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Oggi: 10 Giu, 2026

Nuovo BTP a 3 anni in asta: come prenotarlo e quanto conviene

Il Tesoro emetterà in asta il nuovo BTp a 3 anni con scadenza nel settembre 2029 per un importo fino a 4,5 miliardi di euro.
10 Giugno 2026
Nuovo BTp a 3 anni in asta
Nuovo BTp a 3 anni in asta © Investireoggi.it

C’è tempo fino alla giornata di oggi per prenotare il nuovo BTp a 3 anni, che sarà offerto in asta dal Tesoro per un importo minimo di 3,5 e massimo di 4 miliardi di euro. Lotto minimo di 1.000 euro, l’ordine può essere effettuato tramite banca o filiale postale in cui si detiene il conto deposito titoli. Gli investitori istituzionali, invece, avranno tempo fino alle ore 11.00 di domani. Per coloro che sono classificati come “Specialisti in titoli di stato” c’è un’altra finestra per venerdì 12 grazie all’asta supplementare. In quell’occasione, sarà offerto un importo pari al 30% delle assegnazioni nell’asta ordinaria, per cui fino ad altri 1,2 miliardi.

Nuovo BTp a 3 anni in asta: caratteristiche

Ecco le caratteristiche del nuovo BTp a 3 anni in asta: la cedola è stata fissata al 3% lordo annuale, pari al 2,625%. La scadenza del titolo avverrà in data 15 settembre 2029, mentre la data di emissione coincide con quella di regolamento ed è del 15 giugno 2026. Poiché la prima cedola semestrale sarà staccata il prossimo 15 settembre, per allora l’obbligazionista avrà maturato 92 giorni di possesso su un semestre di 184 giorni. Avrà diritto a percepire, pertanto, un pagamento pari allo 0,75% (cedola corta) del capitale nominale, cioè esattamente pari alla metà dell’importo ordinario della cedola semestrale.

Su un investimento nominale di 1.000 euro, l’investitore a metà settembre di quest’anno riceverà in pagamento 7,50 euro lordi, pari a 6,56 euro netti. I successivi pagamenti a marzo e settembre di ogni anno saranno sempre pari a 15 euro lordi ciascuno, corrispondenti a 13,13 euro netti. Il prezzo di emissione per il nuovo BTp a 3 anni in asta non è noto in anticipo, essendo fissato sulla base degli ordini.

Sappiamo, però, che al momento i bond del Tesoro della durata triennale offrono un rendimento proprio attorno al 3% del tasso cedolare.

Calcolo del rendimento netto reale

Ipotizzando un’emissione intorno alla pari, il rendimento annuale netto alla scadenza si attesterebbe a circa il 2,65%. Ad esso dobbiamo sottrarre lo 0,2% dovuto a titolo di imposta di bollo ogni anno. Grosso modo, saremmo in presenza di un rendimento netto inferiore al 2,50%. C’è ancora da fare il discorso sull’inflazione. In Italia, a maggio era salita già al 3,3% per effetto del caro energia. Le previsioni del mercato per i prossimi anni sono per un dato medio appena sopra il 2% e declinante con il passare del tempo.

Tenendo buona questa stima, compatibile con il target della Banca Centrale Europea a medio termine, il nuovo BTp a 3 anni in asta renderebbe meno di mezzo punto percentuale all’anno in termini reali. Ed è anche possibile che il bilancio da qui a 1-2 anni sia negativo, visto che l’inflazione italiana sarebbe più alta del 2% per poi scendere man mano che gli effetti della guerra in Iran saranno svaniti. Sono soltanto ipotesi, ma realistiche. Sarà possibile acquistare il titolo sul mercato secondario dopo l’emissione, ma i prezzi per allora potrebbero anche essere saliti nel caso di discesa del rendimento.

Più che investimento, alternativa a liquidità

Ha senso, quindi, investire nel nuovo BTp a 3 anni in asta? La risposta dipende dall’obiettivo. Per una famiglia che volesse mettere a frutto i propri risparmi, di certo questo bond non offrirà soddisfazioni degne di nota. Investendo 10.000 euro, al termine si ritroverebbe con un capitale comprensivo degli interessi inferiore a 10.730 euro. E tenuto conto della perdita del potere di acquisto nel frattempo subita, esso varrebbe poco più dei 10.000 euro di oggi. Insomma, non un affare.

Se l’obiettivo di una famiglia fosse più semplicemente di impiegare la liquidità per non tenerla ferma su un conto in banca, allora il discorso cambia. Il nuovo BTp a 3 anni in asta è un asset a basso rischio e di durata limitata. Rende più di un conto deposito in media, peraltro a fronte di una minore imposizione fiscale. Non ci sono alternative altrettanto remunerative e di pari grado di rischio sul mercato europeo, oltre che domestico. Ciò rende l’emissione relativamente appetibile, ma vale quanto spiegato sopra. Nessuno immagini di arricchirsi con questo titolo.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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