Il 31 dicembre 2026 diventa il punto di non ritorno per molti contribuenti che intendono andare in pensione. Questa data rischia infatti di rappresentare l’ultima occasione per accedere a particolari regole e misure che potrebbero non essere confermate l’anno successivo. L’unica misura rimasta oggi come alternativa alle regole ordinarie, e che consente di andare in pensione con 30 anni di contributi, potrebbe non essere più disponibile nel 2027.
Alla luce dei profondi cambiamenti che il sistema previdenziale si appresta a subire, chi si chiede che pensione prenderà con 30 anni di contributi deve prima di tutto capire se riuscirà a maturare i requisiti utili all’uscita nel 2026 con l’Ape sociale.
Il rischio, infatti, è che dall’anno successivo questa possibilità venga meno.
Che pensione con 30 anni di contributi e cosa cambia tra 2026 e 2027
L’Ape sociale è una misura che da anni vive sul filo del rasoio, perché non è strutturale ma viene rinnovata di anno in anno. Eppure, fino a oggi, è sempre stata confermata dalle varie leggi di Bilancio dei governi che si sono succeduti, compreso quello attuale, seppur con alcune modifiche ai parametri.
Si tratta dell’unica misura che consente di andare in pensione prima dei 67 anni di età con soli 30 anni di contributi. Tuttavia, è riservata a specifiche categorie di contribuenti. In particolare, possono accedervi:
- invalidi civili;
- disoccupati;
- caregiver.
Per gli addetti ai lavori gravosi, che rappresentano un’altra categoria ammessa all’Ape sociale, il requisito contributivo sale a 36 anni.
Alla luce di ciò, è fondamentale capire come riuscire a sfruttare l’Ape sociale nel 2026 con 30 anni di contributi, prima che possa diventare troppo tardi, considerando che nel 2027 la misura potrebbe non essere più disponibile.
I requisiti e la data del 31 dicembre 2026 diventa fondamentale
Senza fare inutili allarmismi – visto che ogni anno si parla di una possibile cancellazione dell’Ape sociale, poi puntualmente smentita – il dubbio resta: cosa succederà nel 2027?
Innanzitutto, è certo che aumenteranno i requisiti per le pensioni: crescerà l’età pensionabile e si alzeranno anche le soglie contributive per le pensioni anticipate. Si parla di un mese in più nel 2027 e di ulteriori due mesi nel 2028.
Per quanto riguarda l’Ape sociale, invece, non c’è ancora alcuna certezza sulla sua conferma. Non è quindi garantito che i vantaggi di questa misura saranno ancora disponibili dal prossimo anno.
Per questo motivo è fondamentale verificare di aver maturato tutti i requisiti entro il 31 dicembre 2026. Anche perché l’Ape sociale è una misura che difficilmente consente la cristallizzazione del diritto: i requisiti devono essere posseduti e mantenuti al momento della domanda.
Ad esempio, un caregiver deve risultare convivente con il familiare disabile grave da almeno 6 mesi prima della richiesta. Chi intende sfruttare questa possibilità deve quindi muoversi per tempo, ad esempio unificando i nuclei familiari e ottenendo la residenza comune. Superare la scadenza del 31 dicembre 2026 potrebbe significare perdere definitivamente questa opportunità.
Lo stesso vale per i disoccupati, che devono aver terminato la Naspi entro la fine del 2026: in caso contrario, il diritto all’Ape sociale non potrà essere riconosciuto.