Il colosso dei chip Nvidia si appresta a segnare l’ennesimo record assoluto sui mercati internazionali con una capitalizzazione in borsa che si avvicina alla cifra impressionante di 6.000 miliardi di dollari. Ieri, prima che iniziasse la seduta, il titolo viaggiava sul pre-market in rialzo di oltre il 4% rispetto alla chiusura di mercoledì, trainato dal vertice tra Donald Trump e Xi Jinping e al quale partecipa il CEO Jen-Hsun Huang, membro di una nutrita schiera di manager e imprenditori americani al seguito del presidente americano.
Nvidia verso 6.000 miliardi con vertice USA-Cina
Il dialogo con Pechino fa bene alle azioni Nvidia, perché può potenziarne il business.
L’amministrazione Trump ha imposto l’embargo alla vendita dei chip di fascia alta in Cina. Di recente, ha allentato la restrizione consentendo alla società californiana di vendere gli H200 a certe condizioni a “clienti approvati” dal governo americano. In cambio, questi dovranno pagare una sovrattassa del 25%. Si è passati, dunque, dal diniego assoluto alla valutazione caso per caso.
L’ammorbidimento è arrivato a seguito di un baratto commerciale con Pechino. La Cina a sua volta revoca le restrizioni alle esportazioni di terre rare in Occidente. Per l’IA un’ottima notizia. Senza questi minerali critici non sono possibili le costruzioni dei data center e senza un mercato grande come quello cinese il business risulta frenato.
Corsa in borsa grazie all’IA
Nvidia ci aveva impiegato oltre 30 anni per salire ad una capitalizzazione di almeno 1.000 miliardi di dollari, raggiunta per la prima volta a fine maggio del 2023. Già nel febbraio del 2024 raddoppiava a 2.000 miliardi e agli inizi di giugno dello stesso anno saliva a 3.000 miliardi.
Soltanto 13 mesi più tardi raggiungeva i 4.000 miliardi e nell’ottobre scorso, cioè meno di 4 mesi dopo, il record dei 5.000 miliardi. Con ieri si è portata nei pressi dei 5.700 miliardi. Un altro 5% per segnare l’ennesimo traguardo.

Concentrazione senza precedenti a Wall Street
Le prime 5 società per capitalizzazione quotate nell’indice S&P 500 a Wall Street valgono ormai poco meno di 20.000 miliardi, quasi un terzo dell’intero listino. C’è una concentrazione senza precedenti nella borsa americana, che è motivo di qualche timore tra analisti e investitori. Nvidia, Microsoft, Apple, Alphabet (Google) e Amazon sono oramai una sorta di proxy per l’andamento generale del mercato americano e nei fatti battono i tempi degli acquisti e delle vendite sui mercati internazionali.
Le loro dimensioni sono tali da impensierire nel malaugurato caso in cui le quotazioni scendessero rapidamente. Perché una cosa è perdere il 20-30% per una società che vale 100 miliardi, un’altra è che poche società da 20.000 miliardi lascino per strada 5-6.000 miliardi in poco tempo. L’impatto sarebbe fortissimo per l’economia mondiale. Queste 5 realtà da sole valgono quanto l’intero Pil cinese. Per quanto il paragone sia inappropriato, riflettendo le grandezze cose ben diverse tra loro, vuole segnalare i numeri in gioco.
Timori per bolla IA, ma numeri girano
Nvidia corre verso i 6.000 miliardi a causa della bolla IA? Il rapporto prezzi-utili è attualmente di 46, quasi 1,5 volte più alto della media S&P 500, ma in forte calo negli ultimi anni. L’esercizio chiusosi nel gennaio 2026 ha esitato un utile netto di quasi 120 miliardi su ricavi per circa 216 miliardi e una liquidità disponibile per 62,56 miliardi (+44,7% su base annua). Per l’esercizio in corso, invece, le stime parlano di profitti in crescita fino a 180 miliardi su ricavi anche superiori ai 300 miliardi.
L’allentamento delle tensioni geopolitiche favorirebbe il raggiungimento della parte alta della forchetta. Non solo Nvidia esporterebbe di più in Cina, ma gli ordini globali per i suoi chip aumenterebbero grazie alla discesa dei prezzi dell’energia. La chiusura di Hormuz ha messo in allarme il settore IA, che è energivoro e risente del caro bollette. Nelle ultime settimane, malgrado l’impasse diplomatica tra USA e Iran, le preoccupazioni stanno rientrando come svela il boom del KOSPI alla Borsa di Corea a +85,20% da inizio anno fino a ieri.
Nvidia verso 6.000 miliardi segno di potenza americana
La capitalizzazione in borsa delle grandi società americana è arrivata a valori così elevati da evidenziare la potenza geopolitica e finanziaria degli Stati Uniti nel loro complesso e la condizione di marginalità e declino dell’Europa, dove non esiste alcuna realtà anche solo lontanamente nei pressi dei 1.000 miliardi. Il confronto numerico diventa imbarazzante e riflette il divario crescente tra le due sponde dell’Atlantico in termini di crescita e capacità di investimenti. Se i colossi USA hanno già stanziato centinaia di miliardi agli investimenti nell’IA, da noi si brinda all’impegno dei commissari europei (tutto da verificare) di destinarvi qualche centinaio di milioni di euro. In assenza di un settore privato all’altezza, lo stato da noi cerca di supplire con annunci al limite del grottesco.
giuseppe.timpone@investireoggi.it