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MPS, Delfin entra in partita sul nuovo CDA: il 17,5% può decidere tutto

Delfin parteciperà all'assemblea degli azionisti di MPS per decidere il rinnovo del CDA. La sua partecipazione può risultare determinante.
7 Aprile 2026
Rinnovo CDA di MPS, Delfin parteciperà all'assemblea
Rinnovo CDA di MPS, Delfin parteciperà all'assemblea © Investireoggi.it

La holding che fa capo alla famiglia Del Vecchio, Delfin, ha depositato l’intera partecipazione in MPS (Monte Paschi di Siena) del 17,5% per partecipare all’assemblea degli azionisti convocata per mercoledì 15 aprile per votare il rinnovo del CDA (Consiglio di Amministrazione). Una notizia pesante, perché questi potrebbero diventare voti determinanti per la vittoria dell’uno o dell’altro schieramento in campo. Dopo che i proxy advisor ISS e Glass Lewis hanno invitato il mercato a votare per la lista del CDA che esprime Fabrizio Palermo (ex CDP) come nuovo Amministratore Delegato e Nicola Maione come nuovo presidente, l’ago della bilancia si è spostato in loro favore.

Delfin determinante in assemblea MPS

Il paradosso sta nel fatto che i proxy hanno individuato nella lista del CDA una scelta all’insegna della continuità, sebbene colui che fino a pochi giorni fa è stato AD, Luigi Lovaglio, si è posto a capo di una lista alternativa. Uno scontro tra l’ex guida di Siena e i principali azionisti della banca dopo che per mesi erano stati persino sospettati di agire in sintonia nella scalata (riuscita) a Mediobanca, tanto da essere sotto indagine da parte della Procura di Milano.

Delfin è il primo azionista di MPS e fino a ieri si pensava che non avrebbe partecipato all’assemblea, in quanto indispettita dallo scontro in corso da tempo tra l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone (11,5%) e Lovaglio. Il fondo ha stima nei riguardi di quest’ultimo, se non altro per il merito di avere conquistato quello che un tempo era il salotto buono della finanza italiana e che ha in portafoglio l’asset degli asset: la compagnia assicurativa Generali.

Il voto degli altri azionisti

Con la partecipazione di Delfin, il capitale di MPS che sarà presente all’assemblea viene stimato nel 70%. Tuttavia, non si conosce come la holding dei Del Vecchio voterà. Se appoggiasse la lista del CDA, non ci sarebbe più partita per Lovaglio. Questi risulta al momento godere dell’appoggio solo di Plt Holding (1,2%), Assogestioni (0,78%) e Girondi (3%). In pratica, un 5% contro un sicuro 11,5% di Caltagirone e i possibili 1,4% di Benetton, 1% di Mediolanum, 0,3% di Enpam e 1,15% di Enasarco. Palermo-Maione partirebbero da un solido 20%.

Ci sono altre quote in bilico. Banco BPM detiene il 3,75% e non ha ancora espresso una sua preferenza. Il Tesoro è rimasto in possesso del 4,8% e quasi certamente non parteciperà all’assemblea per non influenzare il risultato prima della sua definitiva uscita dal capitale con la privatizzazione dell’ultima tranche attesa entro l’anno. Infine, i fondi stranieri Blackrock (5%), Vanguard (3%) e Norges Bank (3%). Questi ultimi potrebbero risultare decisivi, qualora votassero per la lista di Lovaglio e Delfin si astenesse.

Lovaglio sarà nel prossimo CDA

Tuttavia, i fondi internazionali sono soliti adeguarsi alle indicazioni dei proxy advisor. E nel caso specifico, ragioni di continuità suggerirebbero una tale preferenza. MPS dovrà gestire adesso il delicato capitolo della fusione con Mediobanca e la controllata Generali. I dissapori tra Caltagirone e Lovaglio sarebbero sorti proprio con riferimento al da farsi rispetto al colosso assicurativo.

In esso l’imprenditore romano detiene un’altra quota del 10,05% e Delfin del 6,28%. Insieme al 13,19% detenuto da MPS, arriverebbero tutti e tre appena sotto il 30%, soglia oltre la quale scatterebbe l’obbligo di OPA se fosse provato il concerto.

Glass Lewis ha nei giorni scorsi, tuttavia, bocciato alcuni nomi indicati dalla lista del CDA: Alessandro Caltagirone, figlio di Francesco Gaetano; Domenico Lombardi per il ruolo di presidente del comitato nomine; Elena de Simone. Il nuovo board di 15 componenti dovrà assegnare 5 rappresentanti alle minoranze, in base alla Legge Capitali. Ed ecco perché Lovaglio sarà certamente parte anche del prossimo organismo. Una via d’uscita semi-onorevole nel caso di sconfitta. Sempre che Delfin non riservi qualche sorpresa all’assemblea di MPS, appoggiandolo e rompendo quello che finora è apparso un fronte comune con il secondo più grande azionista della banca.

giuseppe.timpone@investireoggi.it

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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