informazione inserita viene intercettata da soggetti non autorizzati.

I dettagli che rendono credibile la truffa Spid via email

Uno degli aspetti più pericolosi della truffa Spid è il livello di personalizzazione del messaggio.

In alcuni casi l’indirizzo email del destinatario risulta già compilato nel modulo di accesso falso. Questo dettaglio rafforza l’illusione di trovarsi davanti a una comunicazione legittima e riduce i sospetti.

Nel modulo contraffatto viene richiesta la password dell’identità digitale, un’informazione estremamente delicata. Inserendo questi dati, si concede di fatto ai truffatori l’accesso completo allo Spid, con conseguenze potenzialmente molto gravi. Attraverso le credenziali sottratte, infatti, è possibile entrare in numerosi servizi online della Pubblica Amministrazione.

La truffa Spid sfrutta quindi la fiducia riposta nei canali istituzionali e nella digitalizzazione dei servizi fiscali. L’uso di un linguaggio formale e di riferimenti apparentemente ufficiali contribuisce a rendere il messaggio ancora più convincente, aumentando il rischio di cadere nel raggiro.

La posizione ufficiale dell’Amministrazione finanziaria

Di fronte a questa truffa Spid, l’Agenzia delle Entrate ha ribadito con chiarezza la propria totale estraneità a questo tipo di comunicazioni. L’Amministrazione fiscale non invia email contenenti link per l’inserimento di credenziali di accesso, né richiede dati personali attraverso messaggi non verificabili.

Le raccomandazioni sono sempre le stesse: evitare di cliccare su collegamenti sospetti, non aprire o compilare allegati provenienti da fonti dubbie e non fornire mai informazioni riservate come password o codici di accesso. Queste indicazioni restano fondamentali per contrastare ogni forma di phishing, compresa la truffa Spid.

In caso di incertezza sull’autenticità di una comunicazione che sembra provenire dall’Agenzia delle Entrate, è consigliabile effettuare controlli attraverso i canali ufficiali. Il portale istituzionale mette a disposizione una sezione dedicata al phishing, utile per riconoscere i tentativi di frode e aggiornarsi sulle truffe in circolazione.

Come difendersi dalla truffa Spid e verificare le comunicazioni

Contrastare la truffa Spid richiede attenzione e prudenza. La verifica preventiva delle comunicazioni ricevute rappresenta uno strumento essenziale per evitare conseguenze spiacevoli. In presenza di messaggi sospetti, è sempre opportuno fare riferimento esclusivamente ai contatti ufficiali pubblicati sul sito dell’Agenzia delle Entrate o rivolgersi direttamente all’ufficio territoriale competente.

La truffa Spid dimostra quanto sia importante non abbassare la guardia nel contesto digitale, soprattutto quando vengono coinvolti strumenti fondamentali come l’identità digitale. Una gestione consapevole delle proprie credenziali, unita alla conoscenza delle modalità utilizzate dai truffatori, riduce in modo significativo il rischio di furti di dati.

Mantenere un approccio critico verso email inattese e richieste di accesso urgenti resta la migliore difesa contro la truffa Spid, una minaccia che continua a evolversi ma che può essere arginata attraverso informazione e attenzione costante.

Riassumendo

  • Diffusa una nuova truffa Spid che sfrutta nome e logo dell’Agenzia delle Entrate.
  • La truffa Spid arriva via email con link che rimanda a un sito falso.
  • Il sito replica il portale ufficiale e mostra un accesso Spid contraffatto.
  • La truffa Spid chiede password dell’identità digitale con email già precompilata.
  • L’Agenzia delle Entrate nega ogni coinvolgimento e invita a non fornire dati.
  • Per evitare la truffa Spid è fondamentale verificare solo tramite canali istituzionali.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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