Un nuovo messaggio INPS – che non rappresenta una novità tale da destare particolare preoccupazione – conferma una prassi ormai consolidata negli anni. Si tratta del messaggio n. 1188 del 2 aprile 2026, dedicato alla pensione con quota 97,6.
Il documento ha funzione di promemoria e richiama l’attenzione su una scadenza imminente: il 1° maggio 2026, termine entro cui presentare la domanda di certificazione del diritto.
Nel 2027 in pensione prima dei 62 anni, ecco come calcolare la quota e quando fare domanda
Con il messaggio n. 1188/2026, l’INPS conferma il consueto meccanismo per accedere alla pensione con quota 97,6, meglio nota come pensione per lavori usuranti.
Nonostante alcune aspettative generate dalle recenti modifiche introdotte con la legge di Bilancio, il quadro resta sostanzialmente invariato.
I lavoratori che nel 2027 raggiungeranno almeno 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi dovranno presentare la domanda di certificazione entro il 1° maggio 2026.
Oltre a questi requisiti minimi, sarà necessario raggiungere anche la quota 97,6, elemento spesso più complesso da comprendere e calcolare rispetto agli altri requisiti.
Come si calcola la quota 97,6 per lo scivolo usuranti?
Il requisito della quota può generare dubbi, ma il meccanismo è relativamente semplice: si tratta della somma tra età anagrafica e anni di contributi, considerando anche le frazioni di anno.
Tuttavia, è fondamentale ricordare che:
- bisogna aver compiuto almeno 61 anni e 7 mesi entro il 2027;
- bisogna aver maturato almeno 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2027.
Il mancato raggiungimento anche di uno solo di questi due requisiti esclude l’accesso alla pensione, anche se la quota complessiva risulta superiore a 97,6.
La modalità di trasmissione della domanda
Il messaggio INPS chiarisce anche le modalità operative per presentare la domanda.
La richiesta di riconoscimento delle attività usuranti deve essere inoltrata entro il 1° maggio 2026 attraverso il sito dell’INPS.
L’accesso avviene tramite SPID, CIE o CNS, entrando nell’area riservata e selezionando la sezione dedicata alle pensioni anticipate. La procedura è esclusivamente telematica e richiede l’allegato del modello AP45.
Le categorie beneficiarie restano quelle previste dal D.Lgs. n. 67/2011, senza modifiche.
È importante non confondere la domanda di certificazione con la vera e propria domanda di pensione, che dovrà essere presentata nel 2027 insieme alle eventuali dimissioni dal lavoro.
Infine, chi non rispetta la scadenza del 1° maggio non perde il diritto alla pensione, ma subisce un ritardo nella decorrenza del trattamento:
- un mese di ritardo comporta un mese di slittamento;
- due mesi di ritardo comportano due mesi di attesa;
- oltre tale soglia, si può arrivare fino a tre mesi di posticipo.
In altre parole, il rispetto delle scadenze è essenziale per evitare di perdere mesi di pensione.