Voluntary Disclosure

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate la voluntary disclosure viene definita come la collaborazione volontaria scelta dai contribuenti che detengono patrimoni illeciti all’estero nel tentativo di regolarizzare la propria posizione in modo spontaneo ed evitare controlli. La procedura è estesa anche ai contribuenti non destinatari degli obblighi dichiarativi di monitoraggio fiscale. La domanda di voluntary disclosure va presentata esclusivamente per via telematica direttamente (se si è abilitati a Entratel o Fisconline) oppure tramite i professionisti incaricati.

Con il termine voluntary disclosure ci si riferisce allo strumento della collaborazione volontaria predisposto per i contribuenti che detengono patrimoni all’estero in modo illecito. Lo scopo è quello di favorire l’emersione spontanea dell’evasione fiscale. A fronte del pagamento delle imposte e, in misura ridotta, delle sanzioni, il contribuente ottiene la sanatoria, anche penale, della propria posizione. Si tratta di una via efficace per combattere l’evasione fiscale?

Voluntary disclosure: chi può fare domanda

Interessati alla voluntary disclosure sono persone fisiche, enti non commerciali, società semplici ed equiparate con sede in Italia. La normativa attuale ha esteso l’accesso alla disclosure anche ai soggetti che non sono tenuti alla compilazione del quadro RW.

Voluntary disclosure: come fare domanda

E’ possibile presentare la richiesta di voluntary disclosure esclusivamente online accedendo al servizio Entratel o Fisconline, anche tramite intermediari accreditati di cui alla lista del DPR n. 322 del 1998 (ivi inclusi gli avvocati e gli iscritti nel registro dei revisori contabili).

Voluntary disclosure: quando non è ammessa

La voluntary disclosure, identificandosi come procedura spontanea di ravvedimento, deve intervenire prima che il contribuente abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di indagine amministrativa o penale nei suoi confronti.

Voluntary disclosure: quanto è stato recuperato

A conti fatti questa procedura di rientro dei capitali serve veramente a far emergere i conti all’estero? Secondo i dati resi noti dal viceministro dell’Economia, Luigi Casero, i risultati sono stati buoni e le imposte sono state tutte pagate (visto che lo sconto, vale la pena ricordare, riguarda solo le sanzioni). Il Mef ha stimato un gettito di circa 3,8 miliardi di euro. La base imponibile portata alla luce grazie alla voluntary disclosure ammonta infatti a 59,6 miliardi di euro.

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