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Ultime dichiarazioni fiscali presentate: chi paga e chi cresce in Italia

Le dichiarazioni fiscali presentate nel 2025 svelano redditi, divari e nuove tendenze tra Irpef, partite Iva, forfettari e affidabilità fiscale.
2 Giugno 2026
dichiarazioni fiscali 2025
Foto © Investireoggi

Le dichiarazioni fiscali presentate nel 2025 offrono una visione ampia del Paese economico e tributario. Dai dati riferiti al periodo d’imposta 2024 emerge un sistema composto da milioni di contribuenti, con differenze marcate tra lavoratori dipendenti, pensionati, autonomi, imprese individuali e titolari di partita Iva.

Il quadro, evidenziato dal MEF (Ministero Economia e Finanza) non riguarda solo numeri e percentuali, ma aiuta a capire come si distribuiscono redditi, imposte e attività produttive. I riferimenti principali restano il Tuir, D.P.R. 917/1986, le regole sugli adempimenti del D.P.R. 322/1998 e, per gli Isa, l’art. 9-bis del D.L. 50/2017.

Dichiarazioni fiscali presentate nel 2025: il peso dei contribuenti Irpef

La platea Irpef conferma dimensioni molto rilevanti.

I contribuenti interessati sono circa 42,8 milioni. Una parte ha trasmesso una dichiarazione vera e propria, tramite Modello 730 o Modello Redditi Persone Fisiche. Un’altra parte risulta, invece, censita attraverso la Certificazione unica predisposta dal sostituto d’imposta.

Il modello 730 resta lo strumento più utilizzato, soprattutto da lavoratori dipendenti e pensionati. Il suo successo dipende dalla maggiore semplicità e dal collegamento diretto con rimborsi e trattenute in busta paga o pensione. Il modello Redditi PF riguarda situazioni più articolate, spesso legate a lavoro autonomo, impresa, redditi esteri o altre posizioni non gestibili con il 730.

Il dato complessivo mostra che la maggioranza dei redditi dichiarati deriva da lavoro dipendente e pensione. Solo una quota più contenuta proviene da attività d’impresa, arti e professioni. Questo elemento è importante anche sul piano fiscale, perché le diverse categorie reddituali seguono regole differenti secondo il Tuir.

Partite Iva, regimi agevolati e redditi dichiarati

Tra i titolari di partita Iva che hanno presentato dichiarazione per il 2024, il numero si colloca intorno a 3,8 milioni.

Si registra un lieve aumento rispetto all’anno precedente. Dentro questa platea convivono realtà molto diverse: imprenditori individuali, professionisti, lavoratori autonomi, agricoltori e soggetti che applicano regimi fiscali semplificati.

Una quota significativa utilizza regimi agevolati. Il regime forfettario, disciplinato dalla Legge n. 190/2014, continua ad avere un ruolo centrale. Il suo appeal dipende dalla tassazione sostitutiva, dagli adempimenti ridotti e da un meccanismo di determinazione del reddito meno complesso rispetto al regime ordinario. Proprio per questo coinvolge molti piccoli operatori economici.

Le dichiarazioni fiscali presentate nel 2025 evidenziano anche andamenti differenti nei redditi. Cresce in modo netto il reddito agricolo, mentre il forfettario mostra un incremento più moderato. Il lavoro autonomo resta caratterizzato da valori medi più elevati rispetto ad altre categorie, ma il confronto va letto con prudenza: contributi previdenziali, costi, struttura dell’attività e modalità di calcolo incidono molto sul risultato finale.

Iva e Isa: segnali diversi tra settori e territori

Sul fronte Iva emerge una lieve flessione nel numero delle dichiarazioni e nel volume d’affari complessivo. Non tutti i comparti, però, seguono la stessa direzione. Alcuni settori mostrano rallentamenti, come costruzioni ed energia, mentre il commercio segnala un andamento più favorevole.

Gli Isa, cioè gli indici sintetici di affidabilità fiscale previsti dall’art.

9-bis del D.L. 50/2017, interessano milioni di operatori economici. Servono a misurare la coerenza e l’affidabilità dei contribuenti rispetto alla loro attività. Non sono semplici pagelle, ma strumenti che incrociano dati contabili e strutturali.

Per il 2024 la platea Isa risulta leggermente più bassa, ma cresce la quota di soggetti con punteggi elevati. Quasi la metà raggiunge livelli pari o superiori a 8. Questo dato segnala un miglioramento generale dell’affidabilità fiscale, con possibili effetti positivi anche per l’accesso ai benefici premiali previsti dalla normativa.

Dichiarazioni fiscali presentate nel 2025: considerazioni e valutazioni

Il quadro complessivo restituisce un sistema fiscale in movimento. Le dichiarazioni fiscali presentate nel 2025 mostrano una crescita dell’imposta netta Irpef e una distribuzione ancora molto concentrata del prelievo. Una parte ampia dei contribuenti versa poco o nulla per effetto di redditi bassi, detrazioni, bonus o imposte sostitutive.

Le addizionali regionali e comunali risultano in aumento, confermando il peso della fiscalità locale. Restano inoltre differenze territoriali evidenti: le aree del Nord mostrano in media risultati più alti, mentre Sud e Isole evidenziano segnali di recupero, pur partendo da livelli inferiori.

I dati pubblicati dal MEF descrivono un’Italia con redditi in crescita in alcune aree, un forte utilizzo dei regimi semplificati e una maggiore affidabilità fiscale tra molti operatori economici. La lettura dei numeri deve però restare attenta: dietro le medie ci sono categorie, territori e regole fiscali molto diverse.

Riassumendo

  • Le dichiarazioni fiscali presentate nel 2025 fotografano redditi, imposte e contribuenti italiani.
  • Il modello 730 resta lo strumento più usato da dipendenti e pensionati.
  • Le partite Iva crescono leggermente, con forte presenza del regime forfettario.
  • I redditi agricoli aumentano, mentre il forfettario registra una crescita più contenuta.
  • L’Iva mostra segnali diversi tra settori, con commercio in miglioramento.
  • Gli Isa indicano maggiore affidabilità fiscale per molti operatori economici.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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