All’asta dei titoli di stato a medio-lungo termine ci sarà anche il BTp a 7 anni, scadenza 15 giugno 2033 (ISIN: IT0005704868). Il Tesoro offrirà mercoledì 13 maggio la terza tranche per un importo di 2,75-3,25 miliardi di euro. La prima emissione risale a meno di un mese fa ad un prezzo di aggiudicazione di 98,86 centesimi. Venerdì scorso, questo titolo aveva chiuso le contrattazioni sul mercato secondario a 99,39 centesimi, cioè sempre sotto la pari, anche se in risalita rispetto al suo debutto. Per contro, il rendimento lordo è leggermente sceso dal 3,51% iniziale al 3,42%.
BTp 2033: cedola corta a giugno
Ricordiamo che il BTp 2033 stacca cedola annuale lorda del 3,30%, cioè dell’1,15% ogni sei mesi. Il prossimo 15 giugno, tuttavia, ci sarà lo stacco di una prima cedola corta dello 0,553022%. Essa sarà riferita a soli 61 giorni di possesso su un semestre di 182 giorni. Sapendo che l’inflazione italiana scontata dal mercato per la media dei prossimi sette anni sia di circa il 2%, questo bond offre la prospettiva di un rendimento netto reale positivo.
Volatilità geopolitica impatta su inflazione
Ecco perché può essere interessante adocchiare il BTp 2033 nell’occasione di questa seconda asta aperta al pubblico. L’investimento può servire a mettere a frutto i propri risparmi tutelandosi dalla perdita del potere di acquisto. Il rischio che l’inflazione effettiva risulti superiore alle previsioni esiste. C’è molta volatilità in questa fase sul piano geopolitico. Questa settimana si apre con il respingimento dell’accordo USA da parte dell’Iran e viceversa. Il prolungamento della chiusura di Hormuz farà restare i prezzi di petrolio e gas alti più di quanto auspicato solo venerdì scorso.
E ciò impatterà sull’inflazione.
In un contesto così imperscrutabile, il suggerimento migliore è di non esporsi in maniera massiccia alle scadenze lunghe. Esse offrono rendimenti all’apparenza elevati, ma che potrebbero nel prossimo futuro aumentare ulteriormente. Se così avvenisse, i loro prezzi scenderebbero e l’investitore si ritroverebbe in portafoglio un titolo svalutato e possibilmente con rendimento reale negativo. Il BTp 2033 presenta, attualmente, una duration modificata di 6,16 anni. Significa che tende a deprezzarsi/apprezzarsi di oltre il 6% quando il rendimento sale/scende dell’1%.
Prudenza d’obbligo, ma rischio limitato
Per una famiglia italiana questi sono livelli quasi al limite. Esporsi su bond con duration ancora maggiore può rientrare in una strategia d’investimento aggressiva, ma esposta al rischio tassi. All’asta supplementare del 14 maggio sarà riservata agli “Specialisti in titoli di stato” un’offerta extra fino a 650 milioni di euro. Chissà se ci sarà il loro interesse e in quale misura! Per il mercato retail la prudenza è d’obbligo, sebbene il BTp 2033 resti una scadenza non eccessivamente lunga e con rischio limitato.
giuseppe.timpone@investireoggi.it