Andare in pensione sempre più tardi e con una carriera contributiva sempre più lunga: è questo lo scenario che si profila nei prossimi anni. Aspettativa di vita, finestre mobili e nuovi requisiti stanno progressivamente allontanando il momento della pensione rispetto a chi è già uscito dal lavoro.
In alcuni settori, però, tutto questo peserà ancora di più. E per molti lavoratori si prospettano difficoltà concrete a causa di modifiche normative ormai definitive.
Pensioni e aspettativa di vita: come funziona il meccanismo
Il collegamento tra aspettativa di vita e pensioni non è una novità recente. Da anni il sistema previdenziale italiano adegua i requisiti pensionistici all’andamento della vita media della popolazione.
In pratica:
- se aumenta la speranza di vita, aumentano anche i requisiti per andare in pensione;
- se invece la speranza di vita diminuisce, i requisiti non scendono automaticamente, ma gli eventuali mesi “persi” vengono utilizzati per compensare futuri aumenti.
Nel 2019 ci fu già un incremento di 5 mesi per pensioni di vecchiaia e pensioni anticipate.
Dal 2027 scatterà un ulteriore aumento di 1 mese, mentre nel 2028 l’incremento complessivo arriverà a 3 mesi rispetto ai requisiti attuali.
Tutto questo significa pensioni sempre più lontane e maggiori difficoltà per i contribuenti.
Ma, come anticipato, ci saranno categorie di lavoratori che subiranno effetti ancora più pesanti. E il motivo è legato anche a un altro elemento ormai centrale nel sistema previdenziale: la finestra di decorrenza.
Pensioni anticipate: si cambia, 7 e 9 mesi di finestra e oltre 44 anni di versamenti, ecco per chi
Le pensioni anticipate ordinarie subiranno un nuovo inasprimento dal 2027.
Queste misure, che hanno sostituito le vecchie pensioni di anzianità dopo la riforma Fornero, consentono di uscire dal lavoro una volta raggiunto il requisito contributivo previsto dalla legge, senza limiti di età.
Oggi servono:
- 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
- 41 anni e 10 mesi per le donne.
A questi requisiti bisogna però aggiungere la finestra mobile di 3 mesi, cioè il periodo di attesa tra la maturazione del diritto e la decorrenza effettiva della pensione.
Di fatto, quindi, oggi un uomo esce realmente dal lavoro con 43 anni e un mese di contributi, mentre una donna con 42 anni e un mese.
Dal 2027 i requisiti saliranno a:
- 42 anni e 11 mesi per gli uomini;
- 41 anni e 11 mesi per le donne.
Dal 2028 si salirà ancora:
- 43 anni e un mese per gli uomini;
- 42 anni e un mese per le donne.
E anche in questo caso resterà la finestra di decorrenza di 3 mesi.
I lavoratori pubblici del Cpdel e cosa succede alle loro pensioni anticipate
I dipendenti di:
- Comuni;
- Regioni;
- Province;
- Città metropolitane;
- ASL;
versano i contributi nella Cassa pensioni dipendenti enti locali (Cpdel), un particolare fondo INPS.
Per questi lavoratori i requisiti contributivi della pensione anticipata restano identici a quelli degli altri dipendenti pubblici e privati. Anche per loro, dunque, scatteranno gli aumenti previsti dal 2027 e dal 2028.
Ciò che cambia davvero è la finestra di decorrenza.
Nel 2026, infatti, per i lavoratori iscritti al Cpdel la finestra non è di 3 mesi, ma di 5 mesi.
Dal 2027 la situazione peggiorerà ulteriormente:
- la finestra salirà a 7 mesi;
- dal 2028 arriverà addirittura a 9 mesi.
Questo significa che chi maturerà i requisiti nel 2028 dovrà attendere quasi un anno prima di ricevere la pensione.
Di fatto, per evitare di restare senza stipendio e senza pensione durante l’attesa, molti saranno costretti a continuare a lavorare fino a raggiungere circa:
- 43 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
- quasi 43 anni per le donne.
E il quadro potrebbe peggiorare ancora.
Secondo alcune previsioni della Ragioneria Generale dello Stato, dal 2029 potrebbe scattare un ulteriore aumento di altri 3 mesi. Se ciò accadesse, per i lavoratori iscritti al Cpdel si rischierebbe di superare addirittura la soglia dei 44 anni di lavoro e contributi per accedere alla pensione anticipata. Una misura che, a quel punto, avrebbe sempre meno di “anticipato”.