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Decreto carburanti convertito in legge: confermati tagli alle accise e bonus fiscali

Decreto carburanti convertito in legge: confermati tagli alle accise e crediti d’imposta per imprese, autotrasporto e pesca.
20 Maggio 2026
decreto carburanti
Foto © Investireoggi

Con la conversione in legge del D.L. 33/2026, approvata con Legge 79/2026, il decreto carburanti completa il proprio percorso e rende più stabile il pacchetto di interventi pensato per contenere gli effetti dei rincari energetici. Il provvedimento riguarda soprattutto benzina, gasolio, Gpl e gas naturale usato come carburante, con misure legate alle accise e con aiuti mirati per alcune attività economiche.

Il punto centrale è la gestione temporanea delle aliquote di accisa. L’art. 2 del D.L. 33/2026 aveva previsto una prima revisione per benzina, gasolio e Gpl, richiamando il Testo unico accise, D .Lgs. 504/1995. La misura è stata poi corretta e prorogata da altri interventi, tra cui il D.

L. 42/2026 e il D.L. 63/2026. In seguito, il decreto MEF 8 maggio 2026 ha esteso l’assetto fino al 22 maggio 2026, fissando nuove aliquote per i principali prodotti.

Decreto carburanti: aliquote rideterminate e periodo di applicazione

Il decreto carburanti ha inciso su un aspetto molto concreto: quanto pesa la componente fiscale sul prezzo alla pompa. Per la benzina l’accisa è stata indicata in 622,90 euro per mille litri; per il gasolio in 472,90 euro per mille litri; per il Gpl in 242,77 euro per mille chilogrammi. Per il gas naturale impiegato come carburante l’aliquota è pari a zero euro per metro cubo.

Questi importi non eliminano il problema del costo dei rifornimenti, ma alleggeriscono una parte del carico fiscale in una fase segnata da forti tensioni sui mercati internazionali. Il decreto carburanti, quindi, non rappresenta una riforma strutturale delle accise, ma una risposta limitata nel tempo, costruita per fronteggiare una situazione eccezionale.

La successione di provvedimenti è importante perché mostra un intervento a tappe.

Prima la riduzione iniziale, poi i correttivi, infine la proroga ministeriale. Per cittadini e imprese conta soprattutto l’effetto pratico: un prezzo finale che può risultare più contenuto rispetto a quello che sarebbe derivato dalle aliquote ordinarie.

Crediti d’imposta per autotrasporto e pesca

Il decreto carburanti, come convertito in legge, conferma anche due crediti d’imposta destinati a compensare, almeno in parte, l’aumento dei costi sostenuti nei mesi di marzo, aprile e maggio. Le agevolazioni interessano l’autotrasporto e la pesca, due settori in cui il carburante non è una spesa accessoria, ma una voce decisiva per lavorare.

Per le imprese di autotrasporto è previsto un credito d’imposta collegato alla maggiore spesa per l’acquisto di gasolio rispetto al prezzo di febbraio rilevato dal Mase. Lo stanziamento per il 2026 è pari a 100 milioni di euro. Possono accedere al beneficio le imprese con sede o stabile organizzazione in Italia che svolgono attività di trasporto, con riferimento all’art. 24-ter, c. 2, lett. a), D. Lgs. 504/1995.

Per la pesca, invece, le risorse ammontano a 10 milioni di euro. Il credito può arrivare fino al 20% della spesa sostenuta per benzina e gasolio usati nei mezzi impiegati nell’attività, al netto dell’Iva. Il beneficio deve essere utilizzato solo in compensazione entro il 31 dicembre 2026. Inoltre non concorre alla formazione del reddito imponibile, né alla base Irap, e può cumularsi con altri aiuti entro il limite del costo effettivamente sostenuto.

Decreto carburanti: effetti per imprese e contribuenti

Il decreto carburanti, nella sua versione definitiva, si muove su due binari: da un lato riduce temporaneamente il peso delle accise, dall’altro riconosce strumenti fiscali a categorie economiche particolarmente esposte ai rincari. La logica è quella dell’intervento d’emergenza, non quella di una revisione permanente del sistema.

Per le imprese interessate diventa essenziale conservare la documentazione delle spese e verificare con attenzione i requisiti richiesti. I crediti fiscali, infatti, sono utili solo se calcolati correttamente e usati nei tempi previsti. La compensazione entro fine 2026 rappresenta una scadenza da monitorare.

Resta anche il tema della continuità delle misure. Il decreto carburanti offre una risposta immediata, ma non risolve in modo definitivo la volatilità dei prezzi energetici. Tuttavia, nel breve periodo, l’insieme di aliquote ridotte e crediti d’imposta può dare ossigeno ai comparti più colpiti e contribuire a limitare l’impatto dei rincari sull’economia reale.

Riassumendo

  • Il decreto carburanti conferma tagli temporanei alle accise sui principali prodotti energetici.
  • La conversione in legge stabilizza le misure previste dal D.L. 33/2026.
  • Benzina, gasolio, Gpl e gas naturale hanno aliquote rideterminate.
  • Autotrasporto e pesca ricevono crediti d’imposta contro l’aumento dei costi.
  • I benefici fiscali sono utilizzabili in compensazione entro il 31 dicembre 2026.
  • Le misure restano emergenziali e non risolvono stabilmente il caro energia.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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