Svolgere il proprio lavoro in modo corretto e percepire la giusta retribuzione dovrebbe essere un principio sacrosanto. Anche nel settore domestico, nonostante le criticità spesso segnalate, questo diritto non dovrebbe mai essere messo in discussione. Le normative, in effetti, non mancano: si tratta di un comparto regolato da un proprio CCNL, con tabelle che stabiliscono retribuzioni minime, diritti e doveri di lavoratori e datori di lavoro.
Tra le varie voci previste, ce n’è una poco conosciuta ma molto importante: la indennità di funzione. Si tratta di un emolumento aggiuntivo allo stipendio, di cui si parla spesso, ma che in pochi conoscono davvero e, soprattutto, che pochi percepiscono concretamente.
Cos’è l’indennità di funzione per badanti e governanti nel settore domestico?
Il lavoro nero resta purtroppo diffuso nel settore domestico, così come forme di lavoro irregolare: contratti non coerenti con le ore effettive, oppure inquadramenti inferiori rispetto alle mansioni svolte.
Eppure, da anni esiste un quadro normativo chiaro. Il settore è disciplinato da un CCNL aggiornato periodicamente attraverso il confronto tra associazioni dei datori di lavoro e sindacati. Questo ha portato a regole sempre più precise e a un progressivo rafforzamento dei diritti dei lavoratori.
All’interno delle tabelle retributive emerge, quindi, la voce dell’indennità di funzione, che merita particolare attenzione. Si tratta di una somma mensile aggiuntiva, riconosciuta però solo ai lavoratori inquadrati nei livelli più alti: livello D e livello DS.
I livelli interessati da questa cifra aggiuntiva di stipendio
Come intuibile, si tratta dei livelli apicali del lavoro domestico.
Nel livello DS, ad esempio, rientrano le badanti in possesso di qualifiche specifiche, come gli attestati di OSS (Operatore Socio Sanitario) o ASA (Assistente Socio-Assistenziale).
Si tratta di figure altamente specializzate, che operano con autonomia e responsabilità, spesso dopo aver seguito percorsi formativi specifici.
Per queste lavoratrici, la retribuzione minima prevista dal CCNL per il 2026 per il settore domestico è pari ad almeno 1.682,42 euro mensili, comprensivi di circa 207,69 euro di indennità di funzione.
La stessa indennità spetta anche ai lavoratori inquadrati al livello D, per i quali la paga minima, comprensiva della stessa quota aggiuntiva, è pari a 1.612,20 euro mensili.
Rientrano in questo livello figure come maggiordomi, governanti, capo cuochi, amministratori dei beni familiari o capo giardinieri. Si tratta di lavoratori altamente qualificati che, oltre alle mansioni operative, svolgono spesso compiti di coordinamento, direzione e organizzazione degli altri addetti domestici.
In definitiva, l’indennità di funzione rappresenta un riconoscimento economico importante per chi ricopre ruoli di responsabilità nel settore domestico. Tuttavia, proprio a causa delle frequenti irregolarità nei contratti, resta ancora oggi una voce troppo spesso ignorata o non applicata correttamente.