2 giugno, Festa di una Repubblica fondata sul debito. La montagna accumulata dallo stato italiano sfiorava a marzo i 3.160 miliardi di euro contro un Pil a fine 2025 di 2.158 miliardi. Per i cittadini-contribuenti il rischio di dover pagare tasse sempre più alte per ricevere servizi sempre più scarsi. Per l’investitore l’opportunità di guadagnare puntando su titoli appetibili come lo è da diversi punti di vista il BTp 2072 (ISIN: IT0005441883). Fino ad oggi, il bond sovrano tricolore più longevo sul mercato.
Vivere di rendita col BTp 2072
In questo articolo, proponiamo una lettura originale: come incassare 2.000 euro netti al mese investendo l’intero capitale a disposizione sul BTp a 50 anni. Guadagnare 24.000 euro all’anno senza lavorare, limitandosi a mettere a frutto il proprio investimento, sarebbe un sogno per molti italiani.
Quanto dovremmo esporci, però, sulla suddetta scadenza?
Il BTp 2072 si acquistava ieri per 59 centesimi scarsi e stacca una cedola al tasso fisso annuo lordo del 2,15%. Questo significa che tu spendi 590 euro per inserire in portafoglio un bond dal valore nominale di 1.000 euro e incassi ogni anno 18,81 euro netti di cedole. Il rendimento anno dopo anno è del 3,19% (18,81 / 590 euro) a cui si somma la plusvalenza alla scadenza, quando lo stato ci rimborserà 1.000 euro, cioè 410 euro in più dell’importo effettivamente speso.

Investimento effettivo richiesto
Per il momento, ignoriamo quest’ultimo dato, visto che dovremmo attendere altri 46 anni e 3 mesi per realizzare la suddetta plusvalenza. Limitiamoci a calcolare l’esatto capitale necessario per potere portare a casa un’entrata netta di 2.000 euro mensili o 24.000 euro annui.
Il calcolo è semplice. Poiché il rendimento netto è del 3,19%:
- 24.000 / 0,0319 = 752.351 euro
Pertanto, dobbiamo acquistare BTp 2072 per un importo nominale pari a poco più di 1.275.000 euro, visto che l’importo di cui sopra è pari al 59% del valore rimborsato alla scadenza. Manca ancora un dato: l’imposta di bollo. Pesa per lo 0,2% all’anno e riduce il rendimento netto al 2,99%. Ricalcolando il tutto, ecco il risultato:
- 24.000 / 0,0299% = 802.676 euro
Si tratta di un esito più alto di quello sopra trovato avendo riguardo del solo rendimento netto. Bisognerebbe, quindi, acquistare titoli per un controvalore nominale di poco superiore a 1.360.000 euro. Come possiamo ben comprendere, non è da tutti disporre di una somma così elevata. Oltre 800.000 euro equivale a qualcosa come 24 annualità di stipendio medio e a 7 volte la ricchezza media individuale. Già questa constatazione ci porta ad escludere gran parte della popolazione dalla possibilità di vivere di rendita, perlomeno investendo solo in titoli di stato.
Rischio inflazione
E anche chi disponesse di tanta liquidità, non è detto che avrebbe senso la investa per intero in un BTp 2072. Anzitutto, perché potrebbe porsi un obiettivo più alto di un rendimento netto di circa il 3%. Secondariamente, perché il mercato del reddito fisso espone al rischio di inflazione. Se questa fosse in media del 2%, tra una decina di anni i nostri 24.000 euro varrebbero quanto 19.688 euro di oggi. E tra venti anni il loro valore scenderebbe a 16.151 euro, tra trenta a 13.250 euro e alla scadenza ad appena 9.652 euro.
Plusvalenze possibili
E ammesso che con 2.000 euro oggi possiamo immaginare di vivere di rendita, di certo non sarebbe più così con la stessa cifra tra decenni. Ovviamente, nessuno ci impedisce di rivendere il BTp 2072 prima della scadenza per approfittare di un eventuale rialzo della quotazione. Certo, se tornasse alla pari come nell’anno di emissione del 2021, sarebbe un sogno per gli investitori. Guadagnerebbero subito quasi 490.000 euro netti di solo capitale. Si tratterebbe di mettere le mani su una rendita pari a circa 20 volte quella annuale ambita.
BTp 2072 molto speculativo
Tuttavia, le probabilità che ciò accada entro i prossimi anni sono molto basse. I titoli lunghi pagano le aspettative d’inflazione, in forte rialzo rispetto a quando il BTp 2072 debuttò sul mercato. Possiamo tutt’al più sperare in un apprezzamento parziale. Un calo del rendimento dell’1%, ad esempio, spingerebbe la quotazione in area 72 centesimi con annessa plusvalenza netta di 160.000 euro sulla cifra investita sopra ipotizzata. L’alta “duration” del titolo, di quasi 23 anni, rende il bond altamente speculativo. E sarebbe questa la vera ragione alla base di investimenti concentrati su titoli lunghi come questo.
giuseppe.timpone@investireoggi.it