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Tari (Tassa sui Rifiuti), cambiano le regole di calcolo, ecco come nel 2026

La Tari, cioè la Tassa sui Rifiuti e le regole che cambiano nel 2026 per via di alcune novità di recente introduzione da parte di Arera.
16 Aprile 2026
Tassa sui rifiuti
Foto © Pixabay

Per la Tari si cambia, perché un nuovo protocollo di Arera (Autorità di Regolazione Energia, Reti e Ambiente) modifica le regole di calcolo della Tassa sui Rifiuti. Le novità introdotte rivisitano il sistema fin qui adottato e incidono sulla normativa di riferimento. Vediamo di cosa si tratta e cosa cambia per la Tari.

Tari (Tassa sui Rifiuti), cambiano le regole di calcolo, ecco come nel 2026

La Tassa sui Rifiuti è un appuntamento annuale che riguarda tutte le famiglie italiane, da Nord a Sud. Si paga ogni anno, ma con scadenze diverse a seconda del Comune. Questo perché è un tributo locale: ogni amministrazione ha una certa autonomia nel definire tempi e modalità di pagamento, pur nel rispetto dei vincoli fissati a livello centrale.

Il calcolo della Tari, nella sua struttura, resta invariato. È basato su:

  • una quota fissa, determinata dalla tipologia dell’immobile (metratura e classificazione);
  • una quota variabile, legata alla composizione del nucleo familiare.

La Tari serve a finanziare le attività di raccolta e smaltimento dei rifiuti ed è obbligatoria.

Lo Stato stabilisce le linee guida, imponendo che la tassa venga pagata entro l’anno di riferimento e garantendo la possibilità di rateizzazione, con almeno due rate, di cui una con scadenza successiva al 30 novembre.

Fermo restando questo impianto, Arera ha introdotto alcune novità che potrebbero generare criticità operative.

Cosa cambia per la Tari adesso

Come detto, i Comuni mantengono una certa autonomia sulle modalità di riscossione: possono prevedere due, tre o quattro rate, con calendari differenti. Alcuni inviano gli avvisi prima dell’estate, altri dopo. Ogni Comune deve dotarsi di un proprio regolamento Tari e definire annualmente le tariffe.

Fino a oggi questi adempimenti dovevano essere completati entro la fine di aprile. Da quest’anno, e fino al 2029, un nuovo intervento di Arera sposta il termine al 31 luglio per l’approvazione del regolamento e delle tariffe.

Questo slittamento evidenzia una prima criticità: il ritardo nella definizione delle tariffe può comportare un invio tardivo degli avvisi di pagamento, riducendo i tempi a disposizione per usufruire delle rate.

In alternativa, alcuni Comuni potrebbero inviare avvisi basati sulle tariffe dell’anno precedente, con il rischio di conguagli anche rilevanti verso la fine dell’anno.

Arera cambia le carte sulla Tari (Tassa sui Rifiuti)

La novità non riguarda solo i tempi, ma anche i criteri di determinazione delle tariffe. Arera ha infatti introdotto un nuovo meccanismo basato sul cosiddetto fabbisogno standard del Comune.

Questo sistema tiene conto:

  • del costo medio sostenuto per la raccolta, il trattamento e lo smaltimento di una tonnellata di rifiuti;
  • della quantità complessiva di rifiuti gestita dal Comune.

In questo modo, le tariffe vengono calmierate sulla base dei costi reali del servizio. Ne deriva una riduzione della discrezionalità dei Comuni, che vedono limitata la loro libertà decisionale nella determinazione degli importi.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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