Anche una piccola percentuale può fare la differenza. Nel lungo periodo, investire in azioni o bond può portare ad esiti molto diversi per il capitale. Se avete ancora dubbi, considerate 100.000 dollari puntati 30 anni fa sul Wall Street e altrettanti sul Treasury a 30 anni. I primi oggi varrebbero 1.155.000 dollari, essendosi moltiplicati per 11,55 volte. I secondi, considerate le cedole staccate e reinvestite, sarebbero saliti a 740.000 dollari.
Investire in azioni o bond: 30 anni dopo
Al termine dei 30 anni, i due investitori si troverebbero oggi l’uno con oltre 400.000 dollari in più rispetto al secondo. La loro unica differenza è stata nell’investire in azioni il primo e in bond il secondo.
Attenzione, perché il calcolo per il capitale investito nel Treasury americano è stato assai generoso, presupponendo un reinvestimento delle cedole sempre al tasso iniziale del 6,90%. E stando al declino dei rendimenti USA negli ultimi decenni, sarebbe stato pressoché impossibile, a meno di inserire in portafoglio obbligazioni societarie sempre più rischiose.
Immaginiamo che oggi i due investitori decidano di godersi il capitale senza preoccupazioni per il prossimo decennio, investendolo nel Treasury a 10 anni con rendimento attuale del 4,50%. L’azionista puro disporrebbe di un flusso annuo di reddito pari a circa 52.000 dollari, mentre l’obbligazionista puro si dovrebbe accontentare di 33.300 dollari per via del minore capitale. Il primo sovrasterebbe il secondo del 56%. Questo è l’esito di decenni di differenze di approccio agli investimenti. La prudenza è stata pagata a caro prezzo. Per chi è avverso al rischio, la tranquillità di cedole sicure al posto delle quotidiane oscillazioni di prezzo può risultare più appagante. Ma a consuntivo non è detto che la si pensi allo stesso modo.
Età incide sul portafoglio
Abbiamo riportato due esempli estremi e semplificati, ma che danno l’idea di cosa possa accadere nel fossilizzarsi ad investire esclusivamente in bond o in azioni. Il punto non è parteggiare per un’asset class al posto di un’altra, ma valutare in base alle condizioni di mercato e proprie. All’età di 30 anni ti puoi permettere di spingere di più sulla componente azionaria, perché hai il tempo di recuperare le eventuali perdite. Quando ti avvicini all’età del pensionamento, è naturale che la componente obbligazionaria debba crescere per offrirti un flusso di reddito sicuro e ridurre i rischi di un ripiegamento del portafoglio.
Valutare l’ingresso sul mercato in base ai prezzi
Non esiste, in definitiva, un portafoglio al 100% valido per tutti e per tutte le stagioni. Quando entri sul mercato, devi valutare i prezzi. Più sono alti, più conviene rinviare l’investimento. Mai comprare obbligazioni lunghe con rendimenti bassi e mai fare shopping eccessivo di titoli azionari con alto rapporto tra prezzi e utili. Chissà come mai una leggenda di Wall Street come Warren Buffett in questa fase abbia deciso tramite il suo fondo Berkshire Hathaway di accumulare liquidità record, puntando sui T-Bills! Investire (in azioni o bond) significa anche saper aspettare, anziché fare per forza qualcosa per il solo convincimento che l’inazione sia sbagliata in sé.
giuseppe.timpone@investireoggi.it



