Il Ministero di economia e finanze ha pubblicato nei giorni scorsi il calendario delle emissioni per il secondo trimestre dell’anno, che contempla anche il nuovo BTp decennale per un ammontare minimo di 10 miliardi di euro. Come vedremo, la possibile buona occasione per un investimento a lungo termine. Nel complesso, ecco i nuovi titoli di stato:
- BTp 15 settembre 2029
- BTp 01 giugno 2031
- BTp 15 giugno 2033
- BTp 01 luglio 2036
Investimento nel BTp decennale
Come potete notare, non è indicata la cedola per nessuno dei suddetti bond. E questo è ovvio, trattandosi di emissioni che arriveranno tra settimane o mesi e per le quali bisognerà prima attendere di conoscere quali saranno le condizioni di mercato per allora.
Possiamo farci un’idea, tuttavia, di quali potrebbero essere se resteranno grosso modo simili a quelle attuali. Il BTp decennale con scadenza 1 febbraio 2036 (ISIN: IT0005648255) offre oggi un rendimento in area 3,95%. Stacca cedola annuale lorda del 3,45%, ma si acquista sul mercato secondario a prezzi ormai decisamente sotto la pari: circa 96,30 centesimi. A fine febbraio, la quotazione era salita a 101,65 e il rendimento sprofondava sotto il 3,30%.
In queste ultime settimane, le aspettative d’inflazione sono risalite a causa della guerra in Iran e del suo impatto sul mercato dell’energia. Petrolio e gas hanno subito rilevanti rincari, che stanno aumentando i prezzi alla pompa e presto si trasmetteranno al resto del paniere di beni e servizi. Una riedizione, si spera molto meno violenta, di quanto accaduto nel 2022 con l’invasione russa dell’Ucraina. Per questo i bond stanno diventando più generosi, anche se bisogna prima capire se lo siano davvero, ossia in termini reali.
Confronto con aspettative d’inflazione in Italia
Per il momento, possiamo azzardare che il prossimo BTp decennale offrirà una cedola in area 4%. Al netto dell’imposta, il 3,50%. Si confronta con il 3,13% effettivo netto offerto dall’attuale “benchmark”, dato che si ottiene rapportandone la cedola netta alla quotazione di mercato. Dunque, si prospetta per le famiglie italiane un investimento a lungo termine più redditizio nel corso degli anni. A differenza del bond già in circolazione, infatti, quel 3,50% netto ipotizzato arriverebbe interamente dallo stacco periodico delle cedole e non bisognerebbe attendere la scadenza per realizzare la plusvalenza.
Dicevamo, prima è importante capire il rendimento reale di un investimento come nel nuovo BTp decennale. Se l’inflazione italiana salisse sopra il rendimento nominale, va da sé che il capitale ne risulterebbe eroso. Possiamo misurare le aspettative d’inflazione, che già di per sé non sono un oracolo, attraverso i bond indicizzati come i BTp Italia. Il problema è che la scadenza più lunga sin qui emessa è quella di giugno 2032, dunque con durata residua di poco superiore ai 6 anni. Ad ogni modo, arrangiandoci otteniamo che rende oggi l’1,51% reale contro il 3,55% del bond del Tesoro di pari durata e cedola fissa.
Opportunità e rischi dal conflitto in Medio Oriente
La differenza di oltre il 2% corrisponde all’inflazione attesa per l’Italia nella media dei prossimi 6 anni.
Era in area 1,40% prima che iniziasse la guerra in Iran. Cosa ancora più importante, essa supera il target del 2% fissato dalla Banca Centrale Europea. Un rialzo dei tassi di interesse a fine aprile sta diventando ormai quasi una certezza. Ciò sta impattando particolarmente sulle scadenze medio-brevi. Resta il fatto che, anche alla luce di questi dati, l’investimento nel nuovo BTp decennale si mostrerebbe remunerativo in termini reali. A patto, chiaramente, di evitare ulteriori cattive sorprese nel prossimo futuro.
E se l’inflazione scendesse, anziché continuare a salire, beneficiando della riapertura dello Stretto di Hormuz da qui alle prossime settimane, un investimento a lungo termine sul mercato obbligazionario in questa fase si rivelerebbe una scelta azzeccata, in un certo senso fortunata. Anche senza attendere il nuovo BTp decennale, basterebbe inserire in portafoglio quello attuale, che costa ben meno del suo valore nominale e con una cedola medio-alta. Una scelta non priva di rischio per le ragioni che abbiamo sopra esposto.
giuseppe.timpone@investireoggi.it