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Oggi: 04 Giu, 2026

BCE nella trappola monetaria: tassi fermi mentre l’inflazione risale

La BCE si riunisce oggi per fare il punto sui tassi di interesse, si trova in una situazione di trappola monetaria tra inflazione e crescita.
30 Aprile 2026
BCE in trappola tra inflazione e crescita
BCE in trappola tra inflazione e crescita © Investireoggi.it

La Banca Centrale Europea (BCE) riunisce il suo board nella giornata di oggi per decidere nuovamente il da farsi sui tassi di interesse. E lo fa in una situazione che potremmo definire di “trappola monetaria”. Le attese sono per un costo del denaro invariato, a causa dell’elevata incertezza relativa all’andamento futuro dell’inflazione e dell’economia nell’Eurozona più in generale. Le tensioni geopolitiche nel Golfo Persico rimangono forti ed esposte a una volatilità delle posizioni in campo da rendere difficile ogni previsione.

BCE in trappola con rischio recessione

I dati certi sono che l’inflazione nell’area sia salita al 2,6% a marzo dall’1,9% di febbraio, sopra il target del 2% fissato dalla BCE e ai massimi da luglio 2024. Ad aprile andrà verosimilmente peggio, come sveleranno le stime Eurostat in tarda mattinata. Tuttavia, come dicevamo, l’istituto si trova in trappola: da un lato deve fronteggiare il carovita, dall’altro deve fare i conti con lo spettro di una recessione economica.

Inflazione nell'Eurozona
Inflazione nell’Eurozona © License Creative Commons

Peggiorano aspettative dei consumatori

In settimana, la BCE ha reso noti i risultati del sondaggio mensile condotto a marzo tra i consumatori e ha trovato un peggioramento delle loro aspettative su entrambi i fronti. Per quanto riguarda i 12 mesi passati, l’inflazione percepita è salita al 3,5% dal 3% di febbraio. Per i 12 mesi successivi, risulta esplosa da una media del 2,5% al 4%. E per i 3 anni successivi, passa dal 2,5% al 3%. Infine, in leggero rialzo anche sui 5 anni successivi, dal 2,3% al 2,4%.

Dato invariato sulle aspettative di consumo per i 12 mesi successivi a +1,2%.

Tuttavia, la spesa nominale è percepita in crescita dal 3,5% al 4,1% per l’anno seguente e ai massimi da maggio 2023. Allo stesso tempo, le aspettative sulla crescita economica nell’anno successivo sono peggiorate da -0,9% a -2,1%. E la disoccupazione è attesa in rialzo dal 10,8% all’11,3%. Sebbene si tratti solo di un sondaggio e non di una stima “scientifica”, la BCE ne deve tenere in debita considerazione. L’andamento dell’inflazione e la stessa efficacia della sua politica monetaria dipende dalle aspettative del mercato, ossia di famiglie, imprese, risparmiatori e investitori.

  • Inflazione percepita nei 12 mesi passati: da 3% a 3,5%
  • Inflazione percepita nei successivi 12 mesi: da 2,5% a 4%
  • Inflazione percepita nei successivi 3 anni: da 2,5% a 3%
  • Inflazione percepita nei successivi 5 anni: da 2,3% a 2,4%
  • Aspettative sui consumi nei successivi 12 mesi: +1,2% (invariato)
  • Aspettative sulla spesa nominale nei successivi 12 mesi: da +3,5% a +4,1% (max maggio 2023)
  • Aspettative sulla crescita economica nei successivi 12 mesi: da -0,9% a -2,1%
  • Aspettative sulla disoccupazione nei successivi 12 mesi: da 10,8% a 11,3%

Sfiducia sulla crescita con blocco di Hormuz prolungato

E quello che sta emergendo dalle rilevazioni mensili è che i consumatori sono più pessimisti su tutto: temono la ripresa dell’inflazione e il peggioramento dell’economia. Da cui la trappola in cui rischia di cadere la BCE. Se alza i tassi troppo presto, rischia di alimentare la sfiducia sulla tenuta della crescita. Se tarda a reagire all’inflazione, ottiene come risultato di generare aspettative ancora più elevate tra le famiglie e perdere il controllo della stabilità dei prezzi.

La realtà è che la BCE, così come le altre principali banche centrali, si tiene in attesa degli sviluppi a Hormuz. Fintantoché lo stretto non riapre al transito delle navi, petrolio e gas restano cari e ciò deprimerà consumi e produzione e al contempo alimenterà una spirale rialzista per i prezzi al consumo. Il presidente americano Donald Trump avrebbe invitato i suoi a tenersi pronti ad un “blocco prolungato”. Che si tratti di affermazioni tattiche per mettere pressione all’Iran o meno, la situazione sta sfuggendo seriamente di mano. Manca sul mercato globale un decimo del greggio estratto quotidianamente, così come buona parte del gas naturale liquido trasportato via mare.

Rischio di estate infernale tra stagflazione e rialzo dei tassi

L’estate rischia di trasformarsi in un inferno, non soltanto per i vacanzieri. Le compagnie aeree temono di restare a corto di carburante già tra un mese. Molti voli sono stati già cancellati e i biglietti rincarano. Gli spostamenti rischiano di diventare complicati e ciò non farebbe che impattare negativamente sul turismo e sull’intera economia europea. Poiché il mercato dà per certo un rialzo dei tassi BCE per giugno, per l’estate avremmo una situazione caratterizzata da costo del denaro e inflazione più alti, nonché economia in affanno.

BCE in trappola: inflazione su, crescita giù

La BCE vuole verificare passo dopo passo l’evoluzione dei fatti. Come interagirà lo shock economico sull’inflazione? Il caro energia da un lato aumenta il costo della vita, dall’altro deprime l’economia. Il confronto con il 2022 può avvenire solo parzialmente, perché allora il Pil continuò a rimbalzare dopo la caduta accusata in pandemia. E questa volta come andrà? Forse, peggio. Ecco perché Francoforte si sente in trappola e non vuole fare la mossa sbagliata. Resta in modalità “wait and see”, sebbene il costo dell’inazione può rivelarsi fatale per la sua credibilità dopo avere commesso lo stesso errore quattro anni fa.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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