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Oggi: 17 Feb, 2026

Assegno unico, allarme IA: profili inventati, carte attivate e prelievi a raffica

Identità create dall’IA, documenti falsi e assegno unico: una frode milionaria mostra il lato più pericoloso della tecnologia
2 settimane fa
3 minuti di lettura
truffa ia su assegno unico
Foto © Investireoggi

Un presunto sistema costruito su identità mai esistite e documenti non autentici avrebbe permesso di incassare indebitamente circa 1,4 milioni di euro legati all’Assegno unico e universale. Al centro dell’inchiesta ci sono quattro persone residenti in provincia di Foggia, indagate per truffa aggravata in concorso ai danni dello Stato. Il Tribunale di Foggia, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica di Foggia, ha convalidato un decreto di sequestro preventivo d’urgenza (sequestro anche per equivalente) su somme e beni riconducibili agli indagati.

L’esecuzione del provvedimento è stata affidata alla Guardia di Finanza (Comando provinciale Barletta-Andria-Trani), che ha “congelato” risorse per un valore complessivo vicino alla cifra contestata.

Il quadro ricostruito dagli investigatori descrive quindi una truffa IA su assegno unico. Una trfuffa capace di trasformare dati inventati in richieste di prestazione sociale, con un danno economico rilevante per le casse pubbliche.

Truffa IA su assegno unico: la ricostruzione

Il punto di partenza, secondo gli accertamenti, sarebbe l’uso di 59 nominativi femminili di nazionalità rumena. Donne che, stando agli investigatori, risultavano tutte inesistenti, ma formalmente presentate come madri con cinque o sei figli a carico. Proprio l’elevato numero di figli indicato nelle domande avrebbe permesso di ottenere importi più alti rispetto a nuclei con meno minori.

In questa fase spicca un elemento particolarmente delicato: gli inquirenti ipotizzano che volti e generalità possano essere stati creati con il possibile supporto dell’IA. Verifiche svolte anche con l’aiuto dei Carabinieri di Trinitapoli e con i canali di cooperazione internazionale avrebbero poi rafforzato la conclusione sull’inesistenza delle persone indicate. È qui che la vicenda assume i contorni di una truffa IA su assegno unico: non solo documenti irregolari, ma identità costruite “da zero”, rendendo più difficile l’intercettazione immediata del raggiro.

Il ruolo di anagrafe e Caf: residenze, carte d’identità e domande all’Inps

Le indagini, coordinate dalla Procura foggiana, sono partite da una segnalazione dell’INPS di Andria. Da quel primo input sarebbe emerso un presunto disegno con figure chiave. Tra gli indagati o coinvolti vengono citati un dipendente dell’anagrafe di un Comune e un dipendente di un Centro di assistenza fiscale (Caf).

Secondo la ricostruzione investigativa, il dipendente comunale avrebbe creato residenze anagrafiche senza preventiva istanza e avrebbe rilasciato 59 carte d’identità senza la presenza dei requisiti necessari. Su questo profilo, oltre alla truffa, viene contestata anche la falsità ideologica in atti pubblici (art. 479 c.p., in forma abbreviata). Una volta “regolarizzate” le identità sul piano formale, il passaggio successivo sarebbe stato l’inoltro delle richieste di prestazione: le domande assegno unico all’INPS sarebbero state presentate dal dipendente del Caf, riportando per ogni donna un nucleo familiare numeroso, con almeno cinque o sei figli.

In questa cornice, la truffa IA su assegno unico si configurerebbe come un percorso a tappe: prima si costruisce l’identità, poi si alimenta il profilo con elementi utili a dimostrare condizioni e requisiti, infine si chiede l’erogazione.

Per l’impianto accusatorio, tutto ciò avrebbe consentito di ottenere somme non dovute con modalità organizzate e ripetute nel tempo.

Truffa IA su assegno unico: l’IA utile, ma rischiosa

L’intelligenza artificiale è uno strumento che, in molti ambiti, può aiutare a velocizzare procedure, analizzare dati, migliorare servizi e semplificare attività quotidiane. Anche noi, ad esempio, abbiamo affrontato l’uso dell’Intelligenza artificiale nel fisco con l’intervista al dott. Tartaro (presidente ADC).

Tuttavia, la stessa tecnologia può diventare pericolosa se utilizzata per generare volti realistici, costruire profili fittizi o rubare identità, con l’obiettivo di colpire cittadini e famiglie. Proprio questo rischio appare centrale nel caso descritto dagli investigatori, che hanno ipotizzato l’uso dell’IA per dare “credibilità” a persone mai esistite, rendendo più efficace la truffa IA su assegno unico.

Dopo la creazione delle identità, sarebbe stata inserita un’ulteriore tassello: contratti di lavoro simulati presso due aziende agricole di Cerignola, così da attestare requisiti utili alla presentazione delle istanze. Il denaro, una volta erogato, sarebbe confluito su 59 carte PostePay intestate alle donne inesistenti, con prelievi periodici effettuati presso sportelli Postamat. Gli investigatori indicano una media di circa 2.300 euro al mese per ciascun nucleo fittizio. Durante alcune operazioni di prelievo, due presunti complici sarebbero stati osservati e identificati.

Sul fronte delle misure patrimoniali, il sequestro preventivo ha riguardato disponibilità liquide, immobili e beni mobili. Nel corso delle perquisizioni risultano sequestrati dieci immobili, un’autovettura, denaro contante, 92 conti correnti, oggetti in oro e altri beni ritenuti di valore. In sintesi, per gli inquirenti si tratta di una truffa IA su assegno unico strutturata, con più passaggi e più strumenti, culminata nel blocco di un patrimonio ritenuto collegato alle somme indebitamente percepite.

Riassumendo

  • Sequestro preventivo da 1,4 milioni per truffa aggravata sull’Assegno unico universale.
  • Quattro indagati avrebbero creato 59 identità femminili inesistenti con figli fittizi.
  • Ipotesi uso dell’intelligenza artificiale per generare volti e generalità credibili.
  • Coinvolti un dipendente comunale e uno di Caf per documenti e domande Inps.
  • Contratti agricoli simulati e carte PostePay usate per incassare circa 2.300 euro mensili.
  • Sequestrati immobili, conti correnti, contanti, oro e altri beni di valore.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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