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Modello 730/2026: detrazione rette RSA e case di riposo per anziani e invalidi

Si possono scaricare anche le spese della RSA nel modello 730 del 2026, ma attenti alle trappole, non tutto è detraibile.
31 Maggio 2026
730/2026 detrazioni e spese
Foto © Investireoggi

La badante rappresenta spesso una necessità per molte famiglie italiane che devono assistere un familiare anziano o invalido. Tuttavia, il costo dell’assistenza domiciliare può essere molto elevato. Lo stesso vale per le case di riposo e per le RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali), strutture che garantiscono cure e assistenza continuativa ma che comportano spese spesso difficili da sostenere.

Per molte famiglie questi costi rappresentano un ostacolo significativo. Esistono però alcune agevolazioni fiscali che consentono di alleggerire almeno in parte il peso economico sostenuto.

Tra queste rientra la possibilità di portare in detrazione alcune spese sostenute per il ricovero in RSA o in casa di riposo.

Vediamo quindi come funziona la detrazione delle rette RSA nel modello 730/2026.

Modello 730/2026: detrazione rette RSA e case di riposo per anziani e invalidi

Con il modello 730 è possibile recuperare una parte di numerose spese sostenute nell’anno precedente.

Tra gli oneri detraibili rientrano, per esempio:

  • le spese sanitarie;
  • le spese scolastiche;
  • gli abbonamenti ai mezzi pubblici;
  • gli interventi di ristrutturazione edilizia.

Anche alcune spese sostenute per il ricovero presso RSA e case di riposo possono essere indicate nella dichiarazione dei redditi.

Molti contribuenti stanno proprio in queste settimane predisponendo il modello 730/2026, relativo ai redditi e alle spese sostenute nel 2025.

Quando una famiglia non è in grado di assistere direttamente una persona anziana o un familiare con disabilità grave, è spesso costretta a ricorrere a soluzioni alternative. In alcuni casi si sceglie una badante, in altri una struttura residenziale come una casa di riposo o una RSA.

Si tratta però di servizi che comportano costi importanti. Ed è proprio per questo che la normativa fiscale prevede la possibilità di recuperare una parte delle spese sostenute attraverso la dichiarazione dei redditi.

Quali spese si possono scaricare nella dichiarazione dei redditi per RSA e case di riposo?

Per capire quali importi siano effettivamente detraibili è necessario distinguere le diverse componenti della retta.

In linea generale, le spese sostenute presso una RSA si dividono in due categorie principali:

  • spese sanitarie;
  • spese assistenziali e alberghiere.

Le prestazioni sanitarie sono normalmente coperte, in tutto o in parte, dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Le altre voci di costo, invece, restano generalmente a carico dell’assistito o della sua famiglia. Si tratta, per esempio, delle spese relative a:

  • vitto;
  • alloggio;
  • servizi alberghieri;
  • assistenza ordinaria non sanitaria.

Ai fini della detrazione fiscale è fondamentale questa distinzione.

Nel modello 730/2026 possono infatti essere portate in detrazione esclusivamente le spese di natura sanitaria rimaste effettivamente a carico del contribuente.

Le spese relative a vitto e alloggio, invece, non sono normalmente detraibili.

Modello 730/2026: quali detrazioni spettano per le rette RSA e case di riposo

Negli ultimi anni alcune pronunce giurisprudenziali hanno evidenziato come, in presenza di particolari patologie gravi o condizioni di non autosufficienza, anche alcune componenti normalmente considerate alberghiere possano essere ricondotte all’assistenza sanitaria.

Si tratta però di situazioni specifiche che richiedono valutazioni caso per caso.

In linea generale, per le famiglie che nel corso del 2025 hanno sostenuto spese presso una RSA o una casa di riposo, la detrazione fiscale riguarda esclusivamente la quota sanitaria indicata dalla struttura.

La detrazione spetta sia per le spese sostenute presso:

  • strutture pubbliche;
  • strutture private;
  • strutture convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale;
  • strutture private non convenzionate.

Ciò che conta non è la natura della struttura, ma la corretta individuazione della quota sanitaria rimasta a carico del contribuente.

Per ottenere il beneficio fiscale è quindi importante conservare la documentazione rilasciata dalla RSA o dalla casa di riposo, nella quale devono essere chiaramente indicate le somme riferibili alle prestazioni sanitarie.

Come per gran parte delle spese sanitarie, il recupero fiscale previsto è pari al 19% dell’importo detraibile effettivamente sostenuto e rimasto a carico della famiglia.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.