Il boss dei bond attacca le banche centrali: i tassi zero distruggono il capitalismo

L'ex boss di Pimco, Bill Gross, attacca le banche centrali, accusandole di avere ucciso il cuore del capitalismo con le loro politiche dei tassi zero.

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L'ex boss di Pimco, Bill Gross, attacca le banche centrali, accusandole di avere ucciso il cuore del capitalismo con le loro politiche dei tassi zero.

Le banche centrali hanno bisogno di capire che i tassi zero non sono la soluzione ai problemi dell’economia, ma parte del problema. Lo scrive l’ex boss di Pimco, Bill Gross, che da settembre guida il Janus Capital Group. La ragione di tale affermazione? Secondo il manager, società con rating BB-, B- e in alcuni casi anche CCC- hanno avuto la possibilità in questi anni di prendere a prestito denaro sul mercato a tassi anche inferiori al 5%. Pertanto, le politiche monetarie ultra-espansive delle banche centrali sono finite per creare un sistema di imprese “zombie”, che adesso vagano nell’economia. E questo eccesso di liquidità ha aumentato il ritmo degli investimenti sul mercato azionario, nota, tanto che gli acquisti attuali viaggiano al ritmo di 1.020 miliardi di dollari annuali, più degli 863 miliardi del 2007, ultimo anno prima dello scoppio della crisi finanziaria. Dunque, spiega Gross, i tassi zero stanno incentivando l’investimento in borsa e non nella creazione di posti di lavoro.   APPROFONDISCI – Tassi USA, ecco perché la Fed potrebbe alzarli a settembre   Di più: queste politiche starebbero distruggendo il cuore del capitalismo, perché consentirebbero anche alle imprese meno efficienti di bivaccare sul mercato. Oltre tutto, continua, i margini delle banche si riducono sempre più e ciò spinge gli istituti a ridurre l’offerta di credito, mentre i fondi pensioni e le assicurazioni patiscono danni e potrebbero anche essere travolti da una crisi di insolvenza. A ciò si aggiunge il fatto che i prezzi sul mercato non funzionano più da guida. Per questo, colui che ha co-fondato e gestito fino allo scorso anno il maggiore fondo obbligazionario al mondo ritiene che la Fed abbia il dovere di alzare i tassi a settembre, capendo che i bassi tassi hanno conseguenze negative, oltre che positive. Le critiche di Boss non sono una novità nel panorama degli investitori. Da molto tempo, ad esempio, il finanziere svizzero Marc Faber attacca le principali banche centrali del pianeta, sostenendo che le loro politiche monetarie avrebbero effetti molto negativi sull’economia, addirittura, considerandole la fine del capitalismo e notando come i tassi zero finiscano per redistribuire ricchezze immense in favore di un piccolissimo nucleo di famiglie, quelle che detengono titoli e che possono, quindi, approfittare del boom dei prezzi di questi anni, sostenuto proprio dai bassi tassi del mercato.   APPROFONDISCI – Marc Faber: il capitalismo non è più libero. Le banche centrali causano diseguaglianze   Boss ha stupito il mercato ad aprile, quando ha twittato che “shortare” i Bund tedeschi sarebbe l’occasione di una vita. In poche settimane, i rendimenti decennali dei titoli di stato della Germania passarono dallo 0,049%, il minimo storico raggiunto 3 mesi e mezzo fa, fino alle soglie dello 0,80%, per via di massicce vendite, scatenate proprio dal tweet del manager, considerato un guru in tema di mercato obbligazionario. Il boss, oltre ad augurarselo, si aspetta che la Fed alzi i tassi a settembre.   APPROFONDISCI – Quantitative easing, la scommessa di Gross contro i Bund e le alternative di Draghi    

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