Mancano ancora 8 giorni, da oggi, alla scadenza. Il 30 marzo 2026 rappresenta una data da segnare con attenzione per chi rientra negli obblighi informativi verso l’INPS. Entro quel giorno, infatti, deve essere trasmesso il Modello RED 2025, riferito ai redditi del 2024. La stessa scadenza riguarda anche i solleciti RED 2024, relativi all’anno 2023. Si tratta di un adempimento importante perché serve all’Istituto per verificare il diritto a determinate prestazioni economiche collegate alla situazione reddituale del beneficiario.
Il Modello RED pensionati non interessa in modo automatico tutti coloro che ricevono una pensione o una misura di sostegno economico erogata dall’INPS. L’obbligo nasce solo in specifiche situazioni, quando occorre comunicare dati reddituali che non risultano già acquisibili attraverso i normali canali fiscali.
In sostanza, il modello ha la funzione di confermare che permangono i requisiti economici richiesti per continuare a beneficiare di prestazioni collegate al reddito.
Quando serve il Modello RED pensionati
L’invio del Modello RED pensionati è richiesto quando il titolare di una prestazione previdenziale o assistenziale legata al reddito possiede entrate che non emergono integralmente dalla dichiarazione fiscale ordinaria, cioè dal Modello 730 o dal Modello REDDITI. In questa circostanza, l’INPS deve ricevere una comunicazione aggiuntiva per valutare correttamente la posizione economica del pensionato.
L’obbligo scatta anche quando non esistono redditi ulteriori rispetto alla pensione, ma la situazione reddituale risulta cambiata rispetto a quella comunicata l’anno precedente. In questi casi, la variazione va segnalata entro il termine fissato del 30 marzo 2026, così da consentire all’Istituto di aggiornare i dati necessari per il mantenimento della prestazione.
Un altro aspetto rilevante riguarda le modalità di informazione.
In passato l’INPS inviava comunicazioni cartacee al domicilio degli interessati, mentre oggi questa prassi non viene più seguita. Di conseguenza, il controllo sull’eventuale obbligo di presentazione ricade direttamente sul pensionato, che può comunque farsi assistere da CAF e Patronati per verificare la propria posizione e procedere all’invio del Modello RED pensionati nei tempi previsti.
Chi è obbligato a presentarlo entro la scadenza
Devono presentare il modello i titolari di prestazioni collegate al reddito che non dichiarano all’amministrazione finanziaria tutti i redditi rilevanti ai fini previdenziali, perché una parte di essi non è inseribile nel Modello 730 o nel Modello REDDITI. In questo gruppo rientrano, ad esempio, i compensi da lavoro dipendente svolto all’estero, gli interessi bancari e postali, i rendimenti dei BOT, dei CCT e di altri titoli di Stato, oltre ai proventi derivanti da quote di investimento assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o a imposta sostitutiva dell’Irpef.
L’obbligo riguarda pure coloro che sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi all’Agenzia delle Entrate, ma possiedono redditi ulteriori oltre alla pensione. Un esempio tipico è quello del soggetto che percepisce la pensione e, allo stesso tempo, dispone del reddito dell’abitazione principale.
Nella platea dei soggetti interessati figurano anche i titolari di alcune categorie reddituali che assumono rilevanza in ambito previdenziale, pur essendo trattate in modo diverso sotto il profilo fiscale.
È il caso dei redditi da collaborazione coordinata e continuativa, dei redditi assimilati e dei compensi da lavoro autonomo, compreso quello occasionale. In tutte queste situazioni il Modello RED pensionati diventa lo strumento attraverso cui l’INPS può effettuare le verifiche richieste.
I casi in cui il modello non va presentato
Non tutti i beneficiari di prestazioni collegate al reddito sono però tenuti all’adempimento. Sono esclusi i residenti in Italia che hanno già comunicato in modo completo all’Agenzia delle Entrate, attraverso il Modello 730 o il Modello REDDITI, tutti i redditi rilevanti, sia personali sia dei familiari.
In questa ipotesi, infatti, l’INPS acquisisce direttamente le informazioni dalle banche dati dell’amministrazione finanziaria o da quelle di altre pubbliche amministrazioni. Quando i dati risultano già integralmente disponibili, non è necessario trasmettere il Modello RED pensionati, perché l’Istituto può procedere autonomamente alle verifiche reddituali richieste dalla normativa.
L’esonero, quindi, vale solo quando la situazione reddituale è già del tutto conosciuta dagli enti pubblici competenti e non vi sono elementi ulteriori da comunicare.
Modello RED pensionati: cosa controllare prima del 30 marzo
Il termine del 30 marzo 2026 assume un valore decisivo per evitare problemi nella gestione delle prestazioni collegate al reddito. Il Modello RED pensionati deve essere preso in considerazione ogni volta che esistono variazioni rispetto all’anno precedente oppure redditi che non transitano integralmente nelle dichiarazioni fiscali ordinarie.
Il punto centrale è semplice: la percezione di una prestazione INPS non comporta, da sola, l’obbligo di invio. Ciò che conta è la presenza di condizioni che rendono necessario integrare le informazioni reddituali già note all’amministrazione. Per questa ragione è utile verificare con attenzione la propria posizione e, se necessario, rivolgersi a CAF o Patronati.
In vista della scadenza, la corretta valutazione dell’obbligo permette di evitare omissioni e di gestire in modo adeguato il Modello RED pensionati. La manca presentazione può comportare la perdita della prestazione pagata dall’INPS.
Riassumendo
- Modello RED pensionati: scadenza fissata al 30 marzo 2026.
- Riguarda i redditi 2024 e i solleciti RED riferiti al 2023.
- Non tutti i pensionati INPS sono obbligati alla presentazione.
- Serve se ci sono redditi non indicabili nel 730 o REDDITI.
- Obbligo anche con variazioni reddituali rispetto all’anno precedente.
- Nessun invio se l’Agenzia delle Entrate possiede già tutti i dati.