Alle ore 14.33 e 53 secondi di venerdì 24 aprile, gli schermi di Borsa Italiana danno conto di un maxi-acquisto di 3.750.000 azioni Generali per il valore cadauno di 37,60 euro. Controvalore complessivo: 141 milioni di euro. E’ ovvio che a comprare sia stato un investitore istituzionale. E soprattutto dopo l’assemblea di scorsa settimana, il mercato guarda a Unicredit. Giovedì scorso, l’istituto guidato da Andrea Orcel si è presentato all’assise con una partecipazione dichiarata all’8,72%, ben superiore al 6,68% comunicato fino a pochi giorni prima. La banca milanese sta salendo nel capitale della compagnia assicurativa. Fino a quale punto?
Azioni Generali: Unicredit più vicina al 10%?
Se il maxi-acquisto fosse realmente riconducibile a Unicredit, la sua quota salirebbe all’8,96%, valendo per lo 0,24% del capitale in circolazione. E poiché Generali è stata autorizzata al riacquisto di azioni proprie fino a un controvalore di 500 milioni di euro o un tetto del 2% del capitale, la banca arriverebbe fino a un massimo del 9,14%. Salvo, ovviamente, che non abbia comprato ulteriori azioni prima dell’eventuale pacchetto di venerdì pomeriggio.
Già si colloca in terza posizione tra i soci dopo Monte Paschi di Siena (13,19%) e Delfin (10,05%). Una quota rilevante ai fini regolamentari è quella del 10%, superata la quale bisognerebbe ottenere il via libera dell’IVASS per salire fino al 20%. Da questa seconda soglia l’ulteriore salita nel capitale sarebbe subordinata alla decisione della Banca Centrale Europea. Unicredit avrebbe intenzione di sottoporsi al più stringenti iter dei regolatori del mercato o si manterrebbe sotto la soglia di rilevanza per tenersi più flessibile nelle operazioni di compravendita?
Affaire Del Vecchio
La risposta dipende dall’obiettivo di Orcel. Se mira a prendere il controllo della compagnia, magari facendo asse con gli altri soci forti, il superamento del 10% sarebbe solo questione di tempo. E la vicenda s’intreccia proprio in queste ore con un’altra operazione che avrà risvolti su Generali. Oggi, l’assemblea degli azionisti di Delfin si riunisce nel Granducato del Lussemburgo per decidere se avallare l’acquisizione delle quote dei fratelli Luca e Paola da parte di Leonardo Maria Del Vecchio. Questi salirebbe così dal 12,50% al 37,50%. Proprio Unicredit, insieme a Bnp Paribas e Crédit Agricole gli concederebbero per l’occasione un maxi-prestito da 10-11 miliardi al costo di 400 milioni all’anno di interessi.
Fronte tedesco per Orcel
Se l’operazione andasse in porto, voci di mercato sostengono che Delfin cederebbe le partecipazioni finanziarie, a partire dal 17,50% in Monte Paschi. E a comprare sarebbe Unicredit, che si metterebbe così automaticamente a capo di un colosso bancario-assicurativo che comprende Mediobanca, Generali e Banca Generali. Orcel la farebbe da padrone a monte e a valle. Diverrebbe il CEO del primo socio azionista di Siena e nei fatti sommerebbe al 13,19% di quest’ultima anche la sua quota per arrivare a controllare il Leone di Trieste con almeno il 22% del capitale. E se al contempo Delfin cedesse anche il 10% nella compagnia e Unicredit lo rivelasse, la scalata sarebbe nei fatti.
Un eventuale flop nell’acquisizione di Commerzbank, ostacolata dall’establishment politico-finanziario tedesco, farebbe sin dalle prossime settimane ripiegare Orcel sul mercato domestico e le azioni Generali sarebbero, probabilmente, ancora più nel suo mirino. Il risiko bancario può già ripartire.
giuseppe.timpone@investireoggi.it