Il mondo è in fiamme, i governi da inizio anno hanno emesso titoli del debito pubblico in quantità record e l’ordine geopolitico che si reggeva dal 1945 si è dissolto. Petrolio e gas alimentano la ripresa dell’inflazione globale, tanto da avere già spinto la Banca Centrale Europea ad alzare i tassi di interesse. Ma la vera notizia che ci riguarda è che il Pil in Italia in questo 2026 non ne sta (ancora) risentendo. Contrariamente all’allarme scattato all’indomani dall’inizio della guerra in Iran, la nostra economia sta reagendo meglio di quanto tutti ci aspettassimo. Per dirla con un termine in voga in questi anni, si sta rivelando più “resiliente” di ogni previsione.
Pil Italia 2026: previsioni
Confcommercio ha diffuso in questi giorni le sue stime aggiornate sul Pil, prevedendone una crescita per quest’anno dello 0,9%. E’ il dato più elevato tra quelli in circolazione da mesi. L’ISTAT si limita a un più prudente +0,7%, mentre il Centro Studi di Confindustria è più pessimista: +0,5%. Ma anche OCSE e Ufficio parlamentare di Bilancio concordano sul +0,9%. Certo, nel caso migliore resteremmo sotto l’1% e continueremmo a crescere dello zero virgola. Ma in anni come questi anche i decimali fanno le differenze e finora le sorprese sono state tutte improntate in positivo.
Occupazione record
La lettura finale del Pil in Italia per il primo trimestre del 2026 è stata rivista al rialzo da +0,2% a +0,3% congiunturale. Al contrario, per l’Eurozona è stata rivista al ribasso da +0,1% a -0,2%. Siamo andati controcorrente. Perlomeno fino alla fine di marzo, a guerra appena iniziata. Nel frattempo, però, altri dati invitano all’ottimismo.
Il mercato del lavoro continua a progredire. A marzo, sono stati creati 123.000 posti rispetto a febbraio e 269.000 in un anno. L’occupazione è salita al 63,1%, pari al record di 24 milioni 337 mila unità. Record negativo per la disoccupazione al 5,1%, mai così basso dall’inizio delle rilevazioni.
Produzione industriale in risalita
Anche dopo il primo trimestre le cose sembrano siano proseguite bene. La produzione industriale ad aprile è cresciuta per il terzo mese consecutivo dell’1,3% annuo e dello 0,5% mensile. La media trimestrale segna una crescita dello 0,2%. Si sta finalmente interrompendo in maniera definitiva la serie storica negativa iniziata dopo il 2022 con la crisi energetica scaturita dalla guerra tra Russia e Ucraina. Ed è importante che ciò stia avvenendo nel bel mezzo di una nuova crisi di quel tipo, questa volta provocata dalla chiusura di Hormuz.

Esportazioni in crescita
Ad avere sostenuto il Pil in questa prima parte del 2026 in Italia è stata la bilancia commerciale. Nel trimestre gennaio-marzo, il saldo è risultato attivo per 10,82 miliardi di euro contro gli 8,86 miliardi di un anno prima. L’export è salito del 4% e l’import del 2,3%. Al netto dell’energia, l’avanzo è risultato di 8,64 miliardi. In pratica, le esportazioni italiane non sono state fermate da tensioni commerciali e guerre.
Bene manifattura
Incoraggianti anche i dati sul PMI servizi e relativi alla manifattura.
Il primo a maggio è sceso di poco da 49,8 a 49,4 punti, segnalando una recessione contenuta del terziario. Il PMI manifatturiero, invece, è salito da 52,1 a 52,9 punti, ai massimi da aprile 2022. Il PMI composito è rimasto quasi sostanzialmente invariato a 50,4 punti. Nel complesso, l’attività economica sembra stabile grazie al recupero del comparto manifatturiero e più ampiamente dell’industria. A soffrire, ma ad oggi meno del previsto, è il settore terziario.
Minaccia dall’inflazione
Se Hormuz rimasse chiuso ancora a lungo, l’ottimismo implicito in questi dati rischierebbe di svanire velocemente. Petrolio e gas sono rincarati a livelli fin qui sostenibili, ma alla lunga i maggiori costi si trasmetterebbero al resto del paniere contraendo il potere di acquisto delle famiglie italiane, già messo a dura prova negli ultimi anni da inflazione e bassi stipendi. E la prima a maggio è salita al 3,3%, dato massimi da settembre 2023. Detto ciò, anche l’attesa crescita ulteriore delle presenze turistiche in Italia in questi mesi sosterrebbe il Pil dell’intero 2026.
Turismo record
L’istituto di ricerca Demoskopica prevede per un anno record per il turismo con 141,2 milioni di arrivi (+2,1%) e 478,6 milioni di presenze. Nel primo trimestre, le 71,6 milioni di presenze sono risultate in crescita tendenziale del 7,5% e confermerebbero l’ottimismo delle stime. La spesa turistica salirebbe del 4% a 132,7 miliardi. I turisti stranieri inciderebbero per il 55% delle presenze con 76 milioni di visitatori. Se questi dati diventassero realtà, probabilmente i servizi tornerebbero a crescere e rafforzerebbe la dinamica positiva del secondario.
Pil Italia 2026 scansa la crisi?
In sintesi, il Pil dell’Italia in questo 2026 sta venendo sostenuto da esportazioni, produzione industriale e turismo, la cui solidità si continua a trasmettere al mercato del lavoro con tassi di occupazione ai massimi e di disoccupazione ai minimi storici. La ripresa del comparto auto incide sull’industria, con la produzione a +23% in aprile e un dato cumulato nel primo quadrimestre a +16%. Anche le immatricolazioni sono tornate a salire: +7,6% annuale a più di 150.000 nel mese di maggio. Nessuno vuole sottintendere che stiamo vivendo un boom economico facendo “cherry picking” con i dati. Ma non sono cifre che delineano una crisi in corso.
giuseppe.timpone@investireoggi.it