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Imposta di bollo su c/c: confermato l’aumento di 8 euro per queste partite IVA

Imposta di bollo su c/c più cara per le società: il decreto fiscale, come convertito in legge, porta l’importo annuo a 118 euro.
27 Maggio 2026
imposta di bollo su c/c
Foto © Investireoggi

Arriva la conferma del rincaro per i rapporti bancari intestati a soggetti che non sono persone fisiche. La misura riguarda estratti conto e rendiconti periodici collegati ai conti correnti societari. L’importo annuo dell’imposta di bollo passa da 110 a 118 euro, con un aumento contenuto per chi gestisce più rapporti bancari.

La novità nasce dal decreto fiscale convertito nella legge n. 88/2026, in vigore dal 23 maggio 2026. Il riferimento principale resta l’art. 13, comma 2-bis, lett. b), Tariffa, Parte I, allegata al D.P.R. 642/1972. Dal 2027 il quadro sarà coordinato nel D. Lgs. 123/2025.

Imposta di bollo su c/c: il nuovo importo per le società

La imposta di bollo su c/c dovuta dai soggetti diversi dalle persone fisiche sale a 118 euro annui.

Non è un tributo calcolato sul saldo o sui movimenti, ma un importo fisso applicato alla documentazione bancaria periodica. La variazione interessa società di capitali e società di persone operative, cioè realtà titolari di conti correnti.

Per le persone fisiche resta fermo il regime ordinario dei conti personali, con regole e soglie differenti. La modifica colpisce imprese ed enti che rientrano nella categoria dei soggetti non privati. La imposta di bollo su c/c continua a essere riscossa tramite l’intermediario, che addebita il costo sul conto secondo la periodicità dell’estratto conto.

A chi si applica l’aumento e quando decorre

L’aumento previsto dal decreto Fiscale (DL n. 38/2026) riguarda i conti correnti intestati a soggetti diversi dalle persone fisiche. Rientrano in questa definizione, in via generale, società per azioni, società a responsabilità limitata, società in accomandita per azioni, società in nome collettivo e società in accomandita semplice.

La relazione tecnica collegata alla norma richiama le società attive, quindi posizioni operative.

La decorrenza pratica va letta insieme alla data di entrata in vigore della legge di conversione. Dal 23 maggio 2026 l’imposta di bollo su c/c trova applicazione nella nuova misura. Per gli addebiti periodici conta la modalità adottata dalla banca, perché l’imposta può essere ripartita in base alla frequenza degli estratti conto. Il valore annuo diventa 118 euro.

I riferimenti normativi da tenere presenti

La modifica interviene sull’art. 13, comma 2-bis, lett. b), della Tariffa, Parte I, allegata al D.P.R. 642/1972. Questa disposizione regola il bollo sugli estratti conto e sui rendiconti bancari. Il decreto fiscale convertito nella L. 88/2026 aggiorna l’importo da 110 a 118 euro.

La stessa variazione viene coordinata anche con l’art. 9, comma 3, lett. b), della Tariffa, Parte I, Allegato 3, del D. Lgs. 123/2025. Tale testo unico entrerà in rilievo dal 1° gennaio 2027 e raccoglierà la disciplina dell’imposta di registro e di altri tributi indiretti. La imposta di bollo su c/c resterà regolata dal D.P.R. 642/1972 fino al 31 dicembre 2026, mentre dal 2027 il riferimento passerà al nuovo testo unico, Parte IV, Titolo I, artt. 139-168, e Allegato III.

Imposta di bollo su c/c: effetti pratici per la gestione aziendale

Sul piano operativo, l’imposta di bollo su c/c non richiede un versamento diretto da parte della società, perché l’addebito viene gestito dalla banca.

Tuttavia, il rincaro può incidere sui costi amministrativi, soprattutto con più rapporti intestati alla stessa impresa. Ogni conto soggetto al tributo può generare un onere autonomo, secondo le condizioni dell’intermediario.

L’imposizione va considerata nella verifica dei costi bancari complessivi. Per molte aziende l’aumento di 8 euro annui non sarà decisivo, ma può diventare più visibile nei gruppi con conti dedicati a sedi, commesse, incassi separati o linee operative diverse.

La novità conferma l’importanza di controllare estratti conto e rendiconti. Una corretta lettura degli addebiti permette di distinguere spese bancarie, commissioni e tributi. Il prelievo resta un costo fiscale fisso, non legato al numero delle operazioni, ma alla titolarità del rapporto e alla documentazione prevista dalla legge.

Riassumendo

  • Imposta di bollo su c/c societari sale da 110 a 118 euro annui.
  • L’aumento riguarda soggetti diversi dalle persone fisiche.
  • Coinvolte società di capitali e società di persone attive.
  • La novità deriva dalla legge n. 88/2026.
  • Fino al 2026 resta centrale il D.P.R. 642/1972.
  • Dal 2027 i riferimenti passano al D.Lgs. 123/2025.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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