La cessione del quinto sulla pensione rappresenta una delle forme di finanziamento più diffuse tra i pensionati italiani. Si tratta di un sistema di prestito disciplinato da norme molto precise e presenti nell’ordinamento da oltre settant’anni. La regolamentazione principale si trova nel D.P.R. n. 180/1950, che stabilisce i criteri fondamentali di funzionamento.
Nonostante sia uno strumento consolidato nel mercato del credito, molti pensionati conoscono soltanto gli aspetti più generali e ignorano alcune regole importanti che riguardano la restituzione, l’eventuale estinzione anticipata e le conseguenze nel caso di morte del titolare del prestito. Comprendere questi elementi consente di valutare con maggiore consapevolezza la cessione del quinto sulla pensione e le condizioni contrattuali previste.
A tal proposito, è giunto in redazione un quesito.
Salve, mia mamma ha 70 anni e vorrebbe fare alcuni lavori di ristrutturazione sulla casa in cui vive. E’ pensionata. Per questi lavori, poiché non ha molta liquidità, vorrebbe procedere con la cessione del quinto sulla pensione della durata di 10 anni (se gli viene concesso) Cosa succede laddove mia madre dovesse venire a mancare prima dell’estinzione del debito? Saremo poi io e mia sorella, in quanto eredi, poi a risponderne?
Cessione del quinto sulla pensione: cos’è e come funziona
La cessione del quinto sulla pensione è un finanziamento personale destinato ai pensionati il cui rimborso avviene attraverso una trattenuta diretta sull’assegno previdenziale mensile. L’importo della rata viene prelevato dall’ente previdenziale, generalmente l’INPS, prima che la pensione venga accreditata al beneficiario.
La durata del prestito è definita al momento della stipula del contratto e può variare da 24 mesi fino a un massimo di 120 mesi, quindi fino a dieci anni.
Ciò dipende, fondamentalmente, dall’età del pensionato che fa la richiesta. Un’altra peculiarità è il tasso di interesse fisso, che resta invariato per tutta la durata del piano di rimborso.
La caratteristica principale di questo sistema è il limite massimo della rata, che, dunque, non può superare un quinto della pensione netta, cioè il 20% dell’importo mensile percepito. Proprio da questa percentuale deriva il nome dello strumento finanziario. Ad esempio, con una pensione netta di 1.200 euro, la rata massima trattenibile sarebbe di 240 euro al mese. In presenza di un piano di rimborso di 120 mesi, l’importo finanziabile potrebbe collocarsi indicativamente tra 17.000 e 22.000 euro, a seconda delle condizioni contrattuali. Se invece l’assegno pensionistico fosse pari a 1.800 euro netti, la rata massima arriverebbe a 360 euro mensili. Con la stessa durata decennale il capitale ottenibile potrebbe oscillare orientativamente tra 26.000 e 33.000 euro.
A differenza di molti altri prestiti personali, la cessione del quinto sulla pensione non richiede la presenza di garanti o fideiussori. Il motivo è legato alla modalità di pagamento: la rata viene trattenuta automaticamente alla fonte, riducendo il rischio di mancato rimborso per l’istituto finanziatore.
Estinzione anticipata e rimborsi previsti dalla legge
La normativa italiana riconosce al pensionato la possibilità di chiudere il finanziamento prima della scadenza.
Questo diritto è previsto dall’art. 125-sexies del Testo Unico Bancario (TUB), introdotto in attuazione della Direttiva europea 2008/48/CE sul credito ai consumatori. Chi ha stipulato una cessione del quinto sulla pensione può quindi decidere in qualsiasi momento di rimborsare il debito residuo, sia completamente sia in parte. Quando si procede con l’estinzione totale anticipata, il debitore ha diritto a recuperare:
- gli interessi non ancora maturati;
- la quota di premio assicurativo non utilizzata, calcolata in base al periodo residuo del contratto.
La finanziaria può applicare una penale, ma entro limiti stabiliti dalla legge. L’indennizzo massimo è pari all’1% del capitale rimborsato anticipatamente. Se alla scadenza del prestito mancano meno di dodici mesi, il limite scende allo 0,5%.
Per esempio, se un pensionato ha acceso una cessione del quinto sulla pensione della durata di dieci anni e decide di chiuderla dopo cinque anni, verranno restituiti gli interessi relativi ai cinque anni restanti e la quota assicurativa non utilizzata, al netto della eventuale indennità prevista dalla normativa.
Tutti i calcoli sono riportati nel piano di ammortamento, documento che la banca o la finanziaria deve fornire obbligatoriamente al momento della firma del contratto.
Cessione del quinto sulla pensione: il decesso prima dell’estinzione
Un elemento spesso poco considerato riguarda la tutela prevista nel caso in cui il pensionato muoia prima di aver terminato il rimborso del prestito. La legge stabilisce che ogni contratto di cessione del quinto sulla pensione debba essere accompagnato obbligatoriamente da una polizza assicurativa sul rischio vita. Non si tratta quindi di una copertura facoltativa ma di un requisito previsto dalla normativa.
Se il titolare del finanziamento viene a mancare prima della scadenza del contratto, l’assicurazione interviene pagando il debito residuo alla società finanziaria. Di conseguenza, gli eredi non sono tenuti a rimborsare il prestito. Il debito viene estinto completamente grazie alla polizza inclusa nel contratto.
Il costo di questa copertura assicurativa è già compreso nel TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), che deve essere indicato in modo chiaro nella documentazione informativa consegnata al pensionato prima della sottoscrizione.
Per questo motivo, la cessione del quinto sulla pensione viene considerata uno strumento di credito particolarmente regolamentato e strutturato, pensato per garantire sicurezza sia al pensionato sia agli eventuali familiari.
Pro e contro della cessione del quinto sulla pensione
In conclusione, la cessione del quinto sulla pensione presenta alcuni vantaggi evidenti: la rata è stabile perché il tasso resta fisso per tutta la durata del prestito, non sono richieste garanzie personali e il pagamento avviene automaticamente tramite trattenuta sulla pensione, riducendo il rischio di dimenticanze o ritardi. Inoltre, la presenza obbligatoria della polizza vita tutela gli eredi nel caso di decesso del pensionato prima della fine del finanziamento.
Tuttavia, esistono anche alcuni aspetti da valutare con attenzione. La trattenuta diretta riduce ogni mese l’importo della pensione disponibile e la durata può arrivare fino a dieci anni, vincolando a lungo l’assegno previdenziale. Per questo motivo la cessione del quinto sulla pensione può essere una soluzione utile in determinate situazioni, ma richiede sempre un’attenta valutazione delle condizioni economiche complessive.
Riassumendo
- Cessione del quinto sulla pensione: prestito con rata trattenuta direttamente dall’assegno previdenziale mensile.
- Normativa principale: D.P.R. 180/1950 con rata massima pari al 20% della pensione netta.
- Durata del finanziamento da 24 a 120 mesi con tasso fisso.
- Importo ottenibile dipende da pensione netta, età del pensionato e condizioni applicate.
- Estinzione anticipata possibile con rimborso interessi residui secondo art. 125-sexies TUB.
- Polizza vita obbligatoria: in caso di decesso il debito residuo non passa agli eredi.