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La riscossione corre: boom di incassi, controlli e rimborsi

Riscossione record, incassi miliardari e controlli più forti: dagli ultimi dati una svolta storica nel rapporto tra Fisco, recupero e servizi.
29 Marzo 2026
dati riscossione
Foto © Investireoggi

Nel 2025 il sistema fiscale ha mostrato numeri molto alti sul fronte del recupero di imposte e contributi non versati. I dati diffusi dall’Agenzia delle entrate (ADE) e dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER) descrivono un anno segnato da incassi in aumento, rimborsi elevati, più assistenza ai cittadini e un rafforzamento delle attività di controllo.

Il risultato complessivo arriva a 36,2 miliardi di euro, con una crescita dell’8,4% rispetto al 2024. Di questa somma, 29 miliardi derivano dal contrasto all’evasione, mentre 7,2 miliardi sono stati incassati per conto di altri enti. Il quadro che emerge è quello di una macchina amministrativa più ampia, più digitale e più capace di affiancare l’attività ordinaria ai controlli mirati.

Riscossione: un 2025 da primato

Il dato più rilevante riguarda proprio la riscossione delle somme dovute, che nel 2025 ha raggiunto livelli mai toccati prima. L’importo complessivo recuperato dalle due Agenzie è pari a 36,2 miliardi di euro. La quota principale, cioè 29 miliardi, nasce dalle azioni contro l’evasione fiscale, con una crescita del 10,3% su base annua. Una parte importante di questo risultato arriva da versamenti effettuati dopo la ricezione di atti del Fisco, pari a 15,9 miliardi, mentre 6,9 miliardi sono collegati alla notifica di cartelle. A questi si aggiungono 3,3 miliardi riconducibili alle attività di compliance, cioè alle iniziative che favoriscono la regolarizzazione spontanea delle posizioni.

Sul piano normativo, il riferimento alla compliance richiama il percorso di adempimento collaborativo e, per gli investimenti, il meccanismo previsto dall’art. 2, D. Lgs. n. 147/2015. Nel complesso, la crescita degli incassi conferma che la leva del controllo si accompagna sempre più spesso a strumenti che puntano a prevenire l’irregolarità prima del contenzioso.

Più incassi, controlli mirati e somme affidate agli enti

Guardando da vicino ai risultati, la riscossione complessiva del 2025 si ferma a 16,8 miliardi di euro, in aumento del 5% rispetto all’anno precedente. Di questi, 12,3 miliardi provengono dalle attività ordinarie, mentre 4,5 miliardi arrivano da misure straordinarie, tra cui la definizione agevolata delle cartelle (rottamazione quater). Si tratta di un dato importante perché segnala il peso crescente del recupero ordinario, non limitato alle sole sanatorie.

Le somme incassate per conto degli enti creditori mostrano inoltre come il sistema abbia una funzione ampia. Per l’Agenzia delle Entrate sono stati recuperati 9,6 miliardi di euro, per l’Inps 3,8 miliardi e per i Comuni circa 1 miliardo. La parte restante è andata a Regioni, ministeri, Inail ed enti previdenziali. Un altro elemento significativo riguarda la distribuzione per fascia di debito: circa il 60% delle somme recuperate, cioè 9,7 miliardi, arriva da posizioni superiori a 100 mila euro. Questo dato chiarisce che l’azione si concentra soprattutto sui carichi più alti.

La riscossione si lega anche al contrasto delle partite Iva irregolari. Nel 2025 sono state chiuse 12 mila attività “apri e chiudi”, più del doppio rispetto al 2024, mentre i controlli preventivi hanno evitato uscite indebite per oltre 5,6 miliardi di euro tra crediti non spettanti, compensazioni non dovute e rimborsi Iva non corretti.

Servizi fiscali, rimborsi e rateizzazioni in aumento

Accanto al recupero delle somme, il 2025 si distingue per l’espansione dei servizi.

Le due Agenzie hanno erogato oltre 21 milioni di prestazioni tra sportello, telefono, canali online e altri strumenti di assistenza. I rimborsi fiscali hanno toccato quota 26,3 miliardi di euro, valore record. Sul piano operativo, sono stati gestiti più di 189 milioni di modelli F24 e 2,4 miliardi di fatture elettroniche.

Anche la rateizzazione ha avuto un ruolo centrale. AdeR ha autorizzato circa 2 milioni di piani, con una forte prevalenza della procedura digitale “Rateizza adesso”, utilizzata in circa il 70% dei casi. Questo indica che la riscossione non passa solo dalla fase esecutiva, ma anche da strumenti che rendono più sostenibile il pagamento del debito. Nello stesso anno si registrano 5,8 milioni di dichiarazioni precompilate inviate direttamente dai contribuenti, in aumento del 7,4%.

Sul fronte immobiliare, l’uso delle banche dati catastali è cresciuto ancora, con quasi 86 milioni di visure e oltre 73 milioni di ispezioni ipotecarie, mentre gli accessi online hanno superato il 98%.

Adempimento collaborativo e riscossione: il nuovo equilibrio del Fisco

Il dato finale più interessante è forse quello legato al cambio di impostazione. L’adempimento collaborativo, o cooperative compliance, ha registrato 79 nuove imprese ammesse nel 2025, contro le 31 dell’anno precedente, per un totale di 221 soggetti coinvolti. L’imponibile seguito in questo ambito arriva a 49 miliardi di euro. In parallelo, l’Agenzia ha fornito oltre 9.500 chiarimenti tra interpelli, circolari, risoluzioni e consulenze giuridiche.

La riscossione, quindi, resta decisiva, ma si inserisce in un modello più largo, dove prevenzione, consulenza e tecnologie assumono un peso crescente. Anche le attività svolte con Autorità giudiziaria e Guardia di finanza contro gli appalti illeciti hanno prodotto oltre 400 milioni di euro e la regolarizzazione di più di 11.500 lavoratori.

In questo scenario, la riscossione non rappresenta più soltanto il momento finale del rapporto con il debitore, ma una funzione inserita in una strategia più ampia di legalità fiscale. Ed è proprio questa evoluzione, unita ai 36,2 miliardi recuperati, ai 26,3 miliardi di rimborsi e ai milioni di servizi resi, a spiegare perché la riscossione nel 2025 sia diventata uno degli indicatori più forti dell’efficienza dell’amministrazione tributaria.

Riassumendo

  • La riscossione fiscale 2025 ha raggiunto 36,2 miliardi, livello record.
  • Ben 29 miliardi derivano dal contrasto all’evasione e dai controlli.
  • AdeR ha incassato 16,8 miliardi, soprattutto tramite attività ordinarie.
  • I rimborsi fiscali hanno toccato 26,3 miliardi, massimo storico.
  • Crescono servizi, rateizzazioni online e dichiarazioni precompilate inviate autonomamente.
  • Avanza l’adempimento collaborativo, con più imprese ammesse e chiarimenti forniti.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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