La rottamazione quinquies enti locali entra in una fase operativa importante. Regioni, Comuni, Province e altri enti territoriali devono comunicare all’Agenzia delle Entrate-Riscossione la scelta di applicare la definizione agevolata ai carichi di propria competenza. E’ stato pubblicato il modello di adesione per l’ente.
La novità riguarda debiti locali, tributari e non tributari, affidati alla riscossione nazionale in un ampio arco temporale. A differenza della sanatoria nazionale, per quella dei tributi locali il passaggio non è automatico: serve una decisione formale dell’ente creditore (comune, ecc.), da adottare e trasmettere entro termini precisi. Solo se l’ente aderisce, quindi, i contribuenti potranno fare domanda per definire in maniera agevolata cartelle di pagamento aventi ad oggetto, IMU, TARI, ecc.
Rottamazione quinquies enti locali: cosa devono fare gli enti
Il riferimento principale è l’articolo 10-quinquies del decreto-legge n. 38 del 2026 (decreto fiscale), convertito con modificazioni dalla legge n. 88 del 22 maggio 2026. La norma consente agli enti territoriali di estendere la definizione agevolata “quinquies” anche ai carichi relativi alle proprie entrate, purché affidati all’Agente della riscossione (Agenzia Entrate Riscossione).
La scelta deve essere formalizzata con un provvedimento dell’ente interessato. Non basta, quindi, la previsione nazionale. Ogni amministrazione deve decidere se aderire e deve rendere pubblica tale decisione sul proprio sito istituzionale. Inoltre, lo stesso atto deve essere inviato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il 30 giugno 2026.
La misura può interessare, ad esempio, somme collegate a tributi comunali, tasse regionali o sanzioni amministrative. Rientrano solo i carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 (stesso perimetro temporale della rottamazione quinquies nazionale). Restano fuori i debiti derivanti da sentenze di condanna della Corte dei conti.
Quali debiti possono rientrare nella definizione agevolata
Il perimetro della sanatoria è ampio, ma non illimitato. La definizione agevolata riguarda i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dagli enti territoriali. Possono quindi essere coinvolti debiti relativi a IMU, TARI, bollo auto e multe stradali, sempre che siano stati trasmessi alla riscossione nazionale nel periodo previsto dalla legge.
Diverso è il caso delle entrate gestite direttamente dall’ente oppure affidate a concessionari privati. In queste situazioni non si applica la stessa procedura. La legge di Bilancio 2026 consente comunque agli enti territoriali di introdurre forme autonome di definizione agevolata, ma con regole stabilite localmente.
Questo doppio binario è essenziale per evitare confusione. Un cittadino con una cartella affidata all’Agenzia delle Entrate-Riscossione può trovarsi davanti a una disciplina diversa rispetto a chi ha ricevuto un avviso gestito direttamente dal Comune. La rottamazione quinquies enti locali, quindi, dipende sia dal tipo di debito sia dal soggetto che lo riscuote.
Invio del modello e dati da indicare
La comunicazione di adesione da parte dell’ente deve essere effettuata tramite PEC all’indirizzo indicato dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione per questa specifica procedura. Nel messaggio devono essere trasmessi i provvedimenti adottati dall’ente ai sensi dell’articolo 10-quinquies, comma 1, del decreto-legge n. 38 del 2026.
Un elemento centrale è il codice ente. Questo dato consente di collegare correttamente i carichi affidati alla riscossione con l’amministrazione titolare dell’entrata.
L’indicazione è importante anche nei casi di fusioni tra Comuni, unioni di enti o trasformazioni amministrative. In tali ipotesi, l’ente che invia la comunicazione deve segnalare anche i codici collegati agli enti confluiti.
La corretta trasmissione permette all’Agente della riscossione di rendere disponibili ai debitori le informazioni necessarie per individuare i carichi definibili. Senza una comunicazione completa, il rischio è che alcuni debiti non risultino correttamente agganciati alla procedura.
Rottamazione quinquies enti locali: effetti per contribuenti e amministrazioni
La rottamazione quinquies enti locali può avere un impatto rilevante sia per i cittadini sia per le amministrazioni. Per i contribuenti rappresenta la possibilità di chiudere vecchie pendenze con condizioni più favorevoli rispetto alla riscossione ordinaria. Per gli enti, invece, può diventare uno strumento per recuperare somme difficili da incassare.
La decisione resta però nelle mani dei singoli enti creditori. Questo significa che non tutti i territori adotteranno necessariamente la stessa scelta. La pubblicazione del provvedimento sul sito dell’amministrazione diventa quindi un passaggio fondamentale per garantire trasparenza.
La scadenza del 30 giugno 2026 assume un ruolo decisivo. Entro tale data gli enti devono completare sia l’adozione dell’atto sia l’invio all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. La rottamazione quinquies enti locali entra così nella fase concreta: dalle norme generali si passa agli adempimenti che rendono effettiva la misura.
Solo dal 16 settembre, i contribuenti potranno poi presentare domanda di adesione se l’ente a sua volta ha aderito a concedere la sanatoria.
Riassumendo
- La rottamazione quinquies enti locali richiede una decisione formale dell’ente creditore.
- L’Agenzia Entrate Riscossione ha pubblicato modello e modalità di adesione alla rottamazione quinquies enti locali.
- La misura riguarda carichi affidati dal 2000 al 2023.
- Sono esclusi i debiti da condanne della Corte dei conti.
- Gli enti devono comunicare l’adesione entro il 30 giugno 2026.
- La comunicazione avviene tramite PEC all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
- Per i contribuenti può favorire la chiusura di vecchie pendenze.