L’ISEE 2026 è stato caratterizzato da numerose novità. Per milioni di famiglie che ogni anno rinnovano la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), gli effetti di questi cambiamenti si sono fatti sentire. Una sorta di riforma silenziosa, che ha però migliorato il sistema e, in molti casi, favorito i nuclei familiari.
Dal 1° aprile, poi, entra in gioco un passaggio chiave: come accade ogni anno, viene meno un limite importante, aprendo la possibilità di utilizzare pienamente l’ISEE corrente anche per le variazioni patrimoniali (oltre che per quelle reddituali, già possibili da gennaio).
Ecco in sintesi le novità sull’ISEE più importanti degli ultimi tempi
Una delle novità più rilevanti – introdotta già lo scorso anno e confermata nel 2026 – riguarda l’esclusione dal calcolo dell’ISEE di titoli di Stato, libretti di risparmio e buoni fruttiferi postali, fino a un massimo di 50.000 euro per nucleo familiare.
Si tratta di un cambiamento significativo: considerando che il patrimonio mobiliare incide per il 20% sull’indicatore, l’esclusione di tali somme consente di abbassare sensibilmente l’ISEE.
Altra novità, introdotta invece proprio nel 2026, è l’obbligo di includere nel calcolo le giacenze su conti esteri, i wallet digitali e anche le criptovalute, ampliando così la base patrimoniale considerata.
ISEE da rifare dopo il primo aprile, ecco a chi conviene e perché
Sempre nel 2026 sono state introdotte ulteriori modifiche che possono tradursi in un vantaggio concreto per molte famiglie, soprattutto in relazione all’accesso a prestazioni come:
- Assegno di Inclusione
- Supporto Formazione e Lavoro
- Assegno Unico
- Bonus asilo nido
- Bonus nuovi nati
Tra le novità più rilevanti vi è quella relativa alla prima casa.
La franchigia sul valore dell’abitazione principale è aumentata fino a 91.500 euro, che salgono a 120.000 euro per chi risiede nei capoluoghi o nelle città metropolitane.
Inoltre, la scala di equivalenza si è resa più favorevole per i nuclei con figli, aumentando le detrazioni applicabili. Anche il patrimonio immobiliare, come quello mobiliare, incide per il 20% sull’ISEE, quindi queste modifiche possono avere un impatto significativo.
Un aspetto importante riguarda l’applicazione automatica delle nuove regole: per chi ha presentato la DSU a inizio 2026, quando alcune procedure non erano ancora aggiornate, l’INPS ha provveduto a ricalcolare automaticamente l’ISEE, adeguandolo alle nuove franchigie.
Dal primo aprile variazioni patrimoniali prese in considerazione, ecco come fare
La vera svolta arriva però dal 1° aprile. Da questa data è possibile utilizzare l’ISEE corrente non solo per le variazioni reddituali, ma anche per quelle patrimoniali.
L’ISEE ordinario 2026 si basa su redditi e patrimoni del 2024, ma spesso la situazione economica reale delle famiglie è cambiata. Con l’ISEE corrente è possibile aggiornare l’indicatore, rendendolo più aderente alla condizione attuale.
Ad esempio, chi nel 2024 percepiva un reddito oggi non più esistente — come uno stipendio, la NASpI o altri introiti — può escluderlo dal calcolo, ottenendo un ISEE più basso e accedendo a prestazioni prima non disponibili.
Dal 1° aprile, questa possibilità si estende anche ai patrimoni:
chi ha subito una riduzione superiore al 20% rispetto al 2024 (ad esempio risparmi utilizzati o diminuiti) può presentare una nuova DSU per ISEE corrente.
In definitiva, si tratta di uno strumento fondamentale per adeguare l’indicatore alla realtà economica del presente. E, soprattutto, per ampliare l’accesso a bonus e agevolazioni destinati alle famiglie più in difficoltà.