Cartelle esattoriali rinviate, solo una boccata d’ossigeno

51 milioni di cartelle esattoriale pronte a inondare il Paese. Il governo rinvia di due settimane l’invio e prepara un’altra rottamazione.

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51 milioni di cartelle esattoriale pronte a inondare il Paese. Il governo rinvia di due settimane
l’invio e prepara un’altra rottamazione.

Evitato per un soffio lo tsunami delle cartelle esattoriali. Era prevista per lunedì 18 la ripartenza delle notifiche delle cartelle fiscali sospese. In tutto, 51 milioni le missive che raggiungeranno i contribuenti italiani. Un vero e propri tsunami fiscale.

Il governo ha però approvato nella notte un decreto legge che sposta di 12 giorni il D-Day. Il testo prevede l’ulteriore differimento al 31 gennaio 2021 dei termini previsti per la notifica delle cartelle esattoriali. Oltre agli atti di accertamento, di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e liquidazione, nonché di tutti gli altri atti tributari previsti dalla legge.

In arrivo valanga di cartelle esattoriali

Una boccata di ossigeno, niente di più, hanno commentato in prima battuta i consumatori. Il momento è ancora critico, i contagi e i morti da Covid non accennano a rallentare e si temono nuovi lockdown più stringenti.

Rinviare di soli 12 giorni l’invio delle cartelle di pagamento non ha molto senso. Il perdurare della crisi pandemica e le nuove restrizioni varate dal Consiglio dei ministri rendono indispensabile un ulteriore intervento di tregua fiscale.

Lo afferma fra gli altri, anche la Confederazione Nazionale dell’Artigianato (Cna). L’organizzazione di categoria sollecita il Governo a prorogare ulteriormente la sospensione dei termini di pagamento delle cartelle esattoriali e degli avvisi bonari.

Ciò allo scopo di scongiurare un’ulteriore tegola su milioni di attività già stremate dalla profonda crisi economica. La Confederazione, inoltre, chiede che al finire del periodo di sospensione sia prevista la possibilità di versare le somme dovute tramite una congrua rateizzazione.

Davanti a noi ci sono ancora mesi molto difficili – afferma il presidente della Cna, Daniele Vaccarinoè necessario, tanto più alla luce della crisi di Governo, sostenere il tessuto produttivo con misure efficaci per evitare di cancellare migliaia di imprese che stanno facendo sforzi straordinari“.

Misiani, intervento su montagna cartelle o rischi sociali

La preoccupazione monta anche ai piani alti del Ministero dell’Economia e delle Finanze che segue da vicino la situazione.
C’è una montagna di cartelle esattoriali che rischia di arrivare nel 2021. È necessario un intervento e mettere sul tappeto, molto rapidamente, strumenti come la proroga ponte o una rateizzazione più conveniente, una definizione agevolata piuttosto che saldo e stralcio“.

Lo ha detto Antonio Misiani, Viceministro all’Economia, al 4° Forum nazionale dei Commercialisti e di Italia Oggi sul tema “Le novità della legge di bilancio per professionisti ed imprese”. Egli ha aggiunto che bisogna decidere nel senso di un alleggerimento altrimenti si apre un problema sociale nel paese, già duramente provato nel 2020 dalla crisi che proseguirà nei prossimi mesi.

Inoltre, c’è anche un problema di sicurezza sanitaria perché non possiamo permetterci code e affollamenti negli uffici pubblici per fare i conti con milioni e milioni di cartelle esattoriali.

Sono tutte decisioni che dobbiamo prendere ma la crisi di governo non aiuta. Mi auguro, nell’interesse generale dei paese, di varare rapidamente queste misure che non possono aspettare oltre“, ha concluso.

Verso la rottamazione quater

Sul tema il governo sta studiando anche un quarto condono fiscale. Una rottamazione quater che sega da vicino le precedenti. Nel dettaglio ci sono circa 35,5 milioni di cartelle esattoriali e atti sospesi, fra ipoteche, fermi, riscossione rate, e 15,5 milioni di accertamenti, lettere di compliance, avvisi bonari. Soldi che difficilmente potranno essere incassati nei termini previsti perché nel frattempo molte famiglie sono cadute in disgrazia e tante imprese hanno chiuso o stanno per farlo.

L’economia, d’altra parte, non è ancora in grado di riprendersi e quindi vessare i contribuenti in questo momento sarebbe controproducente.

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