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Oggi: 12 Giu, 2026

Verifica nei locali dell’impresa: il controllo fiscale non si blocca senza il titolare

Controllo fiscale in azienda anche senza titolare: la Cassazione chiarisce quando delega e verbale rendono tutto valido.
12 Giugno 2026
verifica nei locali dell'impresa
Foto © Investireoggi

La verifica nei locali dell’impresa può essere valida anche quando il titolare, l’amministratore o il legale rappresentante non partecipano sin dall’inizio alle operazioni.

Il punto centrale riguarda la presenza di un soggetto delegato e la successiva firma del processo verbale di constatazione. La Cassazione, con l’ordinanza n. 10377/2026, ha chiarito un principio importante per aziende, associazioni ed enti: nelle attività svolte presso i locali aziendali non serve, in ogni caso, la presenza personale del contribuente.

Verifica nei locali dell’impresa: quando basta il delegato

Nelle ispezioni fiscali effettuate in azienda, la legge non impone sempre la presenza del titolare.

È sufficiente che partecipi una persona incaricata, anche se la delega non è stata conferita per iscritto fin dal primo momento.

Il riferimento principale è l’art. 52 del Dpr n. 633/1972. La norma disciplina accessi, ispezioni e verifiche ai fini Iva e prevede regole diverse a seconda del luogo in cui avviene il controllo.

Per gli studi professionali e artistici, l’accesso deve avvenire alla presenza del titolare dello studio o di un suo delegato. Questa previsione, però, non può essere estesa automaticamente alle imprese. Nei locali aziendali, infatti, non esiste una disposizione che richieda sempre la partecipazione diretta del titolare o del rappresentante legale.

La verifica nei locali dell’impresa, quindi, non perde efficacia solo perché il soggetto apicale non era presente all’arrivo dei verificatori.

Il verbale e la firma: cosa conta davvero

Un altro passaggio decisivo riguarda il processo verbale. L’art. 52, comma 6, del Dpr n. 633/1972 (decreto IVA) stabilisce che per ogni accesso deve essere redatto un verbale con le operazioni svolte, le richieste avanzate, le risposte ricevute e le osservazioni del contribuente o di chi lo rappresenta.

Il verbale deve essere firmato dal contribuente o dal suo rappresentante. Se la firma manca, occorre indicarne il motivo. Inoltre, il contribuente ha diritto a riceverne copia.

La firma finale può avere un ruolo molto importante. Quando il soggetto incaricato partecipa alle operazioni e sottoscrive il verbale conclusivo, il suo operato può essere considerato riconosciuto dall’impresa. In termini semplici, la successiva conferma può sanare l’assenza di un incarico formale iniziale.

Questo principio evita che un controllo fiscale venga annullato per un aspetto solo formale, quando l’attività si è svolta con la partecipazione di una persona riconducibile all’impresa e senza lesione concreta dei diritti di difesa.

La delega può essere anche non scritta

La Cassazione ha dato rilievo alla possibilità che l’incarico sia conferito anche oralmente. Non sempre serve una procura scritta già pronta al momento dell’accesso.

La prassi amministrativa, richiamata anche dalla Guardia di finanza nella Circolare n. 1/2018, considera ordinaria la firma del verbale da parte del titolare, del rappresentante legale o di un soggetto dotato di poteri. Tuttavia, nella realtà aziendale può accadere che queste figure non siano presenti.

In tali casi, la firma può arrivare da un altro incaricato, purché la situazione sia chiara dal verbale.

Se il titolare o il legale rappresentante confermano poi l’operato del delegato, anche attraverso comportamenti concludenti, la procedura resta valida.

Rilevano anche le regole sulle notifiche richiamate dagli articoli 60 del Dpr n. 600/1973 e 14 della legge n. 890/1982, quando occorre dare comunicazione degli atti secondo le forme previste dall’ordinamento.

La verifica nei locali dell’impresa deve, dunque, essere valutata nella sua sostanza: conta la possibilità effettiva di seguire il controllo, conoscere gli atti e far valere le proprie ragioni.

Verifica nei locali dell’impresa: effetti pratici per aziende ed enti

La decisione della Cassazione interessa non solo le società commerciali, ma anche gli enti e le associazioni quando l’attività viene riqualificata come commerciale dall’Amministrazione finanziaria.

Il principio è chiaro: nei locali in cui si svolge un’attività economica, l’assenza iniziale del titolare non basta, da sola, a rendere illegittimo il controllo. Occorre verificare se vi sia stata la partecipazione di un soggetto incaricato e se l’impresa abbia poi accettato, anche nei fatti, il suo intervento.

Diverso resta il caso degli studi professionali o artistici. In quell’ambito, l’art. 52 del Dpr n. 633/1972 richiede espressamente la presenza del professionista, dell’artista o di un delegato.

La verifica nei locali dell’impresa conserva validità quando il delegato prende parte alle operazioni, collabora con i verificatori e firma il processo verbale finale. La forma è importante, ma non può prevalere sulla sostanza quando non vi è una reale compressione delle garanzie del contribuente.

Per imprese ed enti, il messaggio operativo è semplice: la gestione dei controlli fiscali richiede ordine, documenti disponibili e persone informate. La verifica nei locali dell’impresa non dipende solo dalla presenza del vertice, ma dalla corretta rappresentanza dell’organizzazione durante l’attività ispettiva.

Riassumendo

  • La verifica nei locali dell’impresa resta valida anche senza titolare presente.
  • Il delegato può partecipare alle operazioni fiscali.
  • La delega può essere conferita anche oralmente.
  • La firma del verbale può ratificare l’incarico.
  • L’art. 52 del Dpr 633/1972 distingue imprese e professionisti.
  • Contano sostanza, rappresentanza e tutela dei diritti del contribuente.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.