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Energia, Italia al sicuro fino all’estate: niente rischio lockdown

Contro la crisi energetica il rischio lockdown per l'Italia risulta per il momento più teorico che concreto. I numeri su petrolio e gas.
5 Aprile 2026
Crisi energetica in Italia, i numeri
Crisi energetica in Italia, i numeri © Investireoggi.it

Il commissario europeo all’Energia, Dan Jorgensen, è stato chiaro alla riunione informale dei ministri dell’UE per fare il punto sulla crisi energetica venutasi a creare con la guerra in Iran. Il senso del suo discorso è che, di questo passo, servirà un “lockdown” per contenere i consumi e impedire che i prezzi vadano fuori controllo. Uno scenario horror, che ci riporta indietro di 5-6 anni al periodo buio della pandemia. E l’Italia come sta messa da questo punto di vista?

Crisi energetica in Italia

Già il governo ha dovuto prorogare a tutto il mese di aprile il taglio delle accise, che era stato deciso per 20 giorni nel mese di marzo e sarebbe arrivato a scadenza subito dopo Pasqua.

Il costo complessivo di questo sostegno, comprensivo del credito d’imposta per gli autotrasportatori, ammonta già ad oltre 1 miliardo di euro. Ma ci sono le bollette di luce e gas in arrivo dal mese di aprile a preoccupare famiglie e imprese. Per Arera, la tariffa del gas per i clienti vulnerabili salirà dell’8,1% nel secondo trimestre. L’aumento su base annuo rischia di attestarsi sui 232 euro per famiglia.

E il rischio lockdown contro la crisi energetica in Italia esiste? La premessa è che ogni previsione può risultare credibile per il breve periodo. Inutile parlare di svariati trimestri o anni. Se la guerra finisse domani, la situazione volgerebbe al meglio già nelle prossime settimane. In caso contrario, si aggraverebbe. Ad occhio e croce, la chiusura dello Stretto di Hormuz sta impedendo agli stati del Golfo Persico di esportare fino a 15 milioni di barili al giorno.

Probabilmente, un po’ di meno per il lasciapassare di qualche carico da parte dell’Iran, oltre alle sue stesse petroliere. L’Arabia Saudita sta sfruttando al massimo il suo oleodotto terrestre Est-Ovest con 7 milioni di barili al giorno immessi e di cui oltre 5 venduti all’estero tramite il Mar Rosso.

Consumi di petrolio

L’Italia consumava nel 2025 la media di 1,125 milioni di barili al giorno, per il 93% importati dall’estero. I nostri principali fornitori sono Algeria, Angola, Egitto, Nigeria e, soprattutto, Libia. Insieme, fanno quasi il 40% delle nostre importazioni. Azerbaijan e Kazakistan seguono con un altro 30%. Ci sono anche le Americhe, con importazioni in crescita negli ultimi anni per allentare la dipendenza dalla Russia. E c’è un 12% che arriva dal Medio Oriente, l’area problematica di queste settimane.

Ad occhio e croce, l’Italia rischia di non potere importare anche nei prossimi mesi la media di 100-150.000 barili al giorno. Non sono pochi, ma stiamo parlando di poco più di un decimo dei consumi complessivi. E possiamo rimediare grazie alle scorte. Ne possedevamo per 74 milioni di barili al 31 marzo, sebbene quasi 10 milioni saranno rilasciati a partire dall’1 aprile con l’accordo tra i 32 membri dell’Agenzia Internazionale per l’Energia. L’ente ha annunciato a marzo il rilascio record di 400 milioni di barili congiunti.

I 74 milioni di barili a disposizione corrispondono a 90 giorni di importazioni nette. Sarebbero capaci di coprire l’ammanco dal Medio Oriente per quasi 500 giorni. Dunque, non esisterebbe alcuna crisi energetica in vista per l’Italia nei prossimi mesi. Non dal punto di vista della carenza di materia prima, sebbene il problema rischia di essere sempre più il prezzo per famiglie e imprese.

Consumi di gas

E il gas? L’Italia ne ha consumato per 63,2 miliardi di metri cubi nel 2025, anche in questo caso quasi interamente importato dall’estero. L’Algeria incide per il 30% grazie al gasdotto Transmed, segue l’Azerbaijan con il 15%. Il resto proviene da Libia, Nord Europa e un peso crescente lo stanno assumendo gli Stati Uniti con il Gas Naturale Liquido, che incide per il 30% delle importazioni complessive. Di questo, una quota tra un quarto e un terzo arriva dal Qatar. Sono stati importati 5 miliardi di metri cubi dall’emirato nel 2025. Nel complesso, dal Golfo ci arrivano fino a 6,5-7 miliardi di metri cubi ogni anno. Poco più di un decimo dei consumi nazionali.

Nei mesi di aprile-maggio-giugno, l’Italia consuma in media il 15% del gas di tutto l’anno. Parliamo di qualcosa come 9 miliardi di metri cubi. Se dal Golfo non ci arrivasse più nulla per tutto il trimestre appena iniziato, ci mancherebbero fino a 1 miliardo di metri cubi. Tuttavia, disponiamo di riserve per 8,43 miliardi di metri cubi, al 43,4% degli stoccaggi e ben sopra la media europea del 27,6%. Anche questi numeri parlano da sé: nessuna crisi energetica per l’Italia da qui all’estate (e forse neanche dopo), intesa come mancanza di petrolio e gas per cucinare, riscaldarci, fare il bagno, produrre e andare in giro con l’auto.

Crisi energetica: Italia non rischia lockdown nei prossimi mesi

Ripetiamo: il problema per il momento è e resta il costo. Poiché lo squilibrio tra domanda e offerta esiste, le quotazioni internazionali sono esplose e non stanno scendendo. Non lo faranno fintantoché Hormuz resterà chiuso. Se il presidente americano Donald Trump terrà fede alla promessa di cessare gli attacchi entro fine aprile e se l’Iran subito dopo riaprirà lo stretto, entro fine maggio assisteremmo a una normalizzazione dei flussi. I prezzi resteranno alti per un po’, scontando rischi geopolitici, coperture assicurative alle stelle e consumi repressi nei mesi precedenti.

Ciò detto, l’Italia non si starebbe avviando verso una crisi energetica con tanto di “lockdown”.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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