La rottamazione-quinquies entra nella fase decisiva. Con la scadenza fissata al 30 aprile 2026, cresce l’attenzione sul numero di contribuenti che presenteranno la domanda di adesione. Il punto è che, ad oggi, non risulta ancora diffuso un dato ufficiale sul totale delle istanze già inviate attraverso i canali dell’Agenzia delle entrate-Riscossione. Le informazioni pubbliche confermano l’apertura della procedura e il termine ultimo per aderire, ma non riportano ancora un conteggio aggiornato delle richieste ricevute.
In assenza di numeri ufficiali, per capire quale potrà essere il risultato finale bisogna guardare a due elementi: il confronto con le precedenti definizioni agevolate e il perimetro effettivo della nuova misura.
Da qui nasce una nostra stima ragionata soprattutto in questi ultimi giorni prima della chiusura dei termini.
Rottamazione quinquies: nessun dato ufficiale sulle domande già presentate
Il primo punto da chiarire è semplice: al 14 aprile 2026 (oggi), a poco più di 2 settimane alla scadenza della domanda di adesione alla rottamazione quinquies, non c’è ancora un numero pubblico ufficiale delle domande presentate. Sul sito dell’Agenzia delle entrate-Riscossione sono pubblicate le istruzioni operative, i requisiti e la scadenza del 30 aprile 2026 per aderire, ma non compare un aggiornamento statistico sulle adesioni già trasmesse.
Questo significa che chi oggi cerca un dato preciso sul numero delle istanze depositate non trova ancora una comunicazione ufficiale consolidata. Per contribuenti, operatori del settore ed altri addetti ai lavori, il riferimento resta, dunque, il quadro normativo e operativo, senza però un contatore che consenta di capire in tempo reale quante persone abbiano già deciso di aderire.
Il confronto con la rottamazione-quater
Per costruire una previsione, il paragone inevitabile è con la rottamazione-quater.
In quel caso, Agenzia delle entrate-Riscossione ha indicato in circa 3,8 milioni le domande presentate entro la finestra prevista dalla misura. Quel dato rappresenta oggi il principale termine di confronto per valutare quale possa essere l’ordine di grandezza della nuova definizione agevolata.
Tuttavia, immaginare che la quinquies possa replicare gli stessi numeri sarebbe azzardato. La quater aveva, infatti, una capacità di attrazione molto più ampia, sia per la struttura della misura sia per la platea potenziale dei debiti coinvolti. È, quindi, utile usare quel precedente come base storica, ma senza dare per scontato che il nuovo provvedimento possa raggiungere risultati analoghi.
Perché la quinquies potrebbe fermarsi molto più in basso
La ragione principale per cui gli osservatori si aspettano numeri inferiori rispetto alla quater sta nel fatto che la rottamazione-quinquies ha un perimetro più ristretto. La misura riguarda soprattutto carichi legati a omessi versamenti emersi dalle dichiarazioni, dai controlli automatici e formali, oltre ad alcune partite contributive. In altre parole, non si tratta di una sanatoria estesa in modo generalizzato a tutte le tipologie di debiti.
Questo restringimento ha un effetto diretto sulla platea dei possibili aderenti. Meno posizioni ammesse significa, con ogni probabilità, anche meno domande finali. Per questo motivo, la previsione più prudente è che il totale delle istanze della quinquies si collochi sotto il livello raggiunto dalla rottamazione-quater.
Va poi considerato un altro aspetto: nelle definizioni agevolate una parte importante delle adesioni tende spesso a concentrarsi negli ultimi giorni utili. Di conseguenza, il dato finale può crescere rapidamente a ridosso della scadenza, ma senza necessariamente cambiare l’ordine di grandezza atteso.
La stima più plausibile per la rottamazione quinquies
Sulla base del confronto storico e del perimetro più selettivo della misura, la stima oggi per noi più ragionevole colloca il totale finale delle domande della rottamazione-quinquies in una forchetta compresa tra 1 e 2 milioni. All’interno di questo intervallo, la fascia ritenuta più credibile è tra 1,2 e 1,8 milioni, con un valore centrale attorno a 1,5 milioni di istanze. Si tratta di una previsione, non di un dato ufficiale, ma è il numero che oggi appare più difendibile alla luce delle informazioni disponibili.
A suggerire prudenza contribuisce anche il dibattito istituzionale sulle sanatorie fiscali degli ultimi anni. L’Ufficio parlamentare di bilancio ha osservato che i risultati delle definizioni agevolate recenti, soprattutto sul fronte degli incassi, sono stati inferiori alle attese. È un elemento che non misura direttamente il numero delle domande, ma che invita comunque a non confondere le adesioni formali con l’effettiva riuscita economica dell’operazione.
Solo il dato finale che sarà diffuso dopo il 30 aprile 2026 potrà dirci se la nostra stima sia stata azzeccata o si discosti di gran lunga da quanto anzidetto.
Riassumendo
- Rottamazione-quinquies: ancora nessun dato ufficiale sulle domande già presentate.
- La domanda di adesione può essere inviata online fino al 30 aprile 2026.
- Per stimare le adesioni, il confronto principale resta la precedente rottamazione-quater.
- La quater aveva raccolto circa 3,8 milioni di domande complessive.
- La quinquies ha un perimetro più ristretto e una platea potenziale più limitata.
- Stima finale plausibile: tra 1 e 2 milioni, con centro a 1,5 milioni.