Se siete a caccia di strategie per investire nei bond per massimizzare il rendimento o la stabilità, non siete i soli a frastornarvi su quale possa risultare la più conveniente rispetto al vostro obiettivo. Siamo entrati in un periodo per certi versi imperscrutabile e la cui unica garanzia sembra essere l’incertezza. Se oggi l’ultimatum all’Iran posto dagli Stati Uniti di Donald Trump servisse a sbloccare la situazione – e più concretamente Hormuz – da domani sui mercati si aprirebbero scenari più favorevoli al rischio e al mercato obbligazionario più nello specifico. Viceversa, la condizione di quest’ultimo si farebbe più difficile.
Strategie sui bond: Barbell o “scala”
Per investire nei bond esistono diverse strategie che gli addetti ai lavori utilizzano. Una è nota come Barbell, che possiamo così riassumere: l’investitore inserisce nel suo portafoglio scadenze a medio-breve e a lungo termine, scartando le scadenze medie. In pratica, si concentra sulle estremità della curva. Ad esempio, compra BTp a 1-2-3 anni e a 30-50 anni. Perché? In un contesto di tassi di interesse attesi in calo, i rendimenti brevi sono ancora elevati, ma i bond lunghi garantiscono una prospettiva di guadagno in conto capitale elevata.
La strategia Barbell mette insieme, quindi, la necessità di incassare cedole oggi e di guadagnare nel tempo sfruttando i movimenti del mercato. Infatti, quando i rendimenti scendono, i prezzi salgono. E le scadenze lunghe, avendo una duration elevata, tendono ad apprezzarsi più velocemente a parità di rialzo.
Una strategia opposta si chiama “a scala” o “ladder”. Essa consiste nell’acquistare bond lungo l’intera curva delle scadenze.
Man mano che un bond viene rimborsato, l’investitore ottiene liquidità da potere investire eventualmente in scadenze più lunghe. E così via. Questo è un buon modo di guadagnare in un mercato con attese rialziste sui tassi di interesse. In effetti, avrebbe poco senso comprare solo scadenze corte, visto che di lì a breve renderebbero di più. E ancora meno comprare scadenze lunghe, che andrebbero incontro a grosse perdite in conto capitale.
Tassi di interesse attesi in rialzo
Il problema di questa fase è capire se ci avviamo nell’uno o nell’altro scenario. La guerra in Iran ha picconato ogni riferimento possibile. Le strategie sui bond sono saltate. Il mercato prezza per l’Eurozona fino a più di tre rialzi dei tassi di interesse entro l’anno. La ragione è semplice: il caro energia sta già facendo salire l’inflazione e la Banca Centrale Europea dovrà aumentare il costo del denaro forse già a fine mese. Tuttavia, lo stesso mercato vede i tassi leggermente in calo nel 2027. Un po’ darebbe per scontata la fine della guerra e un po’ anche l’effetto depressivo sui prezzi al consumo di una possibile recessione europea.

Scenario bellico incerto, alta volatilità sui mercati
E se la guerra finisse stasera? A quel punto, Hormuz riaprirebbe al transito delle petroliere e l’energia inizierebbe a scendere di prezzo.
La temuta inflazione si risolverebbe in una “fiammata” di breve periodo. I tassi di interesse sul piano globale o resterebbero fermi o sarebbero aumentati di poco dalle banche centrali. I prezzi dei bond tornerebbero a salire, probabilmente più sul tratto medio-breve, ossia quello maggiormente colpito dalle tensioni di queste settimane.
Ed ecco che entrambe le suddette strategie possono risultare positive per investire nei bond. Certo, prudenza vuole che oggi assegniamo maggiore considerazione al modello a scala. Dovendo scegliere con la pistola alla tempia quale tra i due scenari appare più probabile, risponderemmo quello inflazionistico. Dunque, avrebbe più senso puntare su scadenze progressive e mantenere per il momento la duration su livelli contenuti (4-5 anni al massimo). Ma tra qualche giorno potremmo dovere smentire noi stessi. E non perché siamo lunatici, bensì per la volatilità che si respira sui mercati, riflesso di una geopolitica divenuta anch’essa priva di punti di riferimento. Basta ascoltare un discorso di Trump poche ore dopo uno suo precedente.
giuseppe.timpone@investireoggi.it