Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 04 Giu, 2026

Bonus Giorgetti, quanto si perde davvero di pensione scegliendo più soldi in busta paga

Il bonus Giorgetti aumenta lo stipendio, ma può ridurre la pensione futura: ecco gli effetti reali da valutare con attenzione
17 Aprile 2026
bonus Giorgetti effetti su pensione
Foto © Investireoggi

Il bonus Giorgetti è un incentivo pensato per i lavoratori dipendenti che hanno già raggiunto le condizioni per lasciare il lavoro con la pensione anticipata, ma scelgono di restare ancora in servizio. La misura, confermata anche per il 2026, consente di ricevere in busta paga una somma più alta, perché la quota di contributi IVS normalmente trattenuta al dipendente non viene più versata e viene, invece, corrisposta direttamente nello stipendio. Il quadro di riferimento è dato dall’art. 1, co. 194, Legge 199/2025 (Manovra di bilancio 2026), con i chiarimenti forniti dall’INPS nella Circolare n. 42/2026.

Chi può scegliere il bonus Giorgetti

In concreto, il bonus Giorgetti riguarda chi matura entro il 31 dicembre 2026 i requisiti per la pensione anticipata ordinaria previsti dall’art.

24, co. 10, D.L. 201/2011. Restano inoltre ammessi anche coloro che hanno perfezionato entro il 31 dicembre 2025 i requisiti della pensione anticipata flessibile, la cosiddetta Quota 103, disciplinata dall’art. 14.1, D.L. 4/2019. Il beneficio interessa gli iscritti all’AGO e alle forme sostitutive o esclusive dell’assicurazione obbligatoria, compresi i dipendenti pubblici.

Per ottenere il vantaggio serve una rinuncia formale all’accredito della quota contributiva a carico del lavoratore. Questa scelta produce un effetto immediato: il netto mensile aumenta. Inoltre, il maggior importo pagato in busta risulta fiscalmente agevolato (è esentasse), in base ai chiarimenti richiamati anche dall’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 45/E/2025. Non possono però aderire coloro che sono già titolari di pensione diretta, salvo l’assegno ordinario di invalidità, né chi ha già raggiunto l’età per la pensione di vecchiaia ordinaria ai sensi dell’art. 24, co. 6, D.L. 201/2011.

Requisiti, limiti e vantaggio in busta paga

Il meccanismo del bonus Giorgetti è semplice solo in apparenza.

Da un lato aumenta lo stipendio netto; dall’altro impone una valutazione attenta, perché la contribuzione futura si riduce. Il beneficio si applica soltanto ai contributi successivi alla prima decorrenza utile della pensione anticipata. Questo significa che non si tocca il passato contributivo già maturato, ma solo il periodo in cui si continua a lavorare dopo aver già ottenuto il diritto al pensionamento anticipato.

Il vantaggio economico mensile dipende dalla retribuzione imponibile. Nella generalità dei casi, l’aliquota IVS complessiva è pari al 33% della retribuzione previdenziale, di cui una parte grava sul datore di lavoro e una sul dipendente (il 9,19%). Con il bonus Giorgetti, la quota del lavoratore non viene accantonata sulla posizione previdenziale, ma si trasforma in un aumento immediato della paga mensile. Per molti dipendenti può sembrare una scelta conveniente, soprattutto in una fase in cui il costo della vita pesa sui bilanci familiari.

Occorre però ricordare che non tutte le categorie hanno le stesse regole applicative. L’INPS ha, infatti, precisato particolari limiti per alcuni fondi speciali e per determinate gestioni. Per questo la convenienza non può essere valutata solo guardando l’importo netto in busta paga, ma deve tenere conto dell’intera posizione assicurativa e del momento in cui si prevede di andare in pensione.

Gli effetti sulla pensione: perché l’incentivo non è neutro

Il vero punto centrale del bonus Giorgetti è l’effetto sull’assegno pensionistico futuro.

La parte di pensione calcolata con il sistema retributivo non subisce modifiche. Diverso è, invece, il discorso per la quota contributiva. Poiché il lavoratore rinuncia alla propria parte di versamenti IVS, il montante contributivo cresce meno rispetto a quanto accadrebbe senza incentivo. In altre parole, nel periodo di adesione entra meno contribuzione utile al calcolo della pensione futura.

L’INPS ha ricordato che, per i periodi coperti dall’incentivo, il montante individuale viene costruito considerando solo la quota collegata al datore di lavoro. Questo comporta una riduzione della base che servirà in seguito a determinare la quota di pensione con metodo contributivo. Il risultato è semplice da capire: più anni si sfrutta il bonus Giorgetti, maggiore può essere il taglio sull’assegno, soprattutto in presenza di retribuzioni medio-alte.

Si tratta, quindi, di una misura che premia il presente, ma può alleggerire il futuro trattamento pensionistico. Non è una penalizzazione nascosta: è l’effetto naturale di minori contributi accreditati. Per questo motivo la scelta va letta come un equilibrio tra maggiore liquidità oggi e minore rendita previdenziale domani.

Bonus Giorgetti e pensione: esempio pratico da valutare bene

Per capire meglio l’impatto del bonus Giorgetti, si può immaginare il caso di un lavoratore con imponibile previdenziale annuo di 36.000 euro. Senza incentivo, sull’intera retribuzione si formerebbe un montante contributivo più alto, grazie anche alla quota IVS trattenuta al dipendente. Con l’adesione al beneficio, invece, la parte a carico del lavoratore viene girata in busta paga: il netto annuo cresce di circa 3.300 euro (il 9,19% di 36.000), cioè poco meno di 255 euro al mese per tredici mensilità.

Il rovescio della medaglia è sulla pensione. Se quel lavoratore restasse in servizio ancora un anno con il bonus Giorgetti e poi uscisse a 67 anni, la pensione futura potrebbe risultare più bassa di circa 14 euro lordi al mese per ogni anno di utilizzo dell’incentivo. Con una retribuzione più elevata, ad esempio 54.000 euro lordi annui, il vantaggio immediato salirebbe sensibilmente, ma salirebbe anche la riduzione dell’assegno pensionistico.

In conclusione, il bonus Giorgetti può rappresentare una scelta utile per chi privilegia un incremento immediato dello stipendio, ma non è una soluzione neutra sul piano previdenziale.

Proprio gli effetti sulla quota contributiva della pensione impongono una valutazione prudente, perché il guadagno di oggi può tradursi in un assegno più leggero domani.

Riassumendo

  • Bonus Giorgetti aumenta lo stipendio netto di chi rinvia la pensione anticipata.
  • Spetta ai dipendenti con requisiti previdenziali maturati entro le scadenze previste.
  • Serve una rinuncia formale ai contributi IVS a carico del lavoratore.
  • L’importo aggiuntivo in busta paga gode di un trattamento fiscale agevolato.
  • Il vantaggio immediato riduce però il montante contributivo utile alla pensione.
  • Più lunga è l’adesione, maggiore può essere il taglio sull’assegno futuro.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

Tassa sui rifiuti
Articolo precedente

Tari (Tassa sui Rifiuti), cambiano le regole di calcolo, ecco come nel 2026

Bond in euro del Brasile
Articolo seguente

Bond in euro del Brasile dopo 12 anni: successo per le 3 tranche