Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 04 Giu, 2026

Mercati in festa sulla tregua tra USA e Iran: boom borse asiatiche e crollo del petrolio

I mercati salutano con euforia la tregua appena annunciata tra USA e Iran per due settimane: crollo del petrolio e boom delle borse asiatiche.
8 Aprile 2026
Tregua tra USA e Iran, mercati in festa
Tregua tra USA e Iran, mercati in festa © Investireoggi.it

E’ il trionfo del “TACO trade”. I mercati salutano con soddisfazione la tregua appena annunciata tra gli USA di Donald Trump e l’Iran dell’ayatollah Mojtaba Khamenei. E’ arrivata a qualche ora dalla scadenza di mezzanotte (ore 6 italiane) dell’ultimatum posto da Washington al regime dei pasdaran. Su mediazione del Pakistan, le parti cesseranno gli attacchi per due settimane e nel corso delle quali la riapertura dello Stretto di Hormuz sarà “possibile”, stando a fonti di Teheran. L’indice Nikkei-225 alla Borsa di Tokyo saliva del 5,30% alle 6.45 ore italiane, mentre il prezzo del petrolio (Brent) registrava un crollo del 13% a circa 94 dollari al barile.

Tregua USA Iran riporta appetito al rischio

Non è un accordo di pace e Israele ha precisato che non include il Libano. Il presidente Trump avrebbe preteso un’intesa definitiva, ma il regime islamista ha almeno accettato di prendere tempo per negoziare. La tregua tra USA e Iran dovrebbe già nelle prossime ore portare all’attraversamento di Hormuz da parte di quelle 800 navi mercantili rimaste bloccate dalla fine di febbraio. Ciò non implica un riafflusso immediato di petrolio e gas verso il resto del pianeta e tale da azzerare la carenza venutasi a creare nelle ultime settimane.

Giù rendimenti e dollaro, su oro

Ad ogni modo, i mercati non possono che mostrarsi soddisfatti. Ci attendiamo un calo dei rendimenti sovrani e un restringimento degli spread con la maggiore propensione al rischio degli investitori. La riapertura delle borse europee dovrebbe avvenire all’insegna dei rialzi in scia ai mercati asiatici. Paradossale la brusca risalita dell’oro fin sopra 4.830 dollari l’oncia e ai massimi da tre settimane.

Non una novità per chi ha seguito le vicissitudini finanziarie di questa fase. Il metallo giallo ha risentito negativamente sia della ripresa del dollaro che del boom dei rendimenti.

Scenario cupo più lontano

Il Treasury a 10 anni offre lo 0,10% in meno mentre scriviamo, scendendo al 4,24%. Il dollaro cede in media l’1% contro le altre principali valute, ennesimo segnale di un ritorno all’appetito per il rischio. La tregua tra USA e Iran non segna la fine delle tensioni geopolitiche e né spegne il rischio di stagflazione. Riduce, però, per il momento le probabilità che si verifichi lo scenario più avverso all’economia mondiale. E non è poco.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
Il suo motto è “Il lettore al centro grazie a una corretta informazione”; ogni suo articolo si pone la finalità di accrescerne le informazioni, affinché possa farsi un'idea dell'argomento trattato in piena autonomia.

pensione 2027
Articolo precedente

Nel 2027 in pensione prima dei 62 anni, ecco come calcolare la quota e quando fare domanda

Cambio tra euro e dollaro verso 1,20?
Articolo seguente

Euro-dollaro al test dell’ennesimo TACO: 1,20 nel mirino o falso segnale?