E’ il trionfo del “TACO trade”. I mercati salutano con soddisfazione la tregua appena annunciata tra gli USA di Donald Trump e l’Iran dell’ayatollah Mojtaba Khamenei. E’ arrivata a qualche ora dalla scadenza di mezzanotte (ore 6 italiane) dell’ultimatum posto da Washington al regime dei pasdaran. Su mediazione del Pakistan, le parti cesseranno gli attacchi per due settimane e nel corso delle quali la riapertura dello Stretto di Hormuz sarà “possibile”, stando a fonti di Teheran. L’indice Nikkei-225 alla Borsa di Tokyo saliva del 5,30% alle 6.45 ore italiane, mentre il prezzo del petrolio (Brent) registrava un crollo del 13% a circa 94 dollari al barile.
Tregua USA Iran riporta appetito al rischio
Non è un accordo di pace e Israele ha precisato che non include il Libano. Il presidente Trump avrebbe preteso un’intesa definitiva, ma il regime islamista ha almeno accettato di prendere tempo per negoziare. La tregua tra USA e Iran dovrebbe già nelle prossime ore portare all’attraversamento di Hormuz da parte di quelle 800 navi mercantili rimaste bloccate dalla fine di febbraio. Ciò non implica un riafflusso immediato di petrolio e gas verso il resto del pianeta e tale da azzerare la carenza venutasi a creare nelle ultime settimane.
Giù rendimenti e dollaro, su oro
Ad ogni modo, i mercati non possono che mostrarsi soddisfatti. Ci attendiamo un calo dei rendimenti sovrani e un restringimento degli spread con la maggiore propensione al rischio degli investitori. La riapertura delle borse europee dovrebbe avvenire all’insegna dei rialzi in scia ai mercati asiatici. Paradossale la brusca risalita dell’oro fin sopra 4.830 dollari l’oncia e ai massimi da tre settimane.
Non una novità per chi ha seguito le vicissitudini finanziarie di questa fase. Il metallo giallo ha risentito negativamente sia della ripresa del dollaro che del boom dei rendimenti.
Scenario cupo più lontano
Il Treasury a 10 anni offre lo 0,10% in meno mentre scriviamo, scendendo al 4,24%. Il dollaro cede in media l’1% contro le altre principali valute, ennesimo segnale di un ritorno all’appetito per il rischio. La tregua tra USA e Iran non segna la fine delle tensioni geopolitiche e né spegne il rischio di stagflazione. Riduce, però, per il momento le probabilità che si verifichi lo scenario più avverso all’economia mondiale. E non è poco.
giuseppe.timpone@investireoggi.it