La proroga prevista dall’art. 6 del DL 89/2026 cambia il calendario dei pagamenti legati alla dichiarazione dei redditi 2026, riferita al periodo d’imposta 2025. Il rinvio, però, non riguarda tutti. Nasce così una doppia agenda fiscale: una per chi resta fuori dal differimento e una per chi può beneficiare dei termini più lunghi.
Scadenze imposte: chi resta nel calendario ordinario
Il primo gruppo comprende i contribuenti esclusi dalla proroga. Si tratta, in particolare, delle persone fisiche che non esercitano attività rilevanti ai fini ISA. Rientrano in questa categoria, ad esempio, i soggetti senza partita IVA che presentano il Modello 730/2026 senza sostituto d’imposta.
Restano fuori dal rinvio anche gli imprenditori agricoli che producono soltanto reddito agrario e gli enti non commerciali che non svolgono attività commerciale soggetta agli indici sintetici di affidabilità.
Per questi contribuenti le scadenze imposte seguono il calendario tradizionale. Il saldo 2025 e il primo acconto 2026 devono essere versati entro il 30 giugno 2026. In alternativa, il pagamento può essere effettuato entro il 30 luglio 2026, applicando una maggiorazione dello 0,40%.
Il secondo acconto, oppure l’unico acconto 2026 quando dovuto in una sola soluzione, rimane fissato al 30 novembre 2026. Questo termine non subisce modifiche e non può essere oggetto di rateizzazione.
Rateizzazione per chi non beneficia della proroga
Rimanendo tra i non beneficiari della proroga, il saldo 2025 e il primo acconto 2026 possono essere divisi in più rate. La dilazione può arrivare fino al mese di dicembre. Le rate successive alla prima scadono, di regola, il giorno 16 di ciascun mese. Fa eccezione il mese di agosto. Per effetto della sospensione estiva degli adempimenti fiscali, la rata prevista in quel periodo slitta al 20 agosto.
In caso di pagamento avviato dal 30 luglio 2026, l’importo complessivo deve prima essere aumentato dello 0,40%; solo dopo si procede alla suddivisione in rate.
Sulle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi calcolati al tasso annuo legale. Le scadenze imposte riferite alla rateizzazione richiedono, quindi, attenzione sia alla data di partenza sia alla corretta applicazione degli interessi. Resta fermo un limite importante: il secondo o unico acconto di novembre non è rateizzabile.
Chi può usare il calendario prorogato
La proroga imposte 2026 interessa i titolari di partita IVA per i quali risultano approvati gli ISA, a condizione che dichiarino ricavi o compensi non superiori a 5.164.569 euro. Il rinvio opera anche in presenza di una causa di esclusione dagli ISA, purché l’attività esercitata sia comunque compresa tra quelle per cui gli indici sono stati approvati.
Il beneficio riguarda imprese, lavoratori autonomi, professionisti e altri operatori economici che rispettano i requisiti fissati dalla norma. Sono inclusi anche i contribuenti in regime forfettario e quelli che applicano il regime dei minimi, sempre a condizione che l’attività svolta rientri nel perimetro ISA.
Tra i soggetti ammessi figurano anche i soci di società e associazioni fiscalmente trasparenti. Il riferimento comprende, tra gli altri, soci di società di persone, associazioni professionali, collaboratori di imprese familiari e soci di Srl in regime di trasparenza fiscale.
Per questa platea le scadenze imposte cambiano in modo significativo. Il saldo 2025 e il primo acconto 2026 passano al 20 luglio 2026. È possibile pagare anche entro il 20 agosto 2026, ma con una maggiorazione dello 0,80%.
Anche i beneficiari della proroga possono ricorrere alla rateizzazione. Le rate scadono il giorno 16 di ogni mese. Se il primo pagamento avviene il 20 agosto, l’importo va prima aumentato dello 0,80% e poi suddiviso. Le scadenze imposte per il secondo o unico acconto restano, invece, escluse dalla dilazione.
Scadenze imposte: il doppio calendario da ricordare
Il quadro finale è, quindi, diviso in due percorsi. I contribuenti non inclusi nella proroga versano saldo 2025 e primo acconto 2026 entro il 30 giugno, oppure entro il 30 luglio con lo 0,40% in più. I contribuenti ammessi al rinvio pagano, invece, entro il 20 luglio, oppure entro il 20 agosto con lo 0,80% in più.
Per entrambi i gruppi, il secondo o unico acconto 2026 resta fissato al 30 novembre e non può essere rateizzato. La rateizzazione è ammessa solo per saldo e primo acconto, con interessi sulle rate successive alla prima.
Le scadenze imposte del 2026 richiedono, dunque, una distinzione preliminare: prima occorre individuare se il contribuente rientra o meno nella proroga dell’art. 6 del DL 89/2026. Solo dopo è possibile applicare correttamente date, maggiorazioni e regole di pagamento. In questo doppio binario, le scadenze imposte diventano il punto centrale per evitare errori nei versamenti.
Riassumendo
- Scadenze imposte 2026 divise tra contribuenti ordinari e beneficiari della proroga.
- La proroga è prevista dall’art. 6 del DL 89/2026.
- Fuori dal rinvio: soggetti senza attività ISA, agricoli ed enti non commerciali.
- Per gli esclusi, saldo e primo acconto scadono il 30 giugno.
- Per i beneficiari, pagamento al 20 luglio o 20 agosto maggiorato.
- Il secondo o unico acconto resta al 30 novembre, senza rateizzazione.