Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 03 Giu, 2026

Bitcoin meglio dell’oro con la guerra in Iran: cosa succede al mercato globale?

La performance di Bitcoin supera quella dell'oro da quando è iniziata la guerra in Iran, un andamento che ha sorpreso gli analisti.
15 Marzo 2026
Bitcoin e oro a confronto con guerra in Iran
Bitcoin e oro a confronto con guerra in Iran © Investireoggi.it

Con lo scoppio della guerra in Iran, avremmo scommesso che l’oro sarebbe volato verso nuovi massimi storici e che per il mercato delle criptovalute come Bitcoin sarebbero arrivati tempi ancora più duri. E’ sorprendente verificare a distanza di due settimane come le cose siano andate per il verso opposto. Il metallo giallo sfiorava i 5.280 dollari l’oncia all’inizio del conflitto, mentre questo venerdì quotava sotto 5.100 dollari. Viceversa, il token digitale più popolare al mondo valeva meno di 65.700 dollari e l’altro ieri saliva a circa 72.300 dollari. A seguito di questo andamento dicotomico e contrario alle previsioni, il rapporto tra i prezzi di Bitcoin e oro risultava salito nel frattempo da 12,8 a 14,2.

Serve il 10% di once in più rispetto al 28 febbraio scorso per acquistare un gettone digitale.

Rapporto tra prezzi di Bitcoin e oro
Rapporto tra prezzi di Bitcoin e oro © License Creative Commons

Bitcoin vs oro

Le deboli quotazioni dell’oro si devono essenzialmente a due fattori. Il primo è che il dollaro si è rafforzato contro le altre valute mondiali in media di circa il 3% dall’inizio della guerra. E poiché il metallo viene pagato nella divisa americana, risente negativamente del suo apprezzamento. La domanda tende a ridursi per via dell’aumento dei costi per gli acquirenti non americani. E i rendimenti obbligazionari sono saliti, facendo più concorrenza a un tipico asset senza cedola. Ad esempio, il Treasury a 10 anni offre lo 0,30% in più, che a scadenza implica intorno al 3% complessivo in più per l’investitore. E sommando anche la risalita del dollaro sul mercato dei cambi, questo “safe asset” garantisce al momento un valore del +6% rispetto a un paio di settimane fa.

Da notare anche che il caro petrolio sta riducendo l’appeal del comparto IA in borsa, a causa dei maggiori costi per sostenere la creazione dei data center. E questi si alimentano di semiconduttori, di cui oro e argento sono componenti. Infine, le banche centrali hanno bisogno di accantonare maggiori riserve di dollari in questa fase, al fine di fronteggiare i più alti costi di importazione dell’energia. E ciò sottrae domanda all’oro.

In teoria, anche Bitcoin risentirebbe negativamente dei più alti rendimenti obbligazionari e del clima di avversione al rischio. Ma è anche vero che fosse un asset già quasi dimezzatosi dai massimi raggiunti nell’ottobre scorso. Al contrario, il metallo viaggia pur sempre a ridosso dei suoi record storici. Ed è altresì possibile che il mercato si stia mettendo a caccia di asset sfuggenti alla manipolazione delle banche centrali come azioni e obbligazioni. Se gli investitori istituzionali stanno riducendo gli acquisti di oro, i retail fiuterebbero l’opportunità di riposizionarsi in vista di una possibile ripresa globale dell’inflazione.

Dubbi su rialzo dei tassi, ma crescono i debiti

Le criptovalute sono nate con la promessa di difendere il potere di acquisto dei capitali, ma hanno sofferto ogni volta che si è prospettata una stretta monetaria per arrestare l’inflazione. Il fatto è che per il momento appare complicato alzare i tassi di interesse con i governi intenti ad aumentare le spese militari e a sostenere le rispettive economie. Lo scenario che si presenta davanti è più simile a quello di un mix di stagflazione e stimoli fiscali, anziché uno caratterizzato da rialzo dei tassi e conti pubblici in ordine. Benzina per Bitcoin, che può ancora una volta attirare i capitali di coloro che fuggono da bassi rendimenti reali e bolle finanziarie. L’oro stesso beneficerebbe di un simile contesto, anche se per il momento graverebbe su di esso più che altro la prudenza degli istituti centrali.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
Il suo motto è “Il lettore al centro grazie a una corretta informazione”; ogni suo articolo si pone la finalità di accrescerne le informazioni, affinché possa farsi un'idea dell'argomento trattato in piena autonomia.

cessione quinto sulla pensione
Articolo precedente

Cessione del quinto sulla pensione: debito cancellato con il decesso? Ecco la risposta

Naspi disoccupati dimissioni
Articolo seguente

Troppe assenze sul lavoro e addio Naspi: le dimissioni di fatto e le ultime novità