Quantitative easing, la scommessa di Gross contro i Bund e le alternative di Draghi

Bill Gross dichiara di scommettere contro i Bund tedeschi, mentre la BCE si troverà ad affrontare seriamente nelle prossime settimane il problema della scarsità dei bond con il QE.

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Bill Gross dichiara di scommettere contro i Bund tedeschi, mentre la BCE si troverà ad affrontare seriamente nelle prossime settimane il problema della scarsità dei bond con il QE.

Sta creando scalpore il tweet di Bill Gross, l’ex boss di Pimco, il primo investitore mondiale sul mercato obbligazionario, che annuncia di scommettere contro i Bund tedeschi. L’impresa sembra molto rischiosa, dato che il prezzo dei bond emessi dalla Germania sembra crescere senza alcuna sosta, tanto che adesso sono negativi i rendimenti fino alla scadenza dei 9 anni e fino ai 4 anni si trovano al di sotto al di sotto dei tassi overnight, -0,2%, indicati quale soglia minima accettabile perché la BCE effettui gli acquisti con il “quantitative easing”.

Eppure, uno dei maggiori esperti mondiali di obbligazioni pubbliche e private ritiene che il trend sia evidentemente destinato a cambiare e che i prezzi dei Bund scenderanno. In effetti, la media degli analisti stima che entro il terzo trimestre del 2016, i decennali tedeschi possano arrivare a rendere lo 0,5%, mentre i biennali il -0,05%. Più che una vera inversione di tendenza si tratterebbe di una stabilizzazione verso l’alto, ma ciò basterebbe per spingere il mercato a vendere oggi per capitalizzare i forti guadagni di queste ultime settimane. Alla base delle valutazioni di Gross ci sono la bassa crescita dell’Eurozona, gli stimoli monetari della BCE e le tensioni crescenti sulla Grecia.   APPROFONDISCI – Quantitative easing sempre più a rischio, rendimenti negativi anche sui Bund a 8 anni  

Bund sempre più scarsi

Eppure, la BCE potrebbe trovarsi ad affrontare già in estate una reale situazione di scarsità dei bond tedeschi da acquistare, dato che aumenta la quantità dei titoli dal rendimento inferiore al minimo richiesto, mentre l’altra clausola, quella che limita gli acquisti al 25% di ciascuna emissione, nei fatti riduce la possibilità che l’istituto possa compensare i minori bond sul tratto breve delle scadenze con quelli di maggiore durata. Stando all’analisi dei dati, se il limite del -0,2% fosse rimosso, la BCE potrebbe completare fino alla scadenza il QE, avendo a disposizione sul mercato 902 miliardi di euro in titoli di stato dell’Eurozona. Se, invece, fosse alzato l’altro limite, quello del 25% per ciascuna emissione al 50%, i titoli di stato tedeschi acquistabili salirebbero dagli attuali 176 miliardi a 294 miliardi, nei fatti più che centrando l’obiettivo del piano.

  APPROFONDISCI – Quantitative easing, come la Germania mette a rischio gli acquisti della BCE  

La possibile corsa ai ripari della BCE

L’effetto, invece, potrebbe essere nullo, qualora la BCE tagliasse i tassi sugli overnight dal -0,2% al -0,3%, per ipotesi, al fine di ampliare la platea dei titoli acquistabili senza incorrere nelle perdite. Il rischio sarebbe di stimolare ulteriormente la domanda degli investitori privati e di spingere i rendimenti dei bond al di sotto della nuova soglia-limite. Stando ai calcoli di alcuni analisti, restando così le cose, i Bund tedeschi non sarebbero più acquistabili entro le prossime sei settimane fino alla scadenza dei 7 anni, restringendo quelli rientranti nelle condizioni del QE ad appena 516 miliardi di euro; considerando il limite del 25%, la BCE dovrebbe acquistarne appena 129 miliardi, la metà dell’obiettivo. Una data critica sarebbe il mese di luglio, quando l’offerta sarebbe negativa sul mercato di ben 146 miliardi, data dalla differenza tra le emissioni e i rimborsi + gli acquisti della BCE. Al board di settembre, quindi, Mario Draghi potrebbe essere costretto ad ammettere che esistono difficoltà tecniche e che andrebbero adottati alcuni accorgimenti per evitare che il piano degli stimoli possa essere ritirato prima della scadenza prevista e del necessario a riportare l’inflazione nell’Eurozona vicino al 2%.   APPROFONDISCI – Quantitative easing, vediamo un grosso rischio e paradosso a cui stare attenti

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