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Bond Giappone a 20 anni, domanda record: cosa sta dicendo davvero il mercato

L'asta del bond a 20 anni in Giappone è andata così bene da lasciare sorpresi in una fase di pessimismo globale sulla ripresa dell'inflazione
14 Aprile 2026
Asta bond del Giappone a 20 anni
Asta bond del Giappone a 20 anni © Investireoggi.it

Il Giappone ha emesso poche ore fa 700 miliardi di yen (circa 3,74 miliardi di euro) attraverso un bond a 20 anni. La notizia che sta facendo il giro delle sale finanziarie internazionali è che l’asta sia andata fin troppo bene. Gli ordini sono stati di 4,82 volte più elevati dell’importo offerto, in decisa risalita dalle 3,25 volte di marzo e ben sopra la media di 3,27 negli ultimi 12 mesi. E’ stato il rapporto più alto dal 2019, cioè da prima del Covid. Certo, il rendimento esitato è stato anch’esso più alto della volta precedente: 3,30% contro 3,135%. Un fatto accettabile, visto il contesto globale.

Bond del Giappone: rendimenti in calo

Dopo che i risultati dell’asta sono stati diffusi, il bond a 20 anni del Giappone sul mercato secondario scendeva di rendimento dello 0,09%. Anche altre scadenze hanno chiuso con prezzi in rialzo e rendimenti in calo: il decennale è passato dal 2,47% al 2,42%. Il fatto curioso è che tutto questo sia avvenuto proprio in un momento in cui gli investitori guardano con timore alle obbligazioni. Con la crisi energetica esplosa a causa della guerra tra USA e Iran, c’è il serio rischio che l’inflazione rialzi la testa.

Le banche centrali interverranno molto presto ad alzare i tassi di interesse e già questo scenario ha portato a un aumento dei rendimenti sovrani e degli spread lungo le curve.

Cauto ottimismo su guerra in Iran

Come si spiega il grande successo del bond a 20 anni del Giappone in asta? Malgrado il negoziato tra Washington e Teheran sia fallito al suo primo round, le trattative proseguono anche con il blocco navale americano a Hormuz.

Il presidente Donald Trump ha assegnato fino al 27 del mese come scadenza massima per trovare un accordo. Insomma, lo stretto potrebbe riaprire al transito delle navi entro fine mese. Proprio il giorno successivo al nuovo ultimatum si riunisce la Banca del Giappone. Le probabilità che alzi i tassi di interesse sono stimate minoritarie e quasi dimezzate rispetto al venerdì scorso.

Inflazione nipponica in calo fino a febbraio

D’altronde, l’inflazione nipponica è scesa all’1,3% a febbraio, ai minimi da maggio 2022. Era al 3% nell’ottobre scorso, mese in cui s’insediava al governo la premier Sanae Takaichi. E’ stata proprio la sua politica dei sussidi a ridurre gli aumenti tendenziali dei prezzi, anche se a costo di gravare ulteriormente sul bilancio statale già oberato da un debito sopra il 235% del Pil. Ma questa è una foto ormai vecchia. Già con i dati di marzo si avranno i primi segnali dell’impatto della guerra in Iran. E il cambio con il dollaro resta nelle vicinanze di 160, rendendo a sua volta care le importazioni dall’estero.

Inflazione del Giappone
Inflazione del Giappone © License Creative Commons

Bond del Giappone lunghi possibile opportunità

Dunque, l’ottimismo degli investitori per il bond del Giappone all’asta si spiega in molto variegato. Serpeggia la convinzione tra molti che il peggio sia già stato prezzato e che la razionalità spingerà le parti a negoziare un accordo di pace.

L’Iran rischia altrimenti la distruzione e gli USA la crisi economica sotto elezioni. Ma è anche vero che i rendimenti ventennali a Tokyo sono saliti ai livelli più alti dal 1997. In un certo senso, bisogna approfittare di numeri a loro modo di essere storici. Un’intera generazione di investitori dentro e fuori il Giappone non aveva conosciuto mai rendimenti così alti, addirittura doppi o tripli rispetto all’inflazione attuale per le lunghe scadenze.

Rendimento a 20 anni del Giappone
Rendimento a 20 anni del Giappone © License Creative Commons

Infine, bisogna considerare un dato sul quale ci siamo concentrati più volte in questi mesi. L’inflazione alimentata da un evento geopolitico tende ad essere una dinamica di breve o medio periodo al massimo. Se contrastata tempestivamente e con efficacia, negli anni i suoi effetti vanno a diradarsi fino a svanire. Non a caso, i rendimenti lunghi hanno reagito con minore virulenza alla guerra in Iran. Il bond a 20 anni del Giappone, quindi, sarebbe considerato sufficientemente remunerativo da dover essere comprato nella prospettiva che la crisi rientri e che tra qualche tempo in tanti si fregheranno le mani per non averlo inserito in portafoglio. Agli stranieri converrebbe scommetterci anche nell’ottica di un cambio dello yen in ripresa nel lungo periodo.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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