Stop cartelle di pagamento fino al 31 gennaio

Un nuovo decreto-legge stabilisce il rinvio del termine per la notifica delle cartelle dopo la proroga dello stato di emergenza Covid-19

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Un nuovo decreto-legge stabilisce il rinvio del termine per la notifica delle cartelle dopo la proroga dello stato di emergenza Covid-19

Con il Consiglio dei Ministri della tarda serata di ieri, 14 gennaio 2021, arriva lo stop delle cartelle fino al 31gennaio 2021.

È stato, infatti, approvato un nuovo decreto-legge contenente misure urgenti in materia di accertamento, riscossione, nonché adempimenti e versamenti tributari.

Nuovo rinvio cartelle al 31 gennaio 2021

Un accoglimento parziale, dunque, delle richieste e proteste avanzate in questi giorni, in particolar modo da parte degli esercenti attività economiche fortemente interessati dai provvedimenti restrittivi legati allo stato di emergenza da Covid-19 (prorogato dal 31 gennaio 2021 al 30 aprile 2021). Per questi soggetti, infatti, si prospettava una pioggia di cartelle in arrivo (Vedi anche Cartelle esattoriali, pioggia di notifiche in arrivo).

A fronte di questo nuovo slittamento dello stato di emergenza, dunque, si legge nel comunicato stampa del Consiglio dei ministri, si differiscono dal 31 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021

“i termini previsti per la notifica degli atti di accertamento, di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e liquidazione, nonché degli altri atti tributari”.

Proroga anche per il versamento della digital tax

Si differiscono, inoltre, sempre al 31 gennaio 2021:

  • il termine finale di scadenza dei versamenti, derivanti da cartelle di pagamento, nonché dagli avvisi esecutivi previsti dalla legge, relativi alle entrate tributarie e non, sospesi dall’articolo 68, comma 1, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (termine precedentemente fissato al 31 dicembre 2020)
  • la scadenza della sospensione degli obblighi di accantonamento derivanti dai pignoramenti presso terzi effettuati dall’agente della riscossione e dagli altri soggetti titolati, aventi ad oggetto le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza.

È altresì stabilito il rinvio dal 16 febbraio 2021 al 16 marzo 2021 del termine per i versamenti relativi all’imposta sui servizi digitali e dal 31 marzo 2021 al 30 aprile 2021 del termine per la presentazione della relativa dichiarazione.

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